L'uomo senza volto

Nella tua casa, l?onore impastato al rispetto, si insinuava persino tra le crepe del muro che sosteneva la trave del tetto. Sembrava quasi avessero paura a ramificarsi, cos? limitavano il loro tracciarsi lungo una linea ondeggiante. Era li che fermavo i miei pensieri, li, mi concentravo con la convinzione di riuscirci a farli esplodere nel loro movimento fino a far aprire una voragine. Il monologo di sempre, ritornava su se stesso come un ritornello senza senso, in cambio, un dialogo zittito e gi? scontato, e quando la dura voce placava il tuo discutere, rimaneva un silenzio di piombo nella stanza, ma capace di alleggerirsi e divenire un fantasma invisibile. In pena girava per la stanza, ma io rimanevo li, concentrata nei miei pensieri tra le crepe di quel muro senza paura. Il giorno che ti accorgesti della mia presenza, ero gi? divenuta una donna. Mi domandasti cosa fissavo di cos? importante e, perch? il mio sguardo era vuoto. In realt?, non c?era il vuoto dentro me. Mentre mi rivolgevi la parola il muro alle tue spalle stava dividendosi in due senza rendertene conto. L?onore ed il rispetto, non erano altro che parole mischiate tra le righe di un libro in cui ti riconoscevi. Non eri altro che un uomo pieno di boria. Un burattino di latta capace di tintinnare soltanto su se stesso. Volevi impormi le tue regole, volevi regalarmi il mondo, volevi insegnarmi ad essere come te, ma io ero concentrata sempre verso quel muro abbattuto dalla forza del mio pensiero. Ero pronta per aprire le mie ali, ero pronta per scappare via dalle ristrettezze mentali. Tu, rimanevi con le tue convinzioni di uomo vissuto a cui nessuno era permesso toccare o contraddire. Ma non hai mai capito. Eri soltanto un uomo povero di cuore, ed io colei che non hai potuto modellare, perch? non di creta la mia vita, ma di carne e di spirito

Altre opere di questo autore