Le ossa di Auschwitz

 
Le ossa a fiumi scivolano lente.
Dicono di chi, ininterrotte ad Auschwitz,
Accomunando pianti come poderi
Da coltivare al tempo

Gli odori tralasciano l'incenso, scordati,
Ingraziano la fossa come un battistero
E gli occhi nati palpebra vissuta
L'utile chimera che forse il cielo avrà

Dio che li ha prescelti, cosa vide
Lodandosi le anime in colata
Con l'indice dimesso
Al credo della morte

Che cosa disse, graziando denti e poi capelli.
Dei polsi come steli e della sorte
Già falce preannunciata
Salvezza di frontiera

I ladri in paradiso al gergo del mistero
Setacciano fra i chiodi
Chi madre o figlio o padre:
Le tristi appartenenze

Le ossa a fiumi scivolano stanche
E ammantano le croci
Fra i palmi immortalati
Memoria ancora un giorno

E Dio là nel passato
Parola conservata sotto il gelo





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