UN SOVRANO FRA LE STELLE (LA FESTA

LA FESTA

Hagor Saud Flyd, terzo genito dei
principi Wiliam e Mirian Flyd, si fermò in cima allo scalone; da quella
posizione poteva dominare il gran salone delle feste del palazzo reale.
Osservava la gente che lo affollava, alcune persone ballavano e altre
discutevano incuranti della musica. La festa era in suo onore, per festeggiare
il proprio quindicesimo compleanno. Francamente a lui non piaceva quel tipo di
festeggiamento, avrebbe preferito una semplice cena con i suoi famigliari e
amici più intimi, ma la madre non era dello stesso avviso, e quindi aveva
organizzato una festa danzante. Sospirò rassegnato, fece scorrere lo sguardo
sulla gente e in un angolo vide i suoi fratelli e gli amici, che lo salutarono.
Ricambiò il saluto, ma mentre si accingeva a raggiungerli, fu attratto da un
gruppo di ragazze, da una in particolare, gli procurava uno strano turbamento,
che non si spiegava: il cuore sembrò volergli uscire dal petto. Dopo d’aver
respirato profondamente, prese la decisione d’avvicinarla, e nulla glielo
avrebbe impedito. Cominciò a scendere lo scalone, ma fu raggiunto dalla
sorella, la quale, dopo avergli porto gli auguri e rimproverato per essere
arrivato in ritardo lo trascinò dai loro amici. La sorella di Hagor era più
grande di lui appena un anno, e fra i due c’era un legame molto forte.
Angelica, questo era il suo nome, era una bella ragazza; aveva gli occhi
azzurri, i capelli biondi, le labbra ben disegnate, un naso piccolo e grazioso,
e un poco impertinente, molti affermavano che assomigliasse alla madre.
Arrivato in cima allo scalone, Hagor fu notato anche da suo nonno, re Karnak.
Re Karnak era un uomo alto e dal corpo atletico, dai capelli brizzolati, dagli
occhi marron scuro e dalla forte personalità. In quel momento stava
chiacchierando amichevolmente con il suo vecchio amico, re Giorg, ma quando
vide il nipote, esclamò:

<<To’
guarda; il festeggiato si è degnato di comparire!>>.

<<Non essere sarcastico con
il ragazzo, se ricordo male anche tu, non ami questo genere di feste>>.
Lo biasimò Giorg.

<< Vero, Giorg>>.
Sorrise Karnak.

<<Lo sai tuo nipote mi
ricorda tanto una persona, ma chi?>>.

<<Bah! Non so che dirti in
proposito. So solo che ormai anche lui sta diventando un uomo>>.

<<Già: se solo ricordassi a
chi assomiglia>>. Sospirò Giorg.

Karnak però non ascoltava più
l’amico, si domandava che razza d’uomo stesse diventando suo nipote. Certo era
un bel ragazzo, ed era anche più alto di chiunque della sua età, e questo lo
faceva sembrare anche più adulto, ma aveva pur sempre quindicianni. Lo osservò
in mezzo ai suoi fratelli e amici, di certo un gruppo folto ma Karnak sapeva
che in realtà per il nipote soltanto tre persone erano veramente importanti, e
come non poteva essere così? I tre vivevano nel palazzo. Lui stesso li amava
come tre nipoti; i ragazzi erano: il principe Sandor Mek Close, il duca
Fransuas De Rual e il conte Gorion Bolivar, della costellazione del Drago
Maggiore. Per Karnak, Gorion era un vero mistero: il ragazzo era la copia
esatta di Sandor; capelli castani scuri, occhi verdi chiari, naso leggermente
appuntito e le labbra leggermente carnose; Karnak non si piegava la loro
somiglianza, poiché non era nemmeno gemello di Sandor, per quello che ne sapeva
lui per lo meno.  Fransuas era il cugino
di Sandor, e aveva i capelli neri, occhi corvini, e il naso un po’ aquilino.
Karnak posò poi lo sguardo su Axsterio il fratello maggiore di Hagor e
Angelica. Il quale gli ricordava molto sua moglie Elisabhet, infatti, il ragazzo,
aveva i capelli castani scuri, gli occhi verdi color smeraldo, naso in, come
quello del fratello, la mascella era leggermente squadrata.

