UN SOVRANO FRA LE STELLE (ADDIO ASTRA

                                                
ADDIO ASTRA

Hagor si stava preparando per
festeggiare il suo sedicesimo compleanno, l’anno appena trascorso era stato
intenso d’avvenimenti. L’accademia, la casa, Astra, soprattutto lei, anche se
in certi momenti faceva molta fatica a comprenderla. In alcuni istanti Astra
sembrava spensierata e allegra, come la maggior parte delle ragazze della sua
età, ma appena lui accennava al fatto di far sapere a tutti che stavano
insieme, lei cominciava a tremare e a piangere disperata affermandogli che
nessuno doveva sapere, soprattutto suo padre, Hagor una volta cercò di saperne
di più ma lei gli ricordò la sua promessa di non fare domande, così rinunciava.
C’era n altro fatto che lo aveva colpito: il comportamento di suo nonno.
Improvvisamente il nonno aveva cominciato a trattarlo come uno dei suoi
consiglieri, anzi avvolte, lo consultava prima di rivolgersi ai consiglieri, o
addirittura non li interpellava nemmeno, seguendo direttamente il consiglio del
nipote. Hagor aveva chiesto più volte il perché di tale comportamento, e suo
nonno gli aveva risposto che un giovane vede le cose con più chiarezza. Hagor
si sentiva come se suo nonno riversasse su di lui le speranze per un futuro
equilibrato e di pace per la loro galassia. Avvolte, chiacchieravano per ore e
alla fine delle lunghe discussioni, delle quali, l’ultima parola l’aveva sempre
Hagor: un giorno però alla fine della discussione Karnak gli disse ridendo,
“Sei come il tuo bisnonno Thomas, che voleva sempre aver ragione lui”, poi
diventando di colpo serio aggiunse “Il problema che aveva sempre ragione,
proprio come te”. Hagor quel giorno era rimasto in silenzio guardando suo nonno
che si allontanava.

Sospirò e uscì dalla sua camera e
nel corridoio incontrò la sorella e insieme con lei raggiunsero il salone delle
feste. Dove il resto del gruppo li stava aspettando, Astra era già arrivata e
stava parlando con Silvia, Hagor fu felice di vederla e la invitò a ballare;
risero ricordando le parole dell’anno precedente, ma mentre volteggiavano Hagor
vide un uomo che li stava osservando, e quando i loro occhi s’incrociarono,
Hagor vi lesse un odio profondo, che ricambiò immediatamente, pochi istanti
dopo distogliendo lo sguardo dall’uomo disse ad Astra.

<<Astra c’è tuo
padre>>.

<<Cosa? E dove si
trova?>>.

<<È laggiù che parla con
mio nonno>>.

<<E ci ha visto?>>.

<<Temo di sì, vuoi che mi
allontani?>>. Hagor la sentì tremare per un momento, poi come se
attingesse dalla fonte del coraggio, gli rispose;

<<No, sono stanca di
nascondermi, sono la tua ragazza e voglio che lo sappiano tutti>>.

<<Ma ne sei
sicura?>>, le domandò lui sorpreso.

<<Sì, andiamo a fare una
passeggiata>>, non aspettò la sua risposta e lo trascinò in giardino. Mentre
passeggiavano, raggiunsero il gazebo, Astra sentì Hagor irrigidirsi, seguì la
direzione del suo sguardo. all’interno del gazebo c’era un’altra coppia intenta
a scambiarsi baci e carezze audaci. Anche lei aveva subito riconosciuto la
coppia, quindi nel tentativo di calmarlo gli disse: <<Hagor non fare
nulla>>, lui la guardò con le sopraciglia aggrottate, <<Lo so che è
tua sorella, e che ti senti in dovere di proteggerla, ma rifletti un momento,
peggioreresti solo le cose se ora vai là e fai una scenata, pensa solo che
abbia scelto qualcuno che conosci bene e non uno sconosciuto, ne abbiamo anche
parlato ricordi? Insomma lo sai benissimo che Sandor e tua sorella si amano, e
ricordati che siamo in debito con lei>>.

Riflettendoci Hagor comprese che
Astra aveva ragione, che i suoi argomenti erano tutti validi, così sospirò e
s’incammino all’interno del gazebo. Nel sentire i passi che si avvicinavano Sandor,
si allontanò d’Angelica, e quando vide chi si avvicinava impallidì, cercò di
spiegarsi ma riuscì a malapena a pronunciare il nome dell’amico, il quale
quando gli fu accanto sibilò.

<<Falla soffrire e ti giro
che non potrai nasconderti in nessun posto, perché io ti troverò>>.

Sandor rimase pietrificato per
qualche istante, poi lentamente si girò verso gli altri tre che ridevano, i
suoi occhi incrociarono quelli di Hagor, erano tranquilli e sorridenti,
comprese che per l’amico l’argomento era chiuso, ma sapeva anche che ciò che
gli aveva detto un momento prima era l’assoluta verità. Pochi istanti dopo
furono raggiunti dagli altri, e subito la conversazione si centrò sull’uomo che
stava mettendo a ferro e fuoco le terre del sud, fra tutti quello che aveva le
idee più desolanti, era Hagor, infatti, affermò.

<<Se non lo fermano,
distruggerà il pianeta, e con lui l’intera galassia>>.

<<Scusami ma cosa intendi
dire fratellino?>>, gli chiese Angelica.

<<Non si accontenterà delle
terre del sud, ma cercherà di prendersi il trono della galassia, e questo non
sarà un bene>>, si versò da bere e continuò, <<Se i nostri
ammiragli non impareranno a capire come ragiona la gente del sud, ci
ritroveremmo in un mare di guai, e anche molto seri>>.

<<Tu cosa faresti al loro
posto?>>, gli domandò Gorion.

<<Io? Mi comporterei come
loro, seguendo le loro regole, gli usi i costumi. Il problema che i nostri
ammiragli credono di confrontarsi con persone che seguano le nostre stesse
regole, ma non è così: la gente del sud segue delle regole molto crudeli, e i
nostri ammiragli non hanno le capacità per affrontarle>>.

<<Stai affermando che sono
tutti degli incapaci?>>. Gli chiese Sandor.

<<No, sto solo affermando
che sono troppo magnanimi>>.

<<Per me sei troppo tragico
Hagor>>, gli disse Axsterio.

<<No, ha ragione lui, vi è
anche la possibilità che qualcuno possa sfruttare la situazione a proprio
vantaggio>>; suggerì Fransuas.

<<Vuoi affermare che fra i
due litiganti il terzo potrebbe goderne>>, chiese Astra.

<<Esattamente, e non
necessariamente deve essere qualcuno della galassia, il terzo incomodo potrebbe
venire da un’altra nebulosa a noi conosciuta>>.

<<Ti stai riferendo a re
Vega?>>.

<<Sì Hagor, mi riferisco
proprio a lui: ha rifiutato ogni aiuto dagli scienziati di tutte le galassie,
entro una decina d’anni, il pianeta esploderà, senza tener conto delle
conseguenze che comporterà, sulla popolazione, dove andranno gli abitanti di
Vega? Pensate anche a quanti meteoriti si formeranno, certo una buona parte
brucerà nell’atmosfera dei pianeti, ma la rimanenza ricadrà sui nostri mondi,
provate a immaginare ai danni che ci saranno>>.

Dopo le affermazioni di Fransuas
calò il silenzio, ognuno riflette sulle sue argomentazioni, poi Axsterio disse.

<<Credo che di questo
dovremmo parlare con il nonno>>.

<<Sono d’accordo, ma non
questa sera>>, gli rispose Hagor.

