La frenesia del vento


Hai visto mai la frenesia del vento;
Io, sì.
Le grate che rovescia, mentre conserva dietro
L'avuto e poi il perduto con una sola sferza
Quasi per contestarsi la nobile coerenza

Sarebbe un bel confronto, ora,
E ovunque avrebbe voce, il metro del tuo fare
Sepolto in torto alle canzoni
Comunque riverente e d'impennata attenta
Fin dove cola il mare

Avevi sei mestieri e un muro scaltro.
La pioggia all'occorrenza, beate praterie
Da incidere a misura con passo rassegnato
E a scudo l'imbrunire.
Chi mai te la dirà, gentile, la lenta esplorazione
Chi rovisterà il freddo di dicembre
Con l'alito confuso
E un cedro senza scorza né semi da esibire

Sa il tempo, la tua comparsa a istanti,
I treni e gli aquiloni insieme sui binari
Protesi a dirsi uguali la fatica
Consumano la scia giurandosi le spalle
E nodi di distanze

Chi mai potrà capire l'obliqua direzione
Promessa inconcludente
E in fondo mai il traguardo
A dire la febbre sconsacrata

Il cielo invecchia a rispecchiarli stanchi
E quante nubi al flusso
Sospiri di passanti,
Il soffio e l'infelice fiamma,
La scuderia del vento, la storia che non torna,
L'immobile apparente,
Criniere di parole e poi la quiete
Sbattuta dentro l'onda
 
 

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