Autunno e Primavera in caos
Marina Minet
Marina Minet
Pubblicata su Athena Millennium il 19/06/2009
Sistema le grondaie che arrivano le nubi
E innalza le cornici per ospitare i fiori
Che chiusi conservano l'odore;
Appendili di getto, tradendoli ben saldi
Fin dove la pazienza sveglia il suo maestrale
Così che l'aria colga l'incertezza per somigliare al sangue
Il tanto di morire stretta a un nome
Sprigiona l'ubbidienza della terra
Scandendola soggetta al vaso di Pandora
Per i nonnulla nati da ruvidi tifoni
Così minuti al secolo sprangati
Che bella festa, là arginato il mare
E quanti pesci arresi deformano le reti
Perché la luce non intralci i ciechi
E il sole esegua pura la sua sera
Sarà l'oceano che laverà più frutti,
Con la marea incompresa, sbiadita sulla riva
In vena di spazzare
Felci marginali di sempre forti sponde
Coltiva le ragioni,
La fiera esuberanza e l'indole confusa
Come difesa e pace da recitare
Al crudo temporale dell'amore
Di fronte e al fianco dietro
La messe ha già il rigetto
E il gelo invidia appena
L'unione stemperata
Del cielo a due missioni
Sistema le grondaie che arrivano le nubi
E fermale inventario con le radici morte
Ai piedi delle pose
Quando la scena estranea parlerà
Grondando foglie lese e timidi germogli
Così che il vento bruci e il sole tinga
La vita tutta, scomparsa in un paesaggio
Sistema le grondaie che arrivano le nubi
E innalza le cornici per ospitare i fiori
Che chiusi conservano l'odore;
Appendili di getto, tradendoli ben saldi
Fin dove la pazienza sveglia il suo maestrale
Così che l'aria colga l'incertezza per somigliare al sangue
Il tanto di morire stretta a un nome
Sprigiona l'ubbidienza della terra
Scandendola soggetta al vaso di Pandora
Per i nonnulla nati da ruvidi tifoni
Così minuti al secolo sprangati
Che bella festa, là arginato il mare
E quanti pesci arresi deformano le reti
Perché la luce non intralci i ciechi
E il sole esegua pura la sua sera
Sarà l'oceano che laverà più frutti,
Con la marea incompresa, sbiadita sulla riva
In vena di spazzare
Felci marginali di sempre forti sponde
Coltiva le ragioni,
La fiera esuberanza e l'indole confusa
Come difesa e pace da recitare
Al crudo temporale dell'amore
Di fronte e al fianco dietro
La messe ha già il rigetto
E il gelo invidia appena
L'unione stemperata
Del cielo a due missioni
Sistema le grondaie che arrivano le nubi
E fermale inventario con le radici morte
Ai piedi delle pose
Quando la scena estranea parlerà
Grondando foglie lese e timidi germogli
Così che il vento bruci e il sole tinga
La vita tutta, scomparsa in un paesaggio
3 Commenti
19/06/2009 - marin
:-) forse somoglio alla Fallaci. Grazie a te.
19/06/2009 - Fiorella
Ops... Marina scusa ho scritto Oriana
19/06/2009 - Fiorella
non ci sono più Stagioni in nessun senso, è bellissima questa tua pagina mi è sembrato di vedere un film, bravissima Oriana!
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