Tutti furono d’accordo e poco
dopo Axsterio, Gorion e Fransuas si allontanarono, Hagor e Sandor discussero
ancora un po’, Angelica vedendo che i due ragazzi s’intrattenevano a parlare,
s’infuso coraggio e fece delle domande molto intime ad Astra, che rimase scossa
al punto da non trovare subito le parole per risponderle, Angelica nel vederla
turbata, si scusò con lei e di dimenticare ciò che le aveva chiesto. Astra era
sì turbata, ma non lo era certo per le sue domande, anche se era sorpresa di
sentirle perché lei era convinta che Angelica e Sandor fossero amanti da
qualche tempo. Mentre ora scopriva che l’amica era attratta dal desiderio
dell’amore, ma n’era anche spaventata e che cercava rassicurazioni da una
ragazza della sua età. Ma come poteva rassicurare Angelica? Per Astra il
ricordo della sua prima volta era doloroso, guardò Hagor un istante e ricordò
le forti emozioni di quel giorno. Le carezze lente, i baci passionali e teneri
allo stesso tempo, parole d’amore, sussurrate al suo orecchio da farle venire i
brividi, e il desiderio intenso anche quella dolcezza aveva scatenato, allora
si dissero che la sua prima volta era avvenuta quel giorno di pioggia alla
villa, e così trovò il coraggio di rispondere ad Angelica, che la ringraziò per
le sue parole rassicuranti. In quel momento Hagor e Sandor si girarono verso di
loro, Hagor le disse che forse era meglio rientrare, prima che suo padre
venisse a cercarli, visto che quando si erano guardati, lo sguardo dell’uomo
era poco socievole, ma sia Angelica sia Astra gli dissero sia lei si sarebbe
fermata a dormire nel palazzo, inoltre Astra alzatasi in piedi lo afferrò per
un braccio trascinandolo via.

 

Astra stava passeggiando al
fianco di Hagor, si stavano dirigendo verso la fontana delle rose, ma la sua
mente riecheggiava ancora le parole appena pronunciate per rassicurare
Angelica, certo aveva mentito affermando che Hagor era stato il primo ma quel
giorno aveva davvero provato le emozioni descritte. Alzo lo sguardo su Hagor,
si sentiva in colpa per non avergli ancora raccontato la verità su come aveva
perso la verginità; ripensò a quella maledetta notte, erano trascorsi quasi tre
anni. Ah quel tempo aveva solo quattordicianni: tutto era cominciato quando la
sua mamma, era andata ad assistere la madre, sarebbe stato giusto affermare che
ansava a controllare che fosse accudita nel modo migliore. Astra ricordava bene
le parole che le disse prima di salire in carrozza: “Starò via solo due giorni
e una notte, mi raccomando fai la brava e ubbidisci a papà”. Il suo papà, di
cui lei si fidava ciecamente, prima di mandarla a scuola le disse: “Ci vediamo
questa sera, ricorda che devi far preparare la cena, come fa la mamma, e che la
devi sostituire in tutto”, poi si era allontanato a cavallo. Lei naturalmente
non aveva capito cosa suo padre intendeva, lei pensava di doversi comportare
d’adulta e da padrona da casa, poiché la madre non c’era. Dopo la scuola si
fermò un po’ con le amiche, poi salutandole prima del solito era tornata a
casa, diede disposizioni per la cena, quando il padre tornò, cenarono e
soddisfatto l’uomo le fece i complimenti. Astra si ritirò nella propria stanza,
poco dopo suo padre la raggiunse, lei era convinta che fosse andato a darle il
bacio della buonanotte, come faceva ogni sera, invece, si tolse la vestaglia e
rimase nudo, lei era così sorpresa che non reagì immediatamente, quando lo fece
lui, era già sotto le coperte e le ripete, “Devi sostituire tua madre in
tutto”. La bocca del padre si appoggiò sulla sua, le infilò una mano fra le
gambe e le tolse le mutandine, lei gli domandò cosa stesse facendo, perché le
accarezzava l’intimità, ma lui non rispose e la costrinse ad aprire le gambe
penetrandola con forza. Astra aveva urlato e lo aveva pregato di smettere,
perché le faceva male, ma più lei insisteva più lui vi dava con forza, poi a un
tratto suo padre emise un suono, che alle orecchie della ragazza era sinistro,
ma finalmente si tolse di dosso e se ne andò soddisfatto. Astra andò in bagno e
fece una lunga doccia, si lavò con energia ma continuava a sentirsi sporca,
mentre l’acqua le scorreva sul corpo, piangeva. Perché ormai tutti i suoi sogni
l’erano stati tolti, come il sogno di trovare un giorno, il principe sul
cavallo bianco, ora era tutto finito, ed era così spaventoso; si chiedeva
com’era possibile che uomini e donne si toccassero come l’aveva toccata suo
padre, e come l’aveva costretta a toccarlo, giurò a se stessa che nessuno
l’avrebbe più toccata in quel modo. Una volta tornata in camera cambiò le
lenzuola per cancellare ogni traccia di ciò che era accaduto. La mattina non
voleva scendere per evitare d’incontrare suo padre, ma lui la mandò a chiamare,
facendole sapere che non avrebbe accettato una no come risposta. una volta che
si trovò a faccia a faccia, le disse che ciò che era accaduto doveva rimanere
un segreto tra loro due, Astra fu d’accordo con lui, ma se si azzardava a
toccarla un’altra volta, lei lo avrebbe raccontato a qualcuno. Lui cercò di
intimorirla affermando che nessuno le avrebbe creduto, lei allora gli domandò
cosa sarebbe successo se invece le avrebbero creduto, dopo un istante, il padre
le propose un patto, lui non l’avrebbe più cercata se lei non fosse trovata né
un fidanzato né un marito, e lei accettò. Era stato facile a quel tempo
accettare e mantenere le condizioni imposte da suo padre, ma inseguito era
arrivata Angelica che l’era diventata amica, senza mai chiederle niente del suo
strano comportamento, e con Angelica era arrivato anche Hagor, che con la sua
tenacia, le aveva fatto sognare di nuovo il principe dei sogni. Ora mentre lo
guardava la sua rassomiglianza con il suo bisnonno, era veramente
impressionante, a questo punto Astra si chiese, se prima d’innamorarsi di Hagor
non si fosse innamorata di Thomas, e quando aveva visto Hagor, non avesse
trasferito i suoi sentimenti per Thomas su Hagor, ma a pensarci bene cosa importasse,
poiché lei era felice accanto a Hagor. Astra non si era resa conto che
ricordando gli eventi di quella terribile notte, aveva cominciato a tremare. E
che stava ancora tremando, quando Hagor abbracciandola le domandò.

<<Astra amore, che cosa
hai?>>.

<<Ti prego amore tienimi
stretta a te>>.

<<Sì, senti freddo
tesoro?>>.

<<Un poco>>. Hagor si
tolse la giacca e la strinse a se, e fra le sue braccia ad Astra le sembrava
che lui potesse proteggerla da ogni cosa e da tutti. Astra si calmò e Hagor la
accompagno alla stanza che le avevano riservato e dopo d’averla salutata con un
bacio si allontanò. Astra rimase immobile sulla soglia della sua camera poi
sentì che il desiderio di stare ancora con lui era più forte che mai. Lo seguì,
la porta del salottino era semi aperta, la spinse, e le sembrò di entrare in
una stanza dove vi era appena passato un uragano, una matita le finì sotto un
piede, la raccolse e la mise su una sedia, chiusa la porta del salottino che
dava sul corridoio, entrò nella camera e per poco non scoppio a ridere nel
vedere Hagor lottare con la spilla ferma cravatta, chiuse la porta e gli disse.

<<Hagor, se ci provassi
io?>>.

<<Astra cosa fai
qui?>>, domandò Hagor sorpreso.

<<Sono venuta a salvare il
mio eroe, che domanda>>, una volta sfilata la spilla, gli mise le braccia
intorno al collo e sulle labbra gli sussurrò: <<Visto come sono stata
brava? Vuoi vedere come sono altrettanto brava ad aiutarti a spogliarti?>>.

<<Su questo non ho dubbio
alcuno, amore mio>>, le rispose lui.