Ora Hagor era circondato dagli
altri e stava ridendo, e Karnak comprese che il capo del gruppo era Hagor, si
chiese se la loro amicizia sarebbe durata per sempre, ma sapeva che soltanto il
tempo avrebbe dato una risposta alla sua domanda, come a tutti gli altri
quesiti che si faceva sui sei ragazzi.

 

Hagor e
Angelica, raggiunsero i loro amici, scambiarono qualche battuta poi Hagor
chiese maliziosamente alla sorella.

<<Angelica,
hai una lista delle tue amiche da sottopormi, o nessuna di loro vuole ballare
con il festeggiato?>>.

Angelica lo
guardò di traverso prima di rispondergli:

<<Veramente
lo vorrebbero tutte, ma io ne perorerò una sola>>. Disse.

<<Soltanto
una? Angelica, cosa ha di speciale dalle altre?>>. Domandò Fransuas.

<<Sono
rimasta così sorpresa quando me l’ha chiesto da rimanere senza parole>>.

<<Tu
senza parole! Questa è veramente bella>>. Disse Sandor ridendo.

<<Non
prendermi in giro Sandor, per punizione mi farai ballare tutta la sera>>.
Gli disse Angelica imbronciata.

<<Sì mia
principessa>>, replicò ridendo Sandor.

<<Scusate se m’intrometto,
ma, vorrei sapere chi ti ha lasciato senza parole>>. Domandò Hagor alla
sorella.

<<Hai ragione non te lo
detto, è stata Astra, mi ha detto: “Angelica cara, potresti chiedere a tuo
fratello se mi riserva un ballo, sempre che sia interessato”.
T’interessa?>>.

<<Sì, ma sei
sicura?>>.

<<Sicurissima e…>>.

Hagor ormai non la ascoltava più:
era completamente concentrato sul gruppo delle ragazze che aveva notato prima,
e non poteva credere che la ragazza, che gli faceva battere il cuore volesse
ballare con lui. Il gruppo di ragazze si agitò quando lo videro avanzare verso
di loro, l’unica che rimase apparentemente calma fu Astra, che alzò gli occhi
su Hagor solo quando lui le chiese di ballare, non gli rispose, annuì
semplicemente. Nessuno dei due parlò, poiché entrambi emozionati, si stavano perdendo
una nello sguardo dell’altro, per Hagor fu come tuffarsi nel manto stellato
della notte, e per Astra fu come inabissarsi là dove gli oceani, erano più
profondi, fu lei trovare il coraggio di chiedergli.

<<Perché io? Tua sorella
forse?>>.

<<No, io…>>, Hagor
non finì la frase dall’emozione.

<<Ti prego, assicurami che
non è un sogno>>. Gli sussurrò lei.

<<No, non lo è>>,
mormorò il giovane, poi infondendosi coraggio, le chiese: <<Astra sono
mesi che cerco di parlarti, non ti sei forse accorta di me e dei miei sforzi
per avvicinarmi a te?>>.

<<Sì, mi sono accorta di
te, ma non potevo parlarti, in quei momenti>>.

<<Dimmi, cosa è cambiato
questa sera?>>. Le domandò lui.

<<Non posso dirtelo, però
sono felice di essere qui con te>>, poi arrossendo le chiese:
<<Hagor, hai la ragazza del cuore?>>.

Hagor rimase perplesso per un
momento, forse lei non aveva capito ciò che lui aveva detto, così le ripeté.

<<Sì, ma solo questa sera
ho potuto parlarle>>.

