IN CAUDA VENENUM (DEDICATA)

Di viscere dilaniate
nei baci mancati,

di pertugi esplorati
nelle dita irriverenti,

di arbusti secchi
nelle parole mozze,

_____tutto il dolore scroscia_____

esondando l'anima

sgorga a fiotti
tra rivoli di sinapsi
e rapide di sangue.

E s'impeta
e monta
e schizza
e s'ingorga.

Finchè s'arresta

inespresso
ondeggiante
sfregiante

negli occhi miei.

Titubante,
totalmente incapace
di cadere impavido.

Eppur sarebbe catarsi
la deriva
di questo volto.

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