Molto tempo dopo Astra gli
raccontò di ciò che aveva discusso con Angelica, e gli chiese se era arrabbiato
per aver mentito alla sorella, sul fatto di non essere il primo, Hagor la
rassicurò ancora una volta che a lui non importava, che l’unica cosa che gli
importava, era che lei fosse felice con lui, lei gli si strinse contro e i loro
corpi ritrovarono la gioia d’amarsi ancora. Astra e Hagor erano di nuovo
abbracciati nel silenzio della notte, quando lei gli domandò.

<<Hagor quando ti
trasferisci alla villa?>>.

<<Tra due di giorni,
perché?>>.

<<Posso…>>, ma non
finì la frase.

<<Puoi cosa?>>.

<<Venire a vivere con te da
subito>>:

<<Astra parli sul
serio?>>.

<<Sì>>.

<<Ma cosa diranno i tuoi genitori?>>.

<<Non lo so, e non
m’importa, mi dispiace un po’ per mia madre, ma per quanto riguarda quell’uomo,
egli per me è già morto da qualche tempo, quindi qualunque cosa dica, non
m’importa>>.

<<Astra perdonami, ma io
non capisco, si può sapere cosa ti ha fatto tuo padre da indurti a odiarlo
tanto?>>, le chiese Hagor confuso.

Astra comprendeva benissimo le
sue perplessità, ma ancora una volta gli disse.

<<Hagor ti prego non fare
domande, non sono ancora pronta a dirtelo e forse non lo sarò mai, ti prego
accontentami>>.

<<Va bene ma ora
calmati>>, le disse Hagor vedendola agitata, poi aggiunse:
<<Immagino che vorrai tornare a casa, per prendere le tue cose?>>,
lei annuì e Hagor prosegui, <<Quando avrai preso la tua roba vieni qua a
palazzo, andremmo insieme alla villa, lascerò detto che lascino a tua
disposizione la camera di questa sera>>.

<<Farò come dici, ma non
preoccuparti: se non mi vedi entro domani sera, perché sarò qui per la
colazione del giorno dopo>>.

<<D’accordo amore mio, ma
ora dormiamo se non ti dispiace>>.

Astra come risposta gli diede un
bacio dandogli la buonanotte, chiuse gli occhi e si lasciò scivolare nel sonno,
pensando che entro due giorni sarebbe stata libera e felice per sempre.

 

Dopo che Hagor e Astra si erano
allontanati, Sandor rimase a fissare il punto in cui i due amici erano
scomparsi, era incredulo, quando aveva visto Hagor che si avvicinava al gazzebo,
aveva pensato che l’amico reagisse molto male nel vederlo in intimità con
Angelica, ma si era limitato ad ammonirlo, Sandor però sapeva bene che la
velata minaccia era da prendere seriamente. Era così concentrato che non si
accorse che Angelica gli si era avvicinata, si accorse di lei solo quando abbracciandolo,
gli disse.

<<Sandor, ti amo
tanto>>.

<<Anch’io ti amo
Angelica>>.

Si baciò appassionatamente poi
Angelica disse a Sandor sorprendendolo.

<<Sandor andiamo in camera
mia>>. Sandor la guardò sorpreso, tanto sa non riuscire a parlare,
Angelica gli prese la mano e lo portò verso la su stanza da letto. Una volta
giunti, Angelica chiuse le porte a chiave e voltandosi gli disse: <<Ora
sei mio prigioniero>>.

<<Io credevo di esserlo da
qualche tempo>>, le disse sorridendo.

Angelica ricambiò il sorriso, gli
si avvicinò e timidamente gli disse.

<<Sandor io, non so
cosa...>>, ma Angelica non fini la frase.

<<Andra tutto bene>>,
le disse lui rassicurandola, poi le chiese: <<Sei sicura di volerlo
ora?>>.

<<Sì sono sicura>>.

<<Hai paura?>>.

<<Un poco, ma sono sicura
che tu non mi farai male>>.

<<Farti male? No, non
potrei mai, e farò solo quello che tu vorrai>>.

Sandor si rese conto che Angelica
era un po’ tesa, la fece sedere sul letto e cominciò ad accarezzarla e a
sussurrarle che la amava, lentamente Angelica si rilassò e i timori
scomparvero. Per Angelica e per Sandor fu una notte piena d’amore e di
passione, il sonno li colse solo quando ormai era sazia l’una dell’altro. Era
mattino presto quando Sandor sveglio Angelica, lei si stirò come una gatta, poi
gli chiese tirandolo a se.

<<Dove stai andando amore
mio?>>.

<<Devo raggiungere tuo
fratello Hagor e Gorion, oggi abbiamo un esame importante, con questa prova
diventeremo comandanti di navetta>>.

<<Sì, ora ricordo>>.

<<Angelica sei felice? Non
sei delusa vero?>>. Le chiese Sandor cambiando discorso.

<<È stato bellissimo, e tu
sei felice?>>.

<<Immensamente amore
mio>>, rispose Sandor baciandola. Poco dopo Sandor usci dalla camera
d’Angelica, andò nella sua stanza si cambio e raggiunse Hagor; lo trovò intento
a bere il caffè e a leggere il giornale. Sandor fu felice di essere arrivato per
primo, e di trovarlo tranquillo, fino a quel momento era stato in agitazione;
sapeva che con molta probabilità suo fratello Gorion aveva sentito le sue
stesse emozioni, e che forse le avrebbe raccontate a Hagor. Hagor era
tranquillo quindi entrando lo saluto dicendogli.

<<Buongiorno, che dice il
giornale?>>.

<<Bah, le solite cose,
dormito bene?>>.

<<Sì, tu?>>, ma
vedendolo preoccupato, gli domandò: <<Non sarai preoccupato per
l’esame?>>.

<<No, ma per Astra Sì, c’è
qualcosa che la tormenta, ma non vuole dirmi di cosa si tratta, questa notte mi
ha chiesto quando mi trasferisco alla villa, quando le ho affermato che lo farò
fra un paio di giorni mi ha chiesto di venire subito anche lei>>.

<<Cosa? E tu cosa le hai
risposto?>>.

<<Che cosa vuoi che le
abbia risposto? Le ho detto di sì, era così disperata che non ho avuto il
coraggio di dirle di no>>.

<<Capisco>>

Hagor guardò l’orologio e gli
domandò.

<<Sandor dov’è finito tuo
fratello?>>.

<<Non saprei>>.

Sandor e Gorion avevano ormai
chiarito la loro situazione e ne avevano fatti partecipe anche gli altri. In
quel momento la porta si aprì e apparve Gorion, aveva l’espressione di chi
aveva combattuto allungo, guardò Sandor e pensò: (Con che faccia si presenta, e
se io dicessi a Hagor quello che ha combinato l’altra notte? Non avrebbe una
faccia così tranquilla). Fu strappato dai suoi pensieri da Hagor.

<<Che fai entri o
esci?>>.

Gorion entrò e si piazzò davanti
a Sandor e con voce tremante gli disse.

<<Sandor io ho sentito
tutto, come hai potuto?>>.

<<Anch’io quando tu e Lisa
vi siete amati ho sentito, ma non ho fatto tutte queste storie>>.

<<Sì, ma Lisa non è la
sorella del mio migliore amico>>.

<<È vero, ma io amo
Angelica, e lei ama me, e anche se voi vi opporrete noi, ci ameremo lo stesso,
sono sicuro che Hagor lo capisce benissimo>>.

Sandor sia Gorion, si girarono
verso di lui, che assistendo alla sena per poco non si metteva a ridere,
sospirò e disse.

<<Gorion lo sappiamo da
qualche tempo che tuo fratello e mia sorella si amano, quindi non possiamo fare
altro che accettare ciò che ne consegue, sono sicuro che Sandor renderà felice
la nostra Angelica>>, si alzò e aggiunse: <<E con questo
l’argomento è chiuso. Vogliamo andare signori>>.

Non aspettò la risposta degli
altri due.