Astra sorrise, e gli si strinse
vicino, per Hagor fu sconvolgente, sentiva crescere dentro di lui uno strano
languore che gli partiva dallo stomaco e gli arrivava all’inguine, abbassò lo
sguardo e incrociò quello della ragazza. Gli occhi di Astra sembravano un paio
stelle, i suoi capelli neri erano tenuti da delle forcine, che assomigliavano a
delle stelle su un manto nero, la sua bocca era lievemente socchiusa, quasi per
invitarlo a baciarla. Hagor, fece uno sforzo per non baciarla. Ballando si
avvicinarono verso la porta finestra che dava sul giardino, e uscirono sul
terrazzino. Il profumo delle orchidee e delle rose riempiva l’aria, Astra
respirò profondamente, si sentiva in paradiso, ma sapeva che quella sensazione
le avrebbe dovuto durare per sempre, così sussurrò.

<<Questa sera per me è un
gran dono>>.

Hagor la guardò senza capire, lei
fece per rientrare, ma lui la trattenne e le chiese:

<<Sono stanco di stare in
mezzo alla folla e alla confusione, potremmo andare in giardino, fare una
passeggiata, e poi fermarci al gazebo se vuoi?>>.

Hagor trattenne il respiro aspettando
la sua risposta. Astra era un po’ incerta guardò la sala, ma la tentazione di
comportarsi come una ragazza qualsiasi era molto forte, e alla fine ebbe il
sopravvento su di lei.

<<Perché no>>, gli
rispose mettendogli il braccio sotto il suo.

Hagor e Astra, passeggiavano e
chiacchieravano dirigendosi verso il gazebo; Hagor fu sorpreso di non trovarci
ancora nessuno, ma sapeva che presto i suoi fratelli e gli amici sarebbero
arrivati. Astra rimase sorpresa di trovare il tavolo semi apparecchiato e ne
chiese il motivo, Hagor le spiegò che ogni sera lui, i suoi fratelli e amici si
ritrovavano in quel luogo per finire la serata, e naturalmente quella sera non
faceva eccezione. Astra sì guardò attorno, un po’ agitata, pensando che fosse
il caso d’andarsene, Hagor intuì il suo pensiero e le sussurrò prendendole le
mani.

<<Ti prego non
andartene?>>.

<<Sì, resto>>,
sussurrò Astra alzando gli occhi su di lui e sorridendogli.

Hagor si sentì scombussolare e
raccogliendo tutto il suo coraggio le domandò.

<<Posso baciarti?>>.

Astra annuì semplicemente, Hagor
le posò le labbra sulle sue delicatamente, come una farfalla che si posa su un
fiore; era così dolce quel bacio da farle dimenticare le sue paure. Erano così
presi l’uno dall’altra che non sentirono all’arrivo degli altri finché Sandor
non parlò, Hagor si alzò sorridendo. Astra abbassò lo sguardo arrossendo,
convinta che qualcuno avrebbe fatto commenti, ma nessuno ebbe da ridire sulla
sua presenza, anzi la accolsero con gioia, e lei si rilassò, tanto che quando Hagor
tornò a sedersi accanto a lei gli si strinse contro. Hagor nonostante che fosse
scombussolato dall’atteggiamento d’Astra, si accorse che tra Sandor e Angelica
vi era un atteggiamento molto diverso dal solito, ma non disse nulla perché
Axsterio domandò a lui a Sandor e a Gorion che intenzioni avevano ora che
avevano finito gli studi classici. Hagor gli rispose che aveva intenzione
d’inscriversi all’accademia marittima spaziale. Sandor e Gorion quando
sentirono che Hagor aveva quell’intenzione manifestarono le stesse idee,
entusiastiche e felici perché avrebbero continuato a studiare insieme al loro
amico. Sandor, però aggiunse sospirando che per raggiungere il grado di
comandante in entrambe le categorie ci sarebbero voluti almeno quattro anni,
Hagor però gli dichiarò che se loro avevano l’intenzione di metterci quattro
anni erano liberi di farlo, ma che lui non né aveva nessun’intenzione; anzi lui
intendeva fare il corso breve, che entro due anni lo avrebbe portato al comando
di una nave, perché quello era il suo vero obiettivo. Per un attimo Sandor e
Gorion pensarono che li stesse prendendo in giro, ma quando Hagor fece capire
loro che non scherzava per niente, presero la decisione di fare anche loro il
corso breve; Hagor però non aveva ancora finito con le sorprese, sostenne che
l’idea di fare il corso breve gli era venuta, poiché ormai il mare non aveva
più segreti per lui, giacché erano ormai due anni che prendeva lezioni da uno
dei migliori maestri dell’accademia. Sandor e Gorion rimasero per alcuni attimi
sbalorditi. Poi gli dichiararono che al prossimo incontro il maestro ci
sarebbero stati anche loro, Hagor sogghignando dissero loro.

