Del Cristo


Del Cristo atteso ho perso le tracce
Superando il viale frastagliato
Che a migliorarsi spina comincia la missione.
Ferito il passo svelto, sanguinava
Calcolando il mirto come meta
Stordita e incamminata sguardo

Del Cristo arato ho schiuso più corolle
Acerbe e raggelate. alle spalle il sole:
Fortuna rabbuiata per rinuncia.
La tenebra nasceva e l'astro vacillava
Scrostandosi nei raggi la tristezza
Come grazia in  piaga

Del Cristo stanco conservo lunghe croci
E il faro che segna ogni sua tregua
Malgrado sia fraintesa
Predica bruciata.
Il fuoco era l'assenza
E il tronco, la fessura
Mentre la pace andava al suo riposo

Del Cristo odiato apprendo le tensioni
E l'indice puntato verso gli anni
Compiuti sui gerani  sopra i marmi.
L'estate inversa rivelava il prato
Piangendo divisioni
E un carro profumato era il suo muro

Del Cristo offeso, distruggo l'amnesia
E scivolo imperfetta stringendolo pietà
Trafitto a rinnovarsi corpo.
Un panno scelto al volto
Colava la fatica sorvolando
E al Padre riduceva il fiato

Del Cristo che disegno, confermo la gloria
E il sangue germogliato dietro il buio:
 Promessa dissetante da scolpire.
Un lume in risonanza e il timbro a gocce
- Come l'esclusione - zittivano i lamenti
Promessi dentro il calice, sanati
.
Del Cristo che temo - invecchio a saperlo:
Friabile scienza a valle eclissata;
Inabile fiera viziata in altre strade.
L'oro violato sulla scena
Circondava il corpo
E rinsecchiva il pesco
Plasmandolo declino di stagione

Del Cristo che nutro semino la fame
Subendola a istanti presenza indifferente
Per gli arti consumati in gelide passioni.
La sete nuda stabiliva il sale
E il gorgo era un intruglio
Con gli ami arrugginiti sui carboni

Del Cristo che mangio, freno il dubbio
Sudandolo pianura incenerita.
E quante le mani a zappare
Spariscono amputate.
La fame come grazia e il seme da curare
Segnavano ubbidienze, rifiutate a turno

Del Cristo vissuto non lodo la chiesa
Né il margine falsato di chi prega sputando
I chiodi, dal basso del calvario.
La pietra lucida specchiava ogni fetore
E gli abiti dei martiri strappati
Sparivano derisi all'abbondanza

Giudice è l'aurora: servile consigliera
E carne perdonata in mescolanza
Fin quando il cielo esempio si dibatte
Con l'ego di noi singoli:
Assenti venerati

 

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