Quando l?erba piange vento



 


Vorrei scrivere poesia
Con il ghiaccio seminato fra le vene.
Un concetto stagionale senza sole
Che Devasti la miseria delle fiere vanità 

Vorrei dire la censura;
Il soppalco che nasconde
E svelare lentamente  le macerie
Penetrandole insapute

Tutto è scelto, conveniente,
Superiore approvazione
Senza grasse code avanti e spinte dietro:
La congiura  dei villani
Sconosciuti nel perdono

Com'è semplice la valle senza passi;
L'inclinata posizione che mantiene
Quando l'erba piange vento
Diradando la fatica oltre le foglie
 
Vorrei scrivere poesia
Con la morte dominata
E guardarla remissiva un solo istante
Mentre affida la sua pace

Tutto è perso. Cieca rotta.
 Le parole spodestate verso il fango
Riferiscono silenzi in meraviglia
Dove il prato domani peserà

Com'è semplice capire;
Confermare delle rondini il ritorno
E guardarle senza invidia né illusione
Propagate verso nidi già invecchiati

 

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