Il grembo prodigioso
Marina Minet
Marina Minet
Pubblicata su Athena Millennium il 05/03/2009
Il grembo prodigioso è delle madri.
È vento stagionato
La buona sorte che seguono di sera
Nel traffico stordito
Pensando al busto fiero
Che le pesò immortali
Il grembo prodigioso
È delta e causa eterna;
Solo in coro al freddo
Cenacolo si mostra
Scaldando nei camini mille botti
Tradito l'oste in pena
Ed è tensione e miele
Il polso del comando.
Angoscia da strappare
Se antica, con l'indole s'intona
Tiranna incomprensione
Il grembo prodigioso è culla di rimpatri.
Di chi esiliato riconferma il tempo
Fra ceri e marmi in prosa
Riavuti come niente fianco e seme
Stampati di sembianza
Visione d'impazienza
È il ventre lievitato in cerchio all'ombra;
E colmo al sole aspira
Beandosi catena d'infinito
Assolo marginale
Leviga lento
Il grembo prodigioso;
Come scultore vigile e imperfetto
Scolpisce il labbro da confinare al seno
Con l'anima a tribordo
Sciupata al respiro nuovo
Il grembo prodigioso è delle madri.
È vento stagionato
La buona sorte che seguono di sera
Nel traffico stordito
Pensando al busto fiero
Che le pesò immortali
Il grembo prodigioso
È delta e causa eterna;
Solo in coro al freddo
Cenacolo si mostra
Scaldando nei camini mille botti
Tradito l'oste in pena
Ed è tensione e miele
Il polso del comando.
Angoscia da strappare
Se antica, con l'indole s'intona
Tiranna incomprensione
Il grembo prodigioso è culla di rimpatri.
Di chi esiliato riconferma il tempo
Fra ceri e marmi in prosa
Riavuti come niente fianco e seme
Stampati di sembianza
Visione d'impazienza
È il ventre lievitato in cerchio all'ombra;
E colmo al sole aspira
Beandosi catena d'infinito
Assolo marginale
Leviga lento
Il grembo prodigioso;
Come scultore vigile e imperfetto
Scolpisce il labbro da confinare al seno
Con l'anima a tribordo
Sciupata al respiro nuovo
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