IL CASO NON HA FEDE
Marina Minet
Marina Minet
Pubblicata su Athena Millennium il 30/04/2009
Rivedo le origini del male e stendo i palmi.
Io che nulla stringo e niente lascio
Confronto luci e ombre sapendole già scelta
E scopro inopportuna l'inferno e le sue arti
Avvolge ambiguo il male,
Adagia sette teschi per i vizi
E aspetta viandanti bestemmiando
Finché li chiama figli
Non chiedo mai perché ritorna
Né il dente che conduce in sepoltura,
Eppure nel confronto m'intravedo
Scartandolo di sera per debellarlo all'alba
Con mille scuse in tasca
E Dio la manna in pausa
Lodato, vivrebbe di sconfitte
Raffreddando i fuochi
E buio cadrebbe quel tepore
Devoto sotto il ramo degli ulivi
Dal male ho appreso il bene
Sfamando la fatica senza gloria
E la sfortuna appena
È ancora l'incostanza
L'origine del male ha le sue nubi
Razziando santi stanchi
E i cieli infedeli da bussare
Sorteggiano le porte
Ma il caso non ha fede
Rivedo le origini del male e stendo i palmi.
Io che nulla stringo e niente lascio
Confronto luci e ombre sapendole già scelta
E scopro inopportuna l'inferno e le sue arti
Avvolge ambiguo il male,
Adagia sette teschi per i vizi
E aspetta viandanti bestemmiando
Finché li chiama figli
Non chiedo mai perché ritorna
Né il dente che conduce in sepoltura,
Eppure nel confronto m'intravedo
Scartandolo di sera per debellarlo all'alba
Con mille scuse in tasca
E Dio la manna in pausa
Lodato, vivrebbe di sconfitte
Raffreddando i fuochi
E buio cadrebbe quel tepore
Devoto sotto il ramo degli ulivi
Dal male ho appreso il bene
Sfamando la fatica senza gloria
E la sfortuna appena
È ancora l'incostanza
L'origine del male ha le sue nubi
Razziando santi stanchi
E i cieli infedeli da bussare
Sorteggiano le porte
Ma il caso non ha fede
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