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L?agonia del tempo senza santi
Marina Minet
Pubblicata su Athena Millennium il 30/09/2009

Cerco il preludio del bell'amore avuto.
La sete che ha brindato con il vento
Scaraventando il mare,
La sabbia debellata come sua promessa

Non è per te la costola che lascio
Al mio silenzio appeso.
Per te che preghi invano la domanda
E annaspi le ragioni
Di noi gettati tristemente dadi

Cerco la pelle da perdonare stesa,
Il sesso che concorda mente e fuga
Consolando ad arte ogni desolazione
Non è per te la mensa che preparo sfamandomi di me
Né per le sorti scritte, così per non scordarsi,
Nel fondo del caffè

Artigli e delusioni, depongono le armi
Incaricando ai cieli l'ingiustizia.
Ché poi siamo coltelli e verbi da sputare,
 Intrecci e lame colme d'antiche nostalgie

Cerco l'inverno da intiepidire stanco,
Il muschio da scavare all'alba e la sua sera.
La vena tutta intera e l'altra fame
Da recitare al cuore
Finché di sasso dia la sua disperazione

Non è per te il nulla che m'invade.
Questa gincana folle di battiti scaduti
Dove il buon cuore scopre
Gli aborti dell'amore

è un bando affine al sé questo lamento
Non cerca applausi eterni né stampelle
Provando l'agonia del tempo senza santi
Così maldestramente assaporato

 

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