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Giuda l'altro
Marina Minet
Pubblicata su Athena Millennium il 24/04/2009

 



Noi Giuda al mondo, beati altari pronti
Come salviamo amandoci incostanti
Per renderci migliori d'occasione
Le regole animali
Servendoci la lingua in esclusione


Noi Giuda nuovi e giudici incapaci.
Gioie pagate e mille noie cieche
In fila da ingannare


Silenzio


Le labbra mute
Onorano le guance dei soldati
E il bacio regalato
Nel fianco deperito degli assenti
È l'obolo ignorato


Delusa storia che ancora adagi fiati
Srotola gentile la riva dei capelli
E macchiali di vento
Ché non sappiamo avere
Bruciando frutti e i semi giù a morire


Quanta sete e negati i boccali.
Quanta fame e i denti emigrati.
Quanti pastori e insulti fra i bastoni.
Quanto dolore e i vizi consumati.


Noi Giuda in sella proclamati magi
Le reti piene segnate nei confini, lotti sperperati.
Noi Giuda al buio con lo zerbino in corpo
E il portafoglio stretto
Beneficenza usuale


Noi Giuda in coda. La fila e l'altra corda.
L'indice puntato da salvare
Galera d'altre strade


Ritorneremo nudi nuovi
E il sole vestirà di nebbia i davanzali
Dove lo sguardo libera il paesaggio


Saremo il tempo e il tempo non sarà
Schiudendoci leggera e coltivata
La valle in sposa senza più calzari


Ricordalo passante che annusi le stazioni;
Le mosche sui binari
Implorano marcite
E al ramo non oscillano passioni  

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