 

Astra lasciò tardi il palazzo, si
era svegliata tra le braccia di Hagor, e aveva fatto colazione con Angelica,
ascoltò le confidenze dell’amica poi annunciò la decisione presa con Hagor di
vivere insieme, Angelica rimase sorpresa per un istante poi accettò l’idea,
tanto più che anche lei già faceva lo stesso con Sandor, ma rimase sorpresa nel
sentire la risposta, quando chiese ad Astra, cosa avrebbero detto i suoi
genitori una volta annunciata la notizia, infatti, Astra le disse.

<<Non lo so, certo lo dirò
alla mamma, ma per quanto riguarda mio padre che se impicchi >>.

<<Astra, io capisco avere
un buon rapporto con proprio padre non né facile, io ne so qualcosa, ma è pur
sempre tuo padre>>.

<<Angelica vorrei poterti
spiegare, ma non sono pronta a farlo, né con te né con Hagor, che amo più della
mia vita>>.

Vedendola a disagio Angelica non
insistette, e le chiese.

<<Come sei rimasta
d’accordo con Hagor?>>.

<<Hagor vuole che lo
raggiunga qui a palazzo, perché desidera andare alla villa insieme>>, poi
prendendole le mani aggiunse: <<Angelica ma ci pensi entro questa sera sarà
libera, non è meraviglioso?>>.

<<Non capisco cosa vuoi
dire, ma lo è di sicuro per te, hai detto questa sera?>>.

<<Sì, al massimo domani
mattina>>.

<<D’accordo allora ti
aspetterò per darti il benvenuto in famiglia>>.

Si abbracciarono poi Angelica era
tornata nella sua stanza e Astra dopo d’essersi vestita tornò a casa, cercò la
madre e quando la trovò in giardino, attirò la sua attenzione salutandola.

<<Ciao mamma>>.

<<Ciao tesoro, hai già
fatto colazione cara?>>.

<<Si con Angelica, mamma
dovrei parlati di una cosa importante, puoi rimandare quello che stati facendo
per favore>>.

<<Ma certo cara, sediamo
sotto il pergolato>>.

Astra seguì sua madre, si
sedettero una accanto all’altra, la ragazza si sentiva un po’ tesa, fece un respiro
profondo poi esordì.

<<Mamma, questa sera
tornerò a palazzo per raggiungere il mio fidanzato, e in seguito insieme con
lui ci trasferiremo a casa sua, anzi a casa nostra>>.

<<Non credo d’aver capito,
vuoi spiegarti meglio?>>, le chiese la madre sorpresa.

<<Va bene mamma, dunque le
cose stanno in questo modo: il principe Hagor ed io ci….>>. Astra
raccontò alla madre com’era arrivata alla decisione d’andare a vivere con
Hagor. All’inizio la donna cercò di farle cambiare idea, ma nel vederla così
decisa si rassegnò anche perché la giovane le promise che presto lei e Hagor si
sarebbero sposati. Acconsenti anche all’ultima richiesta della figlia, anche se
non ne capiva il motivo, infatti, Astra le chiese, <<Mamma, c’è un’altra
cosa che ti chiedo, nel caso che io questa sera non raggiunga il palazzo, prima
che papà torni a casa, non dirgli nulla, aspetta che sia io a dirti quando è il
momento giusto, prego promettilo?>>.

<<Va bene farò come mi
chiedi, anche se non ne capisco il motivo>>.

<<Un giorno ti spiegherò
tutto, ma ora devi accontentarti di fidarti di me>>, le disse Astra dispiaciuta.

<<Va bene cara>>, le
rispose la madre abbracciandola.

 

La madre d’Astra era rimasta a
rimuginare tutto il giorno su ciò che la figlia le aveva detto, all’inizio era
rimasta sorpresa e pensava ancora che forse la figlia commettesse un errore.
Poi in fondo l’idea che presto la ragazza sarebbe stata una principessa le fece
cambiare idea; ciò che non comprendeva il perché la ragazza non volesse
parlarne con il padre, da molto tempo, Caterina, aveva capito che la figlia era
risentita nei confronti del padre, anche se non ne capiva il motivo. Quando il
marito tornò, capì subito che c’era qualcosa che la rendeva allegra, le chiese
se la figlia era tornata, ascoltato la risposta le domandò cosa la rendesse
così vivace, in un primo momento lei pensò di non rispondere poi gli raccontò
ogni cosa, ma la reazione dell’uomo la sorprese, appena lei finì di parlare lui
si precipitò fuori della stanza e corse in quella della figlia. Era così
sorpresa che si riscosse solo quando sentì le grida della figlia, allora si
precipitò nella stanza della ragazza e la scena che vide la sconvolse, l’uomo
che amava, il padre di sua figlia, stava violando la sua bambina, doveva
fermarlo prese il vaso di fiori sul mobile e lo ruppe intesta all’uomo con
tutte le sue forze, lui si accasciò sul corpo della ragazza che si liberò del
suo peso. Caterina si avvicinò alla figlia e la strinse, quando la ragazza
smise di tremare, le sussurrò.

<<Mi dispiace mamma io non
volevo, ma lui>>.

<<Certo che tu non volevi,
e quella che deve dispiacersi sono io che non ho capito, dimmi è la prima volta
che lui?>>.

<<No, la seconda, la prima
fu…>>, Astra le raccontò ogni cosa, e ora lei capiva perché la figlia si
era isolata, e perché ogni volta che non tornava a casa per una gita, diceva
sempre che la sua compagnia era di sole ragazze, e le raccontò delle lunghe
giornate passate alla villa, e di com’era cambiato tutto quando nella sua vita
era apparso Hagor, e di come lui la facesse sentire libera e felice. Furono
interrotte da un gemito proveniente dall’uomo che giaceva sul letto, allora la
madre le disse d’andarsene e di fare un bagno caldo, che lei avrebbe sistemato
le cose con quel mostro, le affermò che avrebbe chiamato il palazzo per
avvisare che lei vi sarebbe andata il giorno dopo, ma Astra le affermò che non
importava perché erano già d’accordo in quel modo. Astra aveva di nuovo messo
la vestaglia e si stava dirigendo verso una delle camere degli ospiti, quando
nella sua mente si fece largo la frase di sua madre, “Domani mattina andrai a
palazzo e ti scorderai tutta questa brutta storia”. No lei non sarebbe andata a
palazzo, lei non sarebbe andata più in nessun posto, come poteva tornare tra le
braccia di Hagor così sporca e mentire su ciò che era accaduto quella sera, non
aveva più la forza per ricominciare a vivere come se nulla fosse accaduto.
Cambiò direzione, andò in cucina, nessuno la notò, prese un coltellino, piccolo
e affilatissimo e tornò indietro, entrò nella prima camera per gli ospiti e
andò in bagno, riempita la vasca d’acqua calda, vi si lasciò scivolare dentro.
L’acqua calda era piacevole sul suo corpo dolorante, ma non sarebbe bastata a
toglierle il sudiciume che l’uomo che lei avrebbe dovuto chiamare padre le
aveva lasciato a dosso; prese il coltellino fra le mani, lo guardò per un lungo
momento, poi sussurrò.

<< Perdonami Hagor amore
mio, ma non posso tornare da te così sporca>>.

Posò il coltellino sul polso e lo
premette finché la lama tagliò la pelle e le vene, fece la stessa cosa anche
sull’altro polso, immerse le braccia dentro l’acqua e lasciò che la vita le
scorresse fuori del corpo.

La madre d’Astra l’aveva guardata
mentre usciva dalla stanza, poi si girò e vide che ai piedi del letto c’era la
pistola del marito la raccolse e aspettò che l’uomo riprendesse i sensi. Il
duca di Rosembergher riprese i sensi e si sfiorò la testa, bagnata e
insanguinata, si sentiva confuso, si guardò attorno perplesso cercando di
ricordare ciò che stava facendo. Poi tutto gli torno alla mente, chiamò la
figlia, ma gli rispose la moglie, dicendogli che la ragazza non era più nella
stanza, Rosembergher guardò la moglie sorpreso di trovarla li, poi si rese
conto in che condizioni era e cominciò a rivestirsi mentre la moglie gli disse,
puntandogli l’arma contro.

