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Turisti e la Thailandia
Marina Minet
Pubblicata su Athena Millennium il 14/07/2009


 
Nel piccolo del tempo che ha contato
Ha visto l'antro suo come macello
Ai chili d'ispezione scagliati come ganci

Com'era ieri il sogno più riposa
Vegliando l'innocenza come sposa

Turisti e la Thailandia:
Sovrani dei malori.
La verga sia la tregua del vostro rigirarvi
Quando al ritorno il pianto non vi darà l'ascolto
Né il peso benedetto da dirvi servi in colpa
 
Guance di bimbi e musica viandante
Là quando il gioco affonda:
Le luci dei lampioni assorbono cancrena
In quell'azzurro sporco che adopera frontiere
Staccandosi le piaghe fin dove la speranza

Turisti e la Thailandia in male alle preghiere
Per l'alba perdonata.
Delirio delle madri, in fila a sorvolare
Le braccia dei ladroni e poi i peccati.
Come se le serpi e le più ingorde fogne
Potessero sfamare l'ira
Dei poveri già morti

Sfiora l'inverno e dentro sente il rovo
Ogni bontà in catene. Fredda pianura e sangue.
Gioia derubata e mai diamante.
La fioritura appresa come confronto a parte

Turisti e la Thailandia: lesione indifferente.
E i grembi come noci al dopo sé
Risuonano bucate introspezioni.
Il resto è grigio amore da raccontare ai porci


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