apri il tuo cuore

Ed io che avevo colto la tua serena figura accanto a Gian. io che avevo assaporato i gesti conosciuti e dimenticati del vostro amore, gesti ormai negatomi dalla vita da lunghissimi anni, mi ritrovo a doverti rialzare nuovamente da terra, da questo amore incollato alle tue membra, penetrato nella tua anima fino a scavarla e provocarne un solco. E come si fa adesso? Niente riuscir? a ridarci momento che avremmo voluto sopprimere per non ferire l?altro, una punizione da portarci dietro come un fardello dei nostri sbagli. Ma dove abbiamo sbagliato? Abbiamo sbagliato a credere che un altro uomo potesse regalarci l?illusione di vivere ancora. Amica mia, sento la tua confusione nella mia testa, nello stomaco fino a farmi male. Continuo a rivedere me in te, a quando dicevo che non saremmo mai state felice veramente perch? cercavamo qualcosa che non troviamo, perch? il nostro amore ? incapace a morire lungo una strada qualunque. Il nostro amore ? sofferto, marchiato, distrutto, pi? ci scaccia pi? l?amiamo, ? questo ci rende vivi nonostante tutto. Credo a tutte le tue albe nuove strette a chi ha saputo ridarti il sorriso, credo alla speranza forte capace di ingannare perfino te stessa. Ma?infatti non credevo guardandoti negli occhi all?amore tormentato e gettato con grande rassegnazione nel pozzo dei ricordi. Lo vedevo riaffiorare come acqua stagnante nella luce del tuo sguardo, stavi vicino a Gian. ma Marco era acqua che ti bagnava il corpo se pur non limpida e fredda. Ma anche l?acqua gelida se riusciamo a catturarla tra le mani e tenerla in pugno alla fine non ? pi? tanto fredda. Ed ? cos? che avete saputo riscaldare ancora e rompere la statua di ghiaccio innalzatasi tra di voi come solenne figura. L?avete sciolta per non sentire pi? quel gelido dolore. L?avete sciolta perch? l?amore vero non pu? rimanere impietrito davanti a voi nella trasparenza di un blocco ghiacciato. Ed ora? Ora mute parole dovranno attraversare le tue labbra nei confronti di Gian. perch? non puoi distruggere improvvisamente chi ti ha dato la mano e stretta al cuore. Devi trapassarti ancora una volta, trapassare l?amore ritrovato, non sotterrarlo Elena, non ghiacciarlo nuovamente. Trova la strada, la tua felicit?. Parla con Marco, con matura coscienza, perch? prima di prendere una decisione devi essere sicura di tutto e dei tuoi passi. Gian, ? stata la tua guida, colui che in questi due anni ti ha condotto fuori dal buio e dalla quella porta dove scalciavi nell?inutile tentativo di riconciliare qualcosa. Gian, ti ha reso donna e sicura, Marco, se pur forte nel suo amore, un puerile futuro assieme, un incerto benessere interiore, una sali e scendi d?emozioni e rancori. Elena, non so pi? nemmeno se la mia forza potr? divenire scudo per te, se mai riuscir? a proteggerti da questa guerra che stai combattendo, ma sar? ancora una volta al tuo fianco alleata, perch? siamo legate da quella corda resistente che ci tira l?una all?altra e, la promessa che il baratro non conoscer? mai i nostri corpi, ? viva dentro di me, come il giorno che l?abbiamo giurato a noi stesse. Non ti lascer? straziare dal tonfo improvviso semmai sbadatamente allenter? la presa, ora pi? che mai ti tiro a me, ti urlo: <>. Aprigli Elena e, saluta lentamente chi per un breve tratto ha camminato al tuo fianco condividendo momenti di vita. L?amore vero non finisce, non muore, ma se lo perdi, lo vivi senza toccarlo, senza respirarlo e fa male come la morte. 20 agosto 2003

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