Il ritorno delle sirene

Mi piace, ogni anno, fare un giro sulla vecchie barca di don Ciccio, barcaiolo senza et?. Pare che mi aspetti puntuale nel piccolo porto per raccontarmi, durante la gita intorno all?isola, qualche nuova ed incredibile storia che ascolto sempre senza saperne dare una giusta spiegazione o trarne un logico perch?. Mi piacciono le fantasticherie e l?abbandono delle vacanze mi aiuta ad accettare tutto, anche l?irragionevole, mi consente di ascoltare le storie di Ciccio e dargli la certezza di credergli. Non ha esitazioni nel confidarmi i suoi sfoghi al ritmo del motore della vecchia barca, colma, per?, di un fascino misterioso. Sono tornato quindi sull?isola facendomi trasportare per la strada sinuosa che la fascia come una cintura di seta, ad ogni passo mi entra nel sangue e mi appartiene sempre di pi?. Eccolo l? l?albero dondolante del barcone con don Ciccio a bordo che non sta mai fermo e borbotta chiss? cosa. Vive sul mare, nato sul mare da padre e nonno pescatori e del mare ne ha fatto un amico sicuro e fedele, quasi dimenticando la famiglia che gli pesa come un macigno sulle spalle. Lo saluto dalla spiaggia, mi risponde alzando il braccio e accosta. Poche parole ed il motore ? avviato. Al largo ci sono dei pescherecci, tirano le reti mentre sfrecciano inesorabili motoscafi veloci. Negli occhi di Ciccio un lampo d?odio. ?Tutto hanno distrutto? dice parlando a s? stesso. ?Ecco perch? sono andate via le sirene? continua. ?Le sirene?? chiedo sbalordito e fingendo stupore. ?Si, le sirene. Le sirene dell?isola ci sono state, cantavano per i pescatori ed i marinai, e soprattutto, per la gente buona e gli innamorati felici e solitari.? ?Poi?? chiedo. ?E poi? tutto ? cambiato. I giovani sembrano pazzi, gridano, cantano brutte canzoni. I motoscafi non danno pace, l?acqua ? inquinata e cos?? addio sirene. Hanno deciso di non farsi pi? vedere.? Disse Ciccio con voce bassa e sconsolata. Dopo un lungo silenzio aggiunse: ?Ma una volta?? ?Cosa ? successo una volta?? chiedo. ?Portai in barca, su questa barca, un turista francese che viaggiava da solo. Tratti da signore, capelli bianchi. Mentre andavamo per mare mi raccont? della sua donna cresciuta in Normandia con lui. Si erano conosciuti da bambini, si incontravano sulla spiaggia. Raccoglievano frutti di mare e conchiglie e andavano sempre in barca. Poi la guerra. I tedeschi invasero la Francia e lui part? militare. Fatto prigioniero e portato in Germania. Sophie, la sua fidanzata lo attese per anni. Ci fu l?invasione, i bombardamenti, la casa di Sophie fu distrutta e lei mor?. A fine guerra lui, liberato, torn? al suo paese sul mare. Del paese pi? nulla, anche la spiaggia era distrutta e abbandonata. Cos?, ogni anno, se ne andava in giro per il mondo e quando vedeva il mare era sempre spinto a fare una passeggiata in barca, sentendosi cos? vicino a lei come una volta. Ebbene lo sa cosa ? successo?? ?Cosa?? chiedo rapito dal racconto e curioso. ?Si era fatto quasi notte e mentre tornavamo nel porto sentii sotto agli scogli un canto dolce e misterioso?? ?Le sirene?? chiesi. ?Certamente le sirene. Vidi delle piccole luci d?argento sull?acqua. Che spettacolo! Cos? dissi al forestiero che aveva compiuto un miracolo. Con il suo sentimento aveva riacceso l?incantesimo e le sirene erano tornate all?isola.? ?Cosa ? successo dopo?? chiedo quasi con timore. Don Ciccio rimase in silenzio con gli occhi che guardavano l?orizzonte. Soggiogato dall?atmosfera attendevo paziente. Sapevo la risposta, ma volevo sentirla da lui. Il vecchio pescatore riprese a parlare: ?Ascoltavamo in silenzio quel dolce canto. Era notte ormai. Il vento era calato. La luna piena illuminava la superficie dell?acqua. Passa il tempo. Da lontano, ad est, si inizia a vedere il chiarore rosato del nuovo giorno. Il forestiero si lasci? scivolare in acqua.? ?Non ha cercato di fermarlo?? Don Ciccio sorrise e disse: ?L?ho visto felice. Non era spaventato. Si ? allontanato abbracciato ad una figura di donna bellissima, uguale alla descrizione che mi aveva fatto di Sophie. Si vedeva il luccichio della coda pinnata. L?amore per il mare l?aveva trasformata in sirena ed ora che aveva ritrovato il suo uomo nessuno poteva pi? dividerli.? Chiusi gli occhi e mi sembr? di sentire un mormorio sommesso. Era come un canto indistinto di voci femminili che veniva dal mare. Lontano eppure cos? vicino, si mischiava allo sciacquio delle onde. In un mare pieno di misterioso e segreto incantesimo.

Altre opere di questo autore