<<Voglio che tu ora prenda
i tuoi stracci e te ne vada, tornerai solo quando io e mia figlia ce ne saremo
andate, e ti consiglio di non cercare né me né lei, altrimenti finirai i tuoi
luridi giorni in galera>>.

Rosembergher cercò di persuadere
la moglie che lui non aveva fatto nulla e cercò di avvicinarsi, ma lei alzò la
pistola e fece partire un colpo che passò molto vicino all’orecchio del marito,
a quel punto lui andò a prendere un po’ della sua roba e andò nelle scuderie a
prendere il proprio cavallo, e prima d’andarsene le disse.

<<Tornerò domattina, spero
che per allora tu ti sia schiarita le idee>>.

<<Non contarci
maledetto>>.

Aspettò di vederlo allontanarsi
poi lentamente rientrò in casa, si sentiva come se le gamme fossero diventate
di cemento e che ogni passo fosse uno sforzo troppo grande per lei, però ora
doveva accertarsi che sua figlia si fosse ripresa un po’. La cercò nelle varie
camere degli ospiti, ma quando la trovò la scena che si parò davanti, era orribile.
Astra era immersa in una vasca d’acqua e sangue, gridò aiuto e finalmente la
servitù le andò in soccorso, chiamò il medico che cercò di salvare la ragazza
in tutti i modi possibili, ma alla fine si dovette arrendere e disse alla madre
della giovane di chiamare un sacerdote e di chiamare anche il principe Hagor,
poiché la figlia lo invocava disperatamente.

 

Hagor, Sandor e Gorion tornati
dall’accademia fecero credere ad Angelica, che il loro esame era andato male, e
le dichiararono la verità solo quando la videro veramente dispiaciuta. Angelica
fece finta di non arrabbiarsi, ma non appena i tre giovani si rilassarono li
colpì con un pugno sulla spalla, i tre non se la presero, ma Hagor non fece
molto caso alla spiegazione che la sorella diede a Sandor. Nella sua mente,
cerano ancora le parole d’Astra quando le aveva chiesto d’andare a vivere
insieme; si guardò attorno, ma della ragazza non vi era traccia, eppure la sera
prima gli era sembrato che Astra non vedesse l’ora di trasferirsi, poi ricordò
che lei le aveva detto “Al massimo sarà per il mattino dopo”, fece un respiro
profondo e si disse: “Aspetterò domattina per rivederla”. La mattina arrivò e
si sentiva irrequieto, Astra non era ancora arrivata e più il tempo passava e
più aveva la sensazione che fosse accaduto qualcosa di brutto, quel suo stato
di malessere fu notato dalla sorella e da Gorion, che erano con lui all’interno
del gazebo; ma quando i due gli chiesero cosa lo turbasse, egli non seppe cosa
rispondere. All’improvviso il video telefono d’Angelica suono, la ragazza
rimase sorpresa nel vedere nello schermo la madre d’Astra, la donna, le chiese
di poter parlare con suo fratello Hagor e lei passò il comunicatore a Hagor. Hagor
si era allontanato di qualche passo dal gazebo, la sua espressione divenne
d’angoscia, la voce tremava e rispondeva solo a monosillabi. Solo qualche
parola per fare poche domande, poi Hagor chiuse la comunicazione e cominciò a
correre verso le scuderie, seguito dalla sorella e da Gorion; davanti alle
scuderie c’era un calesse già pronto, Hagor non chiese a chi serviva, vi salì
sopra prendendo le redini del cavallo e le fece scoccare sulla schiena
dell’animale che subito si mosse trascinandosi dietro il calesse, mentre
Angelica e Gorion vi salivano al volo. Hagor lanciò il cavallo a tutta velocità
e per due volte rischiò di ribaltare il calesse e i suoi occupanti, una volta
giunto davanti alla villa dei Rosembergher, tirò le redini bruscamente che il
cavallo s’impennò. Scese dal calesse che si muoveva ancora, e solo la prontezza
di Gorion impedì che l’animale riprendesse a correre, appena calesse fu ferma
Angelica, seguì il fratello all’interno della casa, lo vide in cima alla scala
che parlava con la madre d’Astra, cercò di raggiungerlo, ma lui entrò in una
stanza e lei non poté seguirlo, così cominciò la sua attesa e quella degli
altri.

Anche il duca era rientrato a
casa, nella speranza che la moglie si fosse calmata, la sua mente non
comprendeva il comportamento della moglie; quando vide il portone aprirsi si
alzò, ma la moglie lo fece sedere di nuovo dicendogli.

<<Se ti è cara, la vita è
meglio che ti siedi e non ti muova>>, poi rivolta a Hagor, <<Presto
altezza, non c’è più molto tempo>>.

<<Perché io non
capisco?>>, le domandò Hagor una volta che la raggiunse.

La donna cercò di parlare ma non
vi riuscì, girò la testa verso il marito guardandolo con un tale odio che Hagor
non fece fatica nel comprendere che l’uomo era coinvolto nel gesto disperato
d’Astra, guardandolo Hagor pensò, “Ancora lui”, non riuscì a pensare ad altro perché
la madre d’Astra lo afferrò per un braccio e lo condusse, dove vi era la
figlia. Hagor aprì la porta e rimase fermo sulla soglia, non poteva credere a
ciò che stava guardando, Astra era sdraiata sul letto, coperta da una pesante
coltre di panni, solo il viso era scoperto; era pallidissima, i suoi occhi
erano chiusi e cerchiati, le labbra erano diventate sottilissime, e i suoi
capelli sparsi sul cuscino, non erano più lucenti come un tempo, ma opachi. La
madre della ragazza diede una piccola spinta al ragazzo per farlo entrare e
rinchiuse la porta alle sue spalle.

 

Hagor rimase immobile e non si
accorse dei due uomini che erano nella stanza, egli continuava a guardare
Astra, incredulo. Socchiuse gli occhi, e gli sembrò di rivederla nei loro
momenti più felici: risentì la sua risata mentre correva sulla spiaggia, oppure
di sentire ancora la sua voce mentre gli raccontava la propria giornata, o
quando all’improvviso gli si avvicinava e lo riempiva di baci, gli sembrò
persino di sentire ancora le sue mani che lo accarezzavano mentre facevano
l’amore; ma l’immagine che aveva davanti ora, era ben lontana da quei momenti.
Finalmente ritrovò la voce, ma persino alle sue orecchie risuonò strana, come
se appartenesse a un altro.

<<Mi dica dottore che
speranze ci sono di salvarla?>>.

<<Mi dispiace altezza, ma
non c’è né sono>>.

<<Né meno se io?>>.

<<No altezza>>.

Il medico conosceva bene Hagor,
perché era il dottore di corte, lo aveva visto nascere; che dura prova stava
affrontando per la sua età, diciotto erano molto pochi: ma pensandoci erano
meno, era il più giovane dei tre figli più grandi della principessa Mirian, ma
riflettendoci meglio non aveva molta importanza l’età, era tuttavia una prova
troppo dura per chiunque. Guardò il giovane che stava parlando con il sacerdote
che obbiettava su la sua richiesta, ma alla fine il sacerdote accettò di fare
ciò che il ragazzo gli chiedeva. Hagor con uno sforzo estremo si diresse verso
il letto, si sedette e prese Astra fra le braccia, appoggiando la testa della
ragazza contro il suo petto, come per miracolo Astra aprì gli occhi, lo guardò
un istante e gli disse.

<<Hagor sei venuto? Io lo
sapevo sai? Lo detto anche a Thomas quando è venuto a prendermi: gli ho detto
che non potevo andare con lui perché prima dovevo vederti, parlarti e spiegarti
tutto>>.

