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Del male
Marina Minet
Pubblicata su Athena Millennium il 02/05/2009


Del male s'apprende il rogo.
La trama che porta a compimento
Fra garze e ragnatele
Mostrandosi valore oltre l'inganno

Del male s'apprende l'urto.
La rabbia che trapela in un momento
Porgendo frutti e tempi
Per farli spilli scelti in derisione
 
Del male s'apprende il falso.
La scettica lusinga e il bacio offeso
Spargendosi benevola istruzione
Con l'indice puntato e il proprio cieco

Del male s'apprende il covo.
La nascita che affida morte certa
Provando la pazienza da consegnare ai rospi
Con fare lamentoso e beato in scena
 
Del male s'apprende l'esca.
 Il nervo alzato esempio
Come potere eletto
Piantando appartenenze d'opinione
 
Del male s'apprende l'odio.
L'instabile vendetta occasionale
Che arrende cuori a stento
Formando troppe colpe innaturali

Del male s'apprende il vuoto.
Il fumo spirituale
E il dire grigio al pane come pena
Cambiandole il sapore

Del male s'apprende il seme.
La sicurezza astuta che accorda l'invenzione
E il branco affine al resto
Imprigionato muto

Del male s'apprende il torto.
La linea dissacrata dei padroni
E l'asta aperta guerra
Promessa a spalle in seno di vittoria

Del male s'apprende il fine.
La perla del bersaglio da ferire
Preteso senza scudi
Ai gradi d'altre forze allontanate

Del male s'apprende poco
E a niente vale l'altro da sommare
Sentendosi di parte
Stringendo il cielo e il grano figlio e padre
 
Le spine erano alte, in fondo, la valle armonizzava
La quiete sconosciuta
Come una missione da vincere al finire.
Ma il bene era la spina e la sua quiete il male 
   

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