<<Siete sicuri di volerlo?
Vi avverto che Neb è un maestro molto severo>>.

<<Sì, sicurissimi>>,
gli risposero all’unisono.

<<Allora domani avvertirò
Neb che avrà altri due nuovi allievi>>.

 

Lisa era rimasta in silenzio, non
prestava molta attenzione a ciò che era detto, non sapeva come dire al ragazzo
che amava, che presto avrebbe lasciato Flyd, per raggiungere il pianeta
gemello, Oberon. Gorion la sbirciò e la chiamò più volte, ma non ottenendo
risposta le toccò il braccio. Lei lo guardò per un istante poi abbasso di nuovo
gli occhi. Gorion non comprendendo il suo comportamento, le chiese di nuovo.

<<Tesoro non ti senti bene?
Mi vuoi dire cosa ti turba? È tutta la serata che non parli>>.

<<Mi dispiace tanto
Gorion>>. Gli disse alzandosi per scappare di corsa.

I ragazzi presenti si alzarono di
riflesso e per Astra, fu come se le portassero via un’ancora di salvataggio, fortunatamente
Hagor tornò a sedersi subito. Gorion perplesso stava guardando Lisa che si era
fermata a pochi metri dal gazebo ed era in preda alle lacrime, si mosse solo
quando Angelica gli disse.

<<Non startene l’impalato,
corri da lei>>.

Gorion arrivò da Lisa e la abbracciò
e con dolcezza chiedendole.

<<Lisa perché piangi? Ti
prego dimmelo>>.

Lisa nascose il suo volto contro
il petto di Gorion, e con un filo di voce gli disse.

<<Mio padre ha accettato
l’incarico di governatore sul pianeta Oberon, e vuole che vada con lui>>,
Gorion cercò di protestare, ma lei lo fermò dicendogli: << Ho cercato, di
convincerlo a lasciarmi qui, mia zia Rosina è disposta anche a ospitarmi, ma è
stato tutto intile>>, smise di parlare e cercò di soffocare le lacrime,
Gorion la strinse a se. Erano circa sei mesi che stavano insieme, era stato
tutto come un sogno, ma la annunciò della separazione li portò sull’orlo della
disperazione. All’improvviso, Lisa alzò il volto verso quello di Gorion e con
un sussurro gli chiese: <<Gorion, tu abiti qui a palazzo vero?>>.

<<Sì, ma perché lo chiedi
se lo sai?>>.

<<Andiamo nella tua camera;
questa sera ho deciso di regalarti me stessa>>.

Gorion rimase un momento in
silenzio poi le domandò timidamente.

<<Lisa, cosa vuoi
dire?>>.

<<Hai capito benissimo cosa
intendo dire>>. Gli disse sorridendo Lisa.

Gorion ricambiò il sorriso, le
prese la mano e si diresse verso la sua camera, passando direttamente dal
giardino.

 

Nel frattempo nel gruppo d’amici
era calato il silenzio, Hagor per spezzare la tensione, domandò chi avesse
sete, parve che nessuno ne avesse, ma poi tutti presero qualcosa da bere e
discussero il comportamento di Lisa. Angelica rimase molto sorpresa nel
scoprire che i suoi fratelli e amici erano a conoscenza di ciò che turbava
Lisa, chiese come lo sapessero, Axsterio, dichiaro che uno dei giovani aiutanti
del segretario Karnak, glielo aveva confidato; a quel punto Angelica gli chiese
perché non ne aveva parlato con Gorion, Silvia, la ragazza d’Axsterio le
rispose che non aspettava agli amici a informare Gorion, ma la stessa Lisa, a
confermare ciò che diceva Silva, Hagor le disse.