Il suo respiro era affannoso e
ogni parola sembra essere l’ultima, ma continuava a lottare, Hagor si fece
forza e le disse.

<<Non affaticarti amore
mio, e hai fatto bene a dire di no a Thomas, perché devi rimanere qui con me, e
poi ricordi hai promesso che mi avresti dato cinque figli, io li voglio sai?
Voi forse rimangiarti la promessa?>>.

<<No, ma ora non posso
più>>.

Fece un respiro così profondo e
Hagor temette che se ne fosse andata per sempre, e con la paura nel cuore la chiamò.

<<Astra?>>. Lei si
mosse, <<Vedrai amore mio andrà tutto bene>>, poi rivolto a se
stesso, <<Vorrei solo capire il perché di questo gesto folle?>>.

<<Perché ero spora e
l’acqua non bastava per pulirmi, non potevo tornare da te così sporca, capisci
amore mio<’>>.

<<No, non capisco, cosa ti
ha sporcato? O chi l’ha fatto?>>.

<<Lo vuoi veramente
sapere?>>.

<<Sì, al meno
capirò>>.

<<Allora te lo dirò, ma
prima mi devi fare una promessa, che non alzerai un solo dito su di lui,
prometti per favore>>.

<<Contro chi non dovrei
alzare un dito?>>, Hagor aveva fatto quella domanda, ma nel suo cuore
aveva già la risposta.

<<Prima prometti, so che se
prometti una cosa la mantieni>>.

<<Va bene, ti prometto sul
nostro amore, che non alzerò un dito contro l’uomo che m’indicherai>>.

<<Bene, ora ti racconto
tutto. Tre anni…>>, Astra raccontò tutto quello che era successo. Ogni
parola da lei pronunciata era una pugnalata che si conficcava nel cuore del
ragazzo che amava, le sembrò che il cuore di Hagor volesse uscirgli dal petto,
e continuò a battergli forte anche quando ormai lei aveva finito di parlare,
quando le sembrò che si fosse calmato gli disse.

<<Hagor hai
promesso>>.

<<Sì ho promesso, e
manterrò la mia promessa>>, poi a sorpresa le domandò: <<Astra vuoi
sposarmi?>>.

Astra inclinò la testa indietro
per guardarlo meglio, e lesse nei suoi occhi la determinazione di non ricevere una
no come risposta; da parte sua Hagor sapeva che la ragazza era prossima alla
morte. Per un lungo momento i loro occhi s’incrociarono, poi con un filo di
voce Astra gli domandò.

<<Andrai a vivere alla villa,
anche se io non potrò starti accanto?>>.

<<Sì lo farò>>.

<<E potrò riposare accanto
a Thomas nella cripta?>.

<<Sì>>, sussurrò
piano Hagor, poi con più voce tornò a domandarle: <<Astra vuoi
sposarmi?>>.

<<Sì, mia canaglia, ti
sposo>>.

Hagor sorrise, ma il suo era un
sorriso assai amaro, chiamò il sacerdote che nel frattempo aveva fatto il
documento dove si affermava che Hagor Saud Flyd prendeva come sposa la
duchessina Astra Caterina Rosembergher. Hagor firmò il documento sia per lui
sia per Astra, il documento fu anche firmato dal medico e dal sacerdote, che
subito dopo uscirono dalla stanza, per lasciare i due giovani da soli. I due
uomini una volta usciti dalla stanza si trovarono nel corridoio carico di
tensione. Angelica e Gorion s’informarono sulla situazione d’Astra, il medico
annunciò che la giovane era prossima alla morte, e per questo Hagor aveva
deciso di regalarle l’ultimo attimo di felicità chiedendole di sposarlo e lei
aveva accettato. Il padre della ragazza si alzò per andare verso la stanza dove
cerano Hagor e la figlia, ma la moglie, tornò ammonirlo di stare zitto
altrimenti sapeva bene che fine gli avrebbe fatto fare. L’uomo si sedette
un’altra volta borbottando, poi l’attesa ricominciò.

Rimasti finalmente soli Hagor e
Astra si guardarono allungo, poi con un filo di voce Astra gli disse.

<<So che manterrai la tua
promessa, ora hai il cuore spezzato amore mio, ma un giorno amerai di
nuovo>>, Hagor scosse il capo, e lei sussurrò: <<Invece lo farai, e
sarai felice. Ti amo tanto amore mio, ma ora devo proprio andare>>.

Mentre pronunciava quelle parole,
cercò di alzare la mano, ma non ci riuscì, fu Hagor a prenderle la mano per
posarvi sopra un bacio. Quel gesto fu troppo per Astra sussurrò qualcosa che
Hagor non capì e la sua mano scivolò da quella del giovane, fece un respiro
profondo e chiuse gli occhi per sempre. Hagor rimase per un istante incerto,
poi la chiamò ripetutamente ma lei si mosse più, comprendendo che ormai lei non
viveva più; Hagor sentì crescergli nel petto un grido di dolore e di rabbia,
che alla fine esplose quasi strappandogli l’anima.

 

Angelica aveva raggiunto il
corridoio, dove aveva visto il fratello, ma lui non c’era, chiese, dove fosse,
la duchessa le rispose ma le impedì entrare. Allora lei la bersagliò di
domande, ma la donna non riuscì a risponderle, a un tratto la porta si aprì e
ne uscirono il medico e il sacerdote, Angelica e Gorion s’informarono su come
stava Astra, ma le notizie erano veramente drammatiche, e inoltre i due uomini
annunciarono che per volontà di Hagor, lui e Astra si erano sposati. Erano
passati pochi istanti quando dalla stanza si udì un grido disperato, Angelica
rimase immobile per un istante incerta sul da farsi poi entrò. Vide il suo
adorato fratello che stringeva al petto la ragazza che amava e la cullava,
proprio come se fosse una bambina, gli si avvicinò per toccarlo, lei voleva
fargli sapere che non era solo, ma Gorion le prese la mano e la portò di nuovo
in corridoio, lei protestò, ma Gorion le spiegò che non era il momento più
adatto, che Hagor stesso presto sarebbe venuto a cercarli per essere
confortato, loro dovevano solo aspettare. Hagor usci dalla stanza mezz’ora
dopo, si guardò attorno e incrociò lo sguardo di Rosembergher, l’uomo comprese
che per il suo bene era meglio non provocare Hagor, da canto suo il ragazzo
fece uno sforzo per guardare altrove. Disse alla duchessa che desiderava che
Astra fosse vestita di bianco, chiese al dottore e al sacerdote di rimanere con
il corpo della ragazza finché lui non sarebbe tornato a prenderla, e in fine si
accordò con il sacerdote per il funerale che si sarebbe svolto nella cappella
della famiglia Canturi. La duchessa domandò se poteva accompagnare la figlia e
lui acconsentì, ma affermandole che doveva farlo solo lei, la donna annuì e
Hagor fece cenno alla sorella e a Gorion di seguirlo. Hagor lasciò il posto di
guida a Gorion e per tutto il viaggio di ritorno verso il palazzo rimuginò
sulle parole che Astra aveva pronunciato: “Lui mi ha…, è per questo che io…,
ieri sera l’ha fatto ancora, io mi sentivo troppo sporca per tornare da te, e
l’acqua non bastava per pulire il sudiciume che mi aveva lasciato; mi dispiace
amore mio, hai promesso”. Hagor guardava il fondo del calesse con le mani
chiuse a pugno, più il tempo passava più la sua rabbia aumentava, e non si accorse
che il calesse si era fermato, Gorion aiutò Angelica a scendere che gli chiese.

<<Vado a chiamare gli
altri?>>.

<<Sì è un’ottima idea,
anche perché questa calma non durerà allungo, e quando esploderà, è meglio
esserci tutti>>.

Angelica si allontanò mentre
Gorion chiamò l’amico, il quale come risposta ripete la frase che ogni tanto
pronunciava durante il viaggio di ritorno.

