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Deliri tempo
Marina Minet
Pubblicata su Athena Millennium il 21/11/2009


La luce sonda l'anima, sbocciata gruccia lenta
Riemerge così lo stato del principio
Stringendosi in assolo la coscienza
Nutrita di pensieri accumulati

È il sonno inesistente la lotta più incalzante,
Chiudere gli occhi e lì vedere il mai
Così come un diamante, ancora da intagliare

Prendimi di spalle, inverno sottinteso
Raffredda ogni concetto, la voglia di fuggire,
La mia mezza pietà

Ho sangue e vene disposti in fila assenti
Temono la stasi ma è solo un fermo a tempo
Ché ancora tornerà la sete da ascoltare
Salvando il sole in faccia, la calda agitazione
E l'ordine vitale

Lesioni e poi, la mente non sa dire
Rispecchia solo tonfi in mezzo al seno
E Dio come li accoglie
Così taglienti giocano la morte

Un parco e le vetrine, domani ci sarò,
Annuserò la brezza e le comete
Sperandole in discesa, già impegnate
Negandomi incosciente

La fuga trema gli altri, chi mai ci penserà,
Le stanze quasi vuote affolleranno.
È un lutto solitario, il cuore nel cemento
Fusi nemici fino a scoppiare

 
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