L?ultimo comandamento di Saffo
Marina Minet
Marina Minet
Pubblicata su Athena Millennium il 19/04/2009
Guardale in difetto le frattaglie sparse
Pensale distratte, poco cordiali
Sopra una scacchiera liberata al re
Ché la finzione è brodo di niente
Tavola vuota e sapido sale
Per rastrellarle basta un applauso
O un pozzo trito di lune casuali
Estratte a sorte come allusioni
Tanto la frusta è a verbale
E la vittoria, l'antro del gregge
Gli equilibristi reggono il passo
La pelle arresa e le unghie usate
Ora che sagge graffiano mute
Spazi riflessi lontani
Dove le porte assolvono orgasmi
Dammi un deserto sotto confronto
Le suole nuove e antica la meta
Un cenno asceta e l'eco dei sì
Come conferma che c'ero
Sciocca comparsa
Scalcia le vene, le pose a stento,
Curami il sangue cieco e contrario,
Fermalo al flusso e recalo danno
Sacra difesa, prelievo guasto
Come se fosse la tua perversione
Basta ai sensori e ai roghi inventati
Ché a somma accesa
Manco le braci
Guardale in difetto le frattaglie sparse
Pensale distratte, poco cordiali
Sopra una scacchiera liberata al re
Ché la finzione è brodo di niente
Tavola vuota e sapido sale
Per rastrellarle basta un applauso
O un pozzo trito di lune casuali
Estratte a sorte come allusioni
Tanto la frusta è a verbale
E la vittoria, l'antro del gregge
Gli equilibristi reggono il passo
La pelle arresa e le unghie usate
Ora che sagge graffiano mute
Spazi riflessi lontani
Dove le porte assolvono orgasmi
Dammi un deserto sotto confronto
Le suole nuove e antica la meta
Un cenno asceta e l'eco dei sì
Come conferma che c'ero
Sciocca comparsa
Scalcia le vene, le pose a stento,
Curami il sangue cieco e contrario,
Fermalo al flusso e recalo danno
Sacra difesa, prelievo guasto
Come se fosse la tua perversione
Basta ai sensori e ai roghi inventati
Ché a somma accesa
Manco le braci
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