<<Silva ha ragione, se la
mia ragazza ha qualcosa da dirmi, io lo vorrei sapere da lei, e non dagli
amici>>. Astra aveva ascoltato in silenzio, sentendo Hagor affermare ciò
abbassò gli occhi, come faceva a dirgli che, ma no, non doveva dirgli proprio
nulla, poiché quella serata stava per finirsi, e se si era fatta corteggiare un
po’ da lui, sarebbe finito tutto nel momento in cui l’avrebbe riaccompagnata
nel salone delle feste. Astra tornò a prestare attenzione a ciò che gli altri
stavano dicendo, e si accorse che l’argomento era cambiato; ora si stavano
parlando di ciò che accadeva nelle terre del sud, in quell’istante Hagor stava
dicendo: << Come si chiama quel tizio che tiene sotto pressione, i
principi del sud? A sì ora ricordo Aset Rasut>>.

<<Veramente, le notizie
sono altre>>. Disse Fransuas.

<<Fransuas, giacché sei
informato più di noi, perché non ci aggiorni, su queste nuove notizie>>. Lo
invitò a parlare Hagor.

<<Rasut non si limita più a
minacciare, ora è passato ai fatti; sembra che da diversi regni non giungono
più notizie, e quelle che passano sono veramente preoccupanti>>.

<<Già, sembra che in quei
regni, i principi legittimi sarebbero stati sostituiti da uomini fedeli a
Rasut>>: intervenne Axsterio.

Hagor rimase in silenzio, in quel
momento nella sua mente erano apparse immagini lontane, come se lui avesse già
visto e vissuto una situazione simile, dovette ricorrere a tutte le sue forze
per scacciare quelle immagini. Astra si era accorta del suo stato d’agitazione,
così gli domandò.

<<Hagor che cosa ti
succede?>>.

<<Niente. Certo non invidio
quell’ammiraglio che dovrà affrontarlo e sconfiggere, egli dovrà conoscere bene
le abitudini di quelle terre: e leggi che vi sono, molte diverse da quelle di
tutta la galassia, e credetemi alcune sono davvero pazze>>.

<<Hagor ha ragione, alcune
fanno rabbrividire>>. Confermo Sandor.

Angelica aveva una natura molto
curiosa, e stava per chiedere in cosa consistevano questi usi così terribili,
ma proprio in quel momento un cameriere si avvicinò annunciando che la madre di
Astra desiderava che la figlia la raggiungesse, per poi lasciare la festa e il
palazzo. Astra fece per alzarsi, ma Hagor la fermò e disse al cameriere di chiedere
alla duchessa Rosembergher di pazientare ancora qualche minuto, l’uomo annuì
fece un inchino e se ne andò. Astra fece per protestare ma Hagor la rassicurò
che l’avrebbe riaccompagnata subito, ma che voleva fare il giro più lungo,
perché desiderava parlarle di una cosa importante. Astra e Hagor si
allontanarono dal gazebo, Astra si sentiva felice, all’indomani sul suo diario
avrebbe scritto, che quella sera era stata speciale, e per un momento era stata
la ragazza più invidiata, e che per un istante il suo incubo peggiore era stato
solo un brutto sogno. Alzò lo sguardo su Hagor: aveva un’espressione così
intensa, si chiese a cosa stesse pensando; all’improvviso Hagor si girò verso
di lei e la strinse a se con le braccia, lei istintivamente gli appoggiò le
mani sul petto mentre lui si chinava a baciarla. Il bacio non fu come il primo
che si erano scambiati, ma più intenso e appassionato. Ad Astra sembrò di
essere trasportata in un mondo lontano e magico. Il bacio finì e con la voce un
po’ roca Hagor le disse.

<<Astra voglio rivederti,
io non ho mai provato dei sentimenti così forti per una ragazza, Astra io ti amo>>.
Astra rimase in silenzio e lui continuò: <<Sì, lo so che ti sembra folle,
ma è la verità, credimi>>.