<<Maledetto, che tu sia
maledetto>>.

Ah quel punto Gorion pensò cosa
potesse scuotere l’amico; ebbe la m’augurata idea di scuoterlo con
un’esercitazione con le spade. Gorion sali in camera a prendere le spade,
quando tornò Hagor era ancora, dove lo aveva lasciato, gli mise l’elsa della
spada sotto gli occhi, Hagor prese la spada e lentamente la sfoderò, Gorion si
era fatto da parte per permettergli di scendere dal calesse. Gorion e Hagor
fino a quel momento erano alla pari come spadaccini, ma la rabbia aveva
trasformato il corpo di Hagor d’acciaio, e nonostante la collera Hagor portava
i suoi colpi con lucidità e precisione. Per un po’ Gorion riuscì a parare i
colpi di Hagor, ma alla fine cominciò a cedergli terreno. Gorion guardò il
volto dell’amico e vi lesse l’oddio comprendendo di essere in pericolo di vita.
Lo chiamo più volte ma non ottenne risposta, all’improvviso Gorion urtò con i
piedi qualcosa, e sentì alle sue spalle uno scroscio d’acqua. Comprese d’aver
urtato il bacino della fontana che era nel cortile sotto le loro camere, sapeva
di doversi spostare per fronteggiare la furia di Hagor, ma ebbe il tempo di non
fare nulla perché l’altro lo costrinse ad alzare il braccio per difendersi;
Gorion sapeva di dover uscire da quella posizione di forza, ma sapeva anche che
se si fosse spostato la spada di Hagor lo avrebbe trafitto. Gorion sentì il
braccio indolenzirsi sempre di più presto avrebbe ceduto e per lui sarebbe
stata la fine. Chiamò ancora una volta l’amico, ma ancora questi non gli
rispose; pensò che in quel momento la sua affinità con Sandor, gli sarebbe
stata molto utile. E mentre pensava a questo, sentì il braccio cedere, e si
sentì ricadere indietro finendo dentro all’acqua della fontana, chiuse gli
occhi pensando che sarebbe morto, ma il colpo fatale non arrivò, aprì gli occhi
e vide Sandor che tratteneva il braccio di Hagor, e che anche il resto degli
amici lo stavano aiutando. Hagor che sulle prime era rimasto sorpreso perché il
braccio non gli ubbidiva, ma poi cominciò a divincolarsi per togliersi di dosso
chi lo tratteneva.

 

Angelica raggiunse il fratello
maggiore e gli altri, nella camera di Sandor. Appena Angelica vide Sandor, si
gettò fra le braccia e piangendo cercò di spiegare cosa fosse successo quella
mattina, ma sia Sandor sia gli altri non compresero nulla di ciò che lei
diceva, la fecero sedere e gli diedero un bicchierino di sidro che la calmò, ma
proprio nel momento in cui la ragazza cominciò il suo racconto Sandor,
s’irrigidì, Angelica chiese cosa gli stava succedendo, ma come risposta lui
uscì dalla stanza cercando il fratello. Sandor sentì il terrore invadere il suo
animo, compreso subito che quella sensazione proveniva dal fratello, corse
fuori della stanza, con gli occhi cercò, dove fosse Gorion e lo vide in balia
di Hagor, corse giù nel cortile seguito dagli altri, per poco non travolse
Karnak e Mirian, raggiunse i due duellanti proprio nel momento in cui Gorion
cedeva alla pressione di Hagor. Sandor afferrò il braccio di Hagor, che rimase
in mobile per qualche istante dando modo agli altri di giungere a Sandor, per
aiutarlo a trattenere l’amico, ma subito dopo Hagor cominciò a dibattersi
furiosamente per scrollarsi di dosso chi lo tratteneva. Karnak all’inizio non
aveva compreso ciò che stava accadendo, ma una volta guardato il viso del
nipote capì ogni cosa, passò la carta che aveva in mano alla nuora e cominciò a
correre anche lui, una volta giunto dai ragazzi, si sostituì a Sandor e a gran
voce gridò:

<<Nell’acqua buttiamolo
nell’acqua>>.

I giovani gli ubbidirono, anche
se non fu un’impresa facile gettarsi dentro la fontana, Hagor si divincolava
furiosamente, sembra che fosse diventato fortissimo, poi finalmente riuscirono
a gettarsi nell’acqua, gli schizzi giunsero fino a Mirian che era sconvolta nel
vedere il figlio in quelle condizioni. Karnak dopo diversi tentativi riuscì a
infilare la testa di Hagor sott’acqua, e soltanto di quando in quando gli
permetteva di riemergere per respirare. Karnak, mentre aspettava che il nipote
si calmasse, gli venne in mente d’aver già vissuto un’esperienza simile ma con
chi? Ma certo con suo suocero, gli venne da pensare che anche nel modo
d’arrabbiarsi Hagor assomigliava al suo bisnonno. Karnak non ricordava bene
quell’episodio. Ricordava che Thomas aveva perso la pazienza per qualcosa, e si
era scagliato contro un marinaio per impedirgli di fargli del male lo avevano
preso in sette e a stento erano riusciti a trattenerlo, ma quando poi Thomas si
calmo, era così mortificato e si rinchiuse nella sua cabina per tre giorni.
Gorion doveva averla fatta proprio grossa per far infuriare Hagor in quel modo.
Angelica lo distrasse dai suoi pensieri chiamandolo disperatamente.

<<Nonno, nonno, lo stai
uccidendo>>.

Hagor, infatti, aveva smesso di
dibattersi, lasciò che il ragazzo riemergesse. Hagor respirava a fatica, e
butto fuori l’acqua che era stato costretto a bere, poi con un filo di voce
disse.

<<Va bene ora potete
lasciarmi andare>>. Karnak fece un cenno d’assenso dopo d’averlo
guardato. Hagor si alzò lentamente e si portò al centro della fontana, vi
appoggiò le mani contro e cominciò a respirare profondamente, ma pian piano si
fece largo nella sua mente il ricordo del duello appena sostenuto, e lo stomaco
gli si rimescolò facendogli avere degli spasimi di vomito, poi quando quella
sensazione ebbe fine il suo corpo fu scosso dai fremiti dei singhiozzi, piegò
la testa fino a toccarsi il petto con il mento e cominciò a piangere
disperatamente. Nessuno aveva più badato ad Angelica dopo aver chiamato il
nonno, ora era dentro la fontana e tutti erano sorpresi di vederla. Sandor
preoccupato la chiamò, ma lei gli fece cenno che andava tutto bene, si avvicinò
al fratello e gli tocco una spalla, Hagor girò la testa verso di lei, la guardò
fra le lacrime e l’acqua, poi scivolo in ginocchio, le cinse la vita e
affondando il viso nel suo corpo sussurrò: <<Che cosa stavo per fare? È
orribile>>.

Angelica lo accarezzò per
consolarlo, Karnak a quel punto si rilassò e chiese a Gorion.

<<Stai bene ragazzo
mio?>>.

<<Sì>>.

<<Si può sapere cosa hai
combinato per farlo infuriare in quel modo?>>, chiese Karnak indicando
Hagor.

<<Io niente
signore>>.

<<Come niente? Non ci
scaglia in quel modo contro ad una persona se questa ha fatto niente, insomma
perché era così infuriato?>>.

<<Astra è morta,
signore>>.

<<Morta?>>, Karnak
guardò un attimo Hagor, poi domandò: <<Gorion com’è morta Astra?>>.

<<Si è uccisa
signore>>.

<<Sì è uccisa? Spiegati
meglio>>.

<<Io credo che in qualche
modo centri il duca, ma non so in che modo>>.

<<Il duca? Mi sembra
assurdo>>.

<<Nonno, io non cosa sia
successo, credo che solo due persone lo sappiano, la duchessa e Hagor, quello
che so è questo: “Questa mattina…". Gorion raccontò ciò che era accaduto,
e finì, <<Questo è tutto nonno>>.

Karnak non se la prese perché il
giovane lo aveva chiamato nonno, poiché lui lo considerava un altro nipote alla
stregua d’Axsterio, Angelica, Hagor e Maria, d’altro canto era così anche per
Sandor e Fransuas; sospirò e gli domandò più calmo.

<<Di chi è stata l’idea di
duellare?>>.

<<Mia, volevo scuoterlo, ma
è stata un’idea pessima, vero nonno?>>.

<<Direi proprio di sì,
ragazzo mio>>.

Karnak fece un altro sospiro poi
li mandò tutti a cambiarsi. Nel frattempo Hagor si era calmato e aveva sentito
la conversazione tra Gorion e il nonno, improvvisamente nella sua mente balenò
un’idea, aveva promesso che non avrebbe fatto del male al duca, ma poteva
sempre rovinarlo senza però essere lui a farlo. Hagor voleva giustizia per se,
per la ragazza che amava, e per quel gesto folle che stava per commettere,
infatti, l’idea che per poco stava per uccidere uno dei suoi fratelli, lo
rendeva ancora più disperato. in silenzio si alzò, sollevò fra le braccia la
sorella e uscì dalla fontana, passò la giovane nelle braccia di Sandor e si
avviò verso la sua camera, Karnak lo fermò dicendogli che dovevano parlare,
Hagor annuì e gli disse che lo avrebbe raggiunto nel suo ufficio, dopo
d’essersi cambiato.

 

Hagor rimase allungo sotto la
doccia, ma questo gli permise di riflettere su ciò che avrebbe detto a suo
nonno, tra i suoi pensieri c’erano anche le scuse per i suoi fratelli,
soprattutto verso Gorion, verso il quale si sarebbe sentito in colpa per molti
anni. Hagor quando si vesti, scelse un completo nero, che rimase il suo colore
per molti anni, poi si diresse verso l’ufficio di Karnak. Hagor entro
nell’anticamera dell’ufficio di suo nonno, non aspettò d’essere annunciato,
bussò semplicemente alla porta e poco dopo suo nonno lo fece entrare. Karnak
era in piedi davanti alla finestra e guardava un punto indefinito del cielo,
quanto avrebbe voluto che la sua adorata Elisabhet fosse accanto a lui, lei certamente
sarebbe stata più adatta a parlare con Hagor ma Elisabhet non c’era, quindi
aspettava a lui questo compito; si era anche preparato un discorso da fare al
nipote. Senti bussare alla porta sicuramente era lui quindi lo invitò a
entrare, contò fino a dieci prima di girarsi per pronunciare il suo discorso,
ma una volta giratosi, non riuscì più a pronunciare alcuna parola, davanti a
lui non c’era più il giovane spensierato della sera prima, ma un uomo
trasfigurato dal dolore. Lo stesso dolore che lui stesso conosceva da quando
sua moglie non c’era più.

<<Prego accomodati>>.
Riuscì finalmente a dire, per qualche istante, però penso che il ragazzo non lo
avesse sentito, ma poi Hagor si mosse, invece di sedersi andò al mobile bar e
preparò due bicchieri di brandy, Karnak rimase sorpreso e pensò che dovesse
dirgli qualcosa ma anche questa volta non riuscì a dire nulla, fu Hagor a
rompere il silenzio dicendo.

<<Grazie d’avermi fermato
in tempo>>.

<<Non preoccuparti di
questo, vorrei che tu mi spiegassi cosa è successo, Gorion non è stato molto
chiaro, nelle sue spiegazioni>>.

<<Capisco, ma non è una
cosa semplice, so che devo delle scuse a tutti, soprattutto a Gorion, ma prima
devo parlare qualcuno, e l’unica persona con cui sento di poterlo fare sei tu,
ti prego nonno ascoltami?>>.

Karnak pensò che Hagor avesse più
bisogno di suo padre che del nonno, ma a pensarci bene lui era la figura
paterna che i suoi nipoti avevano sempre avuto, così disse a Hagor.

<<Sono qui a posta per
ascoltarti>>.

<<Cosa ti ha raccontato
Gorion?>>, s’informò Hagor.

<<Beh ti dirò quello che ho
capito io, va bene?>>, il ragazzo annuì: <<Astra si è tolta la
vita, che in qualche modo centra suo padre, e che tu hai voluto sposarla prima
morisse>>.

<<In sintesi è quello che è
accaduto>>.

<<Ora però mi devi
raccontare come si sono svolti i fatti, e in che modo il duca centra con la
morte della figlia>>.

<<Quello che ti dirò non ti
piacerà, visto che stimi il duca, e poi potresti pensare che io lo dica per
vendicarmi o chissà per quale altro motivo>>.

<<È vero che stimo il duca,
ma tu sei mio nipote e so che per te la verità viene al disopra di tutto, salvo
che il dolore non ti abbia reso pazzo>>.

<<E non lo ero diventato
forse?>>.

Karnak abbassò gli occhi per un
istante, comprendendo d’aver parlato a sproposito, sospirò e disse.

<<Coraggio Hagor dimmi cosa
è successo ieri sera>>.

<<D’accordo: il duca ha
violentato sua figlia, perché ha scoperto che si era fidanzata con me, e ieri
sera non era la prima volta>>.

<<Ti rendi conto di ciò che
hai appena detto?>>.

<<Certo, e credo d’aver
reagito come te quando Astra mi ha raccontato tutto, ma che motivo aveva di
mentire poiché stava morendo?>>.

<<Nesso credo, vai
avanti>>.

<Come ti ho detto, ieri sera
non era la prima volta: immagina una ragazzina di quattordici anni
che…>>, Hagor raccontò ogni cosa, e infine disse, <<A fermare il
duca è stata la duchessa, ma ormai era troppo tardi, in Astra si era rotto
qualcosa e… beh il resto, lo sai. Astra inoltre mi ha fatto promettere di non
toccare suo padre, per non sporcarmi le mani con lui, ed io ho cominciato a
cumulare tanta di quella rabbia che non appena ne ho avuto la possibilità l’o
lasciata libera, la cosa più amara che ho scoperto che posso desiderare di
uccidere e che volendo ne sono capace, è orribile nonno>>. Hagor finì il
brandy e si alzò per prenderne dell’altro. Sapeva di dover lasciare a suo nonno
il tempo di assorbire ciò che gli aveva raccontato, lo sentì agitarsi sulla
sedia, sapeva anche che stava per ottenere ciò che desiderava, ma allo stesso
tempo pensava: (Ho raggiunto il mio scopo, eppure non sono contento, perché?). Stava
per allontanarsi dal mobile bar quando suo nonno gli mise il bicchiere sotto il
naso per farselo riempire. Hagor lo fece e poi si sedette al suo posto.

 

Karnak, mentre Hagor parlava, non
gli aveva tolto gli occhi da dosso, voleva scoprire se il nipote mentisse, ma
nella sua voce non c’era alcun tremolio, era ferma e calma e sul suo volto vi
si leggeva solo il dolore della perdita della ragazza che amava. Il ragazzo
aveva smesso di parlare e si era alzato per riempirsi di nuovo il bicchiere di
brandy, mentre lui si agitava sulla sedia in preda alla rabbia. Aveva sempre
ritenuto il duca Rosembergher, un uomo in gamba e di sani principi, come aveva
potuto far del male alla propria creatura, così bella e dolce, Karnak si era
affezionato alla ragazza, all’inizio aveva pensato che frequentasse il palazzo
per l’amicizia che la legava ad Angelica, ma alla fine aveva scoperto che in
realtà la giovane frequentava il palazzo per via di Hagor. Karnak era furioso,
perché suo nipote stava affrontando un dolore forse troppo grande per un
ragazzo della sua età, era arrabbiato per quella dolce ragazza che per sentirsi
di nuovo pulita aveva trovato solo una soluzione, uccidersi, negando a se stessa
la possibilità di trovare la forza d’andare