Donna senza di nome

 

Lei non sapeva dei cieli lontani
Scoprendo le sere acerbe
Germogli da arare.
Dell'ombra impaurita da violare
Raccolta al fondo marcia
Sentendo sgomenta quell'amo


Danno gli è il nome e la sete
Eppure rimane
Grondante di sperma
È Fuggito l'infame
Ladro di specchi e di volti
Ritratti distorti

Com'è passione e inganno
Il buio per gli orrori.
La compassione ignara
prima che il male spinga
E devasti a seguire
Reciso l'intatto

Di strada in fossa dondola l'andare
E per ogni meta sorvola la fretta
Spettro ossesso fra le braccia.
Donna soppressa al getto
Non è più seta la carne che duole
Rivolo a pioggia di niente

Donna d'orgoglio leso.
Sposa del prato in fango.
Madre d'alture consce in volo oscurate
E il fondo a remare
Le labbra scordate di latte

Com'è lesione e attesa e inganno
Chiudere l'occhio e l'altro sradicarlo
Dove la pena ha usurato il pudore
Scrostando feconda ogni odore

Negli anni stropicciati chi sarai
Sbrinando le gambe accavallate
Come fossero croissant
Da scaldare pasto indegno

E il ventre l'hai strozzato sul nitore
 Macchiando di carminio l'altra tela.
Dov'è che hai ossidato l'anello
E la stasi dei sogni svegliati

Quercia per linfe mute.
Corpo di terra e fossa
E al fianco un brandello.
Madre di culle vuote e di polsi adagiati.
Straccio bagnato al pianto
Sommerso battigia alle guance

Dov'è l'ulivo da bruciare con la brace
E la farina spesa fra le mani
Per gli anni da impastare.
Dov'è il pallore in fiore
Rosato fra gli artigli
Al vespro di un sordo splendore

Nutre radici la piaga
Al sole prigione
E il mandorlo amaro ora sguscia:
Essenza in paragone

Donna senza di nome
Per l'alba spenta
Di cenere e avvento.
Lei giglio stato
Rovo domani

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