<<Hagor, vorrei tanto
crederti, ma come posso? In fondo solo questa sera noi, siamo stati insieme,
non puoi esserti innamorato di me in così breve tempo>>.

<<Hai ragione, mi sono
innamorato di te nei mesi scorsi>>.

<<Hagor, ma se non ci siamo
mai parlati>>. Cercò d’insistere Astra.

<<Sì, anche questo è vero,
ma ci si può innamorare della dolcezza, degli sguardi malinconici e furtivi,
della grazia, della voce, anche se tu non parlavi con me, io sentivo la tua
voce melodiosa. Astra, ora hai capito in che modo mi sono innamorato di
te?>>.

<<Sì, ma>>.

<<Sì ma cosa? Astra perché
stai scappando da te stessa?>>.

<<Da me stessa? Non capisco
cosa vuoi dire?>>.

<<Questa sera il tuo corpo
mi ha rivelato che non ti sono del tutto indifferente, e ora che ti ho rivelato
i miei sentimenti, tu hai paura di dirmi ciò che provi per me. Guardami negli
occhi e assicurami che non provi nulla per me>>.

Astra lo guardò negli occhi,
convinta di poter mentire a lui come a se stessa, ma non appena i loro sguardi
s’incrociarono, lei comprese che non ci sarebbe mai riuscita, e si meravigliò
di sussurrare.

<<Sì, io provo qualcosa per
te, ma ho troppa paura di deluderti>>.

Hagor fece un respiro profondo,
poi le disse dolcemente.

<<Deludermi? Io non penso,
che tu possa deludermi, piuttosto lo farò io, Astra, se non ci diamo una
possibilità, non sapremo mai se stiamo bene insieme, ti prego rivediamoci,
decidi tu il posto>>.

<<D’accordo, rivediamoci,
ti farò sapere dove e quando appena mi sarà possibile>>.

<<Va bene, aspetterò con
ansia il to messaggio>>.

Le prese il braccio, la portò
verso il rumore dell’acqua, si trovarono di fronte alla fontana dell’amore,
chiamata così perché il motivo centrale della fontana, erano due corpi
allacciati in un abbraccio d’amore. Sopra alla testa dei due amanti c’era una
specie di bacino, dove erano piante di rose pendule, molti dei rami
raggiungevano la superficie ondeggiando. Hagor si chinò e raccolse una delle
rose e la posò nell’incavo del suo vestito, Astra sorrise, un ultimo bacio. Infine
Hagor la riaccompagno nel salone delle feste, quando vi giunse lei, si staccò
dal suo braccio, e cominciò a salire lo scalone per raggiungere la madre. Era
arrivata circa a metà quando si girò verso di lui, era ancora, dove lo aveva
lasciato e le stava sorridendo, la salutò e lei sentì l’impulso di correre da
lui per dirgli quanto lo amava; ma si trattenne, e si chiese come poteva lei
amarlo, quando sapeva che lui certamente sognava un amore puro e innocente, due
cose che lei non poteva più dargli. Si girò e corse su per lo scalone e poco
dopo si gettò dentro la carrozza, sentì scorrere sul suo viso le lacrime, e in
quel momento decise di non vederlo più, e gli disse addio per sempre.

 

Hagor al mattino seguente, era
intento a far colazione nel salottino accanto alla sua camera. Il salottino non
era molto grande, ma si poteva sentire che chi lo abitava aveva una forte
personalità. L’arredamento era in quercia e costituiva in uno scrittoio, con
delle cesellature floreali, sopra vi erano delle carte nautiche studiate
all’infinito, le poltroncine abbinate allo scrittoio, una libreria carica di
volumi, e in un angolo il tavolino della colazione, e attaccati alle pareti dei
piccoli quadri, con paesaggi di mare, il più grande di loro, però rappresentava
l’intera famiglia reale al completo, ma in realtà non era così, perché mancava
la sorellina più piccola di Hagor. Mirian da qualche mese, aveva avuto una
bambina chiamandola Maria Celeste. Mirian, quando aveva annunciato di aspettare
un bambino, era stata una sorpresa per tutti, poiché erano quasi passati
quindicianni dalla nascita di Hagor. Il giorno che la bambina era nata Mirian
aveva chiamato i sei ragazzi, a ogni uno di loro aveva affermato che dovevano
amare e proteggere la piccola in uguale misura. Solo con Hagor pretese di più,
infatti, gli dichiarò che lui era stato il primo a prenderla in braccio dopo di
lei. Hagor aveva guardato la sorellina, incerto, non capendo bene cosa sua
madre volesse da lui, alla fine forse lo comprese e sentendo il cuore riempirsi
di tenerezza, baciò la manina della bimba, ma a quel punto fu costretto a
cederla ai fratelli maggiori, da canto suo Mirian, quando Hagor aveva baciato
la mano della sorellina, si era rilassata guardando Karnak che aveva annuito.
Hagor fu strappato dai suoi pensieri dalla porta che si apriva, sulla soglia
apparve Gorion che gli domandò di poter entrare, e Hagor gli fece cenno.
Parlarono della festa della sera prima, ma alla fine Gorion si confidò su ciò
che era accaduto tra lui e Lisa. Gorion gli confidò che stranamente sapeva
esattamente come comportarsi; Hagor non volle ricordare all’amico il motivo per
cui lo sapeva, si limitò a dirgli che l’importante che fosse felice. La porta
tornò ad aprirsi, e questa volta apparve Sandor che allegramente li salutò.

<<Buongiorno signori,
dormito bene?>>, i due amici annuirono. Sandor fece notare a Gorion che
sua nonna si comportava come se loro fossero ancora dei bambini, mentre ormai
non lo erano più, Gorion sospirò, affermando che aveva cercato in tutti i modi
di far capire alla donna, che ormai non lo erano più, ma era stato tutto
inutile, allora Sandor si rivolse a Hagor dicendogli: <<Hagor perché non
provi a parlargli tu? Sembra che di te abbia paura>>.

<<Non so di cosa dovrebbe
aver paura, in ogni caso proverò a parlarle>>.

Hagor invece sapeva bene il
perché Virgia avesse paura di lui, ma in quel momento non voleva ripensare a
ciò che era accaduto in passato. Gorion cambiò argomento; riportò la
conversazione su Lisa.

<<Lo sapete che Lisa parte
per Oberon?>>.

<<Sì lo sappiamo, vedrai
che riuscirete a rimanere in contatto, e a vedervi>>, gli disse Hagor,
osservando Sandor che si agitava sulla sedia.

<<Tu dici, io lo spero
tanto>>.

<<Sarà sicuramente così
Gorion>>, gli disse Sandor, poi aggiunse: <<Perché non vai alle
scuderie a far sellare i cavalli?>>.

<<D’accordo, ma voi muovetevi
a bere quel caffè>>. Disse Gorion alzandosi.

Sandor guardò la tazza che aveva
in mano e sospirò: si domandava perché Gorion e lui, non avessero ancora
affrontato il delicato problema che li univa. Ogni qual volta che uno dei due
si trovava ad affrontare un’emozione forte l’altro lo sentiva, esattamente
com’era accaduto la notte precedente, quando Gorion si era allontanato dal
gruppo con Lisa, quasi subito si era allontanato anche lui, per chiudersi in
camera sua, per soddisfare il desiderio che era nato dall’emozione, che Gorion
gli aveva trasmesso, a quel ricordo sospirò ancora e Hagor gli disse.

<<Non sarebbe ora che ne
parlaste? Sandor, che cosa aspetti a mostrare a Gorion la scoperta che ha fatto
il mese scorso?>>.

<<Hagor, ma come reagirà
quando gli dirò che siamo fratelli gemelli?>>.

<<Non lo so come reagirà,
ma dovete parlare al più prestò, per il bene d’entrambi. Adesso però
raggiungiamolo>>, concluse Hagor, Sandor annuì e lo seguì.

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