Sogni

Non cercarmi pi? ? stato come togliere l?ultimo filo di un respiratore che mi teneva in vita. Ero in coma profondo e vagavo sopra un carro di nuvole, con la testa imbottita di sogni e del cotone dentro le orecchie. Tutto mi arrivava ovattato, non avevo la percezione della vita frenetica. Stavo inerte nel mio mondo costruito su misura, di giorni e di notti imbrattati di parole. Avevo parole nel piatto della minestra, parole nella stanza, parole sopra i muri della citt?, parole sulla pelle. Ogni cosa parlava di te, persino un libro gi? scritto. Le righe sapevano di noi, era come se qualcuno avesse spiato da fenditure impossibili quel nostro esserci e non esserci, mentre io andavo sola sul mio carro di nuvole, contro il sole, inconsapevole che da li a poco avrei bruciato la mia pelle, sparpagliando le parole, confondendole fino a farle scomparire. Oh! Come avrei voluto ascoltare la tua voce oltre le parole, liberare le orecchie dal bianco cotone, affondare la testa nella luce del sole, bruciarmi il capo e fondermi il cervello per non avere pi? il minimo pensiero, accostare si, ancora delle parole, ma senza un senso connesso da chi pur non ascoltando vede e non vorrebbe. Allora priverei anche i miei occhi e, ceca, cambierei la direzione andando in cerca di quel destino scritto tra le stelle, mendicante di amore che non trovo. Ma per una legge naturale, ho bisogno di aria nei polmoni, allora trattengo la mia vita e lascio andare questo male. Scendo dal mio carro di nuvole e rimango immobile su questa sedia di legno che accoglie il mio corpo in un abbraccio. Il bianco cotone ? ormai neve che cade su uno scenario di un vecchio film in bianco e nero. Non c?? sole in questo giorno senza te, e come per magia, io vedo. Vedo i sogni vestiti di tutto e di niente.

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