A Ros

Ciao Ros, ? stato bello sentirti al telefono, ma come vedi sono ancora una volta in ritardo a spedirti la mia lettera. Perdonami se ho pensato fosse quasi una competizione scriverti, ma volevo superare quel che dicevi soltanto per farti ritrovare la forza persa, il coraggio di reagire. Se tu amica mia conosci il segreto di alcune parole, le mie non avranno senso, ma ho capito che vuoi io ti scriva in quanto la nostra corrispondenza non ? altro che uno scorrere d?acqua dal fiume al mare, dove attraverso questo passaggio ci ritroviamo assieme nell?immenso benessere e, nonostante annaspiamo affannosamente riusciamo a tenderci le mani e strette proseguiamo il viaggio. Leggo spesso il testo granello di sabbia e, mai come adesso mi ritrovo in quelle parole. _ ?. Senza fondo ? lo stare del fondo del lago ? e senza sponde quello delle sponde ? Altre volte invece mi vedo come le sfere di cristallo di Baricco. Io ero una di queste sfere trasparenti al punto da farmi spiare dal di dentro?quanto ci ho soffiato amica mia! Mi volevo immensa e forse ci sono riuscita per un po?, ma ora sono scoppiata in mille pezzi, i miei cocci stanno per terra, non assomigliano a cristalli, non brillano sotto il sole di nessuna luce, sono cocci di vetro qualunque, la gente ci passa sopra, calpesta, frantuma dimenticando che erano parte della grande sfera ( la mia vita). Questo mio scrivere, assurdo o reale che sia, mi guida nell?inconscio, mi fa risalire e, pur non essendo guardata o toccata, sto su questo davanzale indifferente, tutto ci? ? davvero solo una mia avventura. Non so se sono caduta o sto per cadere ancora, ma esisto ne ho la certezza. Forse non sono mai stata una bellissima sfera di cristallo, mi ero soltanto illusa, sono soltanto uno di quei granelli di sabbia perso tra i tanti, anonimo, incolore, confuso. Tua amica Maria

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