Le ossa di Auschwitz
Marina Minet
Marina Minet
Pubblicata su Athena Millennium il 02/03/2009
Le ossa a fiumi scivolano lente.
Dicono di chi, ininterrotte ad Auschwitz,
Accomunando pianti come poderi
Da coltivare al tempo
Gli odori tralasciano l'incenso, scordati,
Ingraziano la fossa come un battistero
E gli occhi nati palpebra vissuta
L'utile chimera che forse il cielo avrà
Dio che li ha prescelti, cosa vide
Lodandosi le anime in colata
Con l'indice dimesso
Al credo della morte
Che cosa disse, graziando denti e poi capelli.
Dei polsi come steli e della sorte
Già falce preannunciata
Salvezza di frontiera
I ladri in paradiso al gergo del mistero
Setacciano fra i chiodi
Chi madre o figlio o padre:
Le tristi appartenenze
Le ossa a fiumi scivolano stanche
E ammantano le croci
Fra i palmi immortalati
Memoria ancora un giorno
E Dio là nel passato
Parola conservata sotto il gelo
Le ossa a fiumi scivolano lente.
Dicono di chi, ininterrotte ad Auschwitz,
Accomunando pianti come poderi
Da coltivare al tempo
Gli odori tralasciano l'incenso, scordati,
Ingraziano la fossa come un battistero
E gli occhi nati palpebra vissuta
L'utile chimera che forse il cielo avrà
Dio che li ha prescelti, cosa vide
Lodandosi le anime in colata
Con l'indice dimesso
Al credo della morte
Che cosa disse, graziando denti e poi capelli.
Dei polsi come steli e della sorte
Già falce preannunciata
Salvezza di frontiera
I ladri in paradiso al gergo del mistero
Setacciano fra i chiodi
Chi madre o figlio o padre:
Le tristi appartenenze
Le ossa a fiumi scivolano stanche
E ammantano le croci
Fra i palmi immortalati
Memoria ancora un giorno
E Dio là nel passato
Parola conservata sotto il gelo
2 Commenti
05/03/2009 - fiorella
una grande stretta al cuore, pensare a queste atrocitą..bellissima!
02/03/2009 - giovanna giordani
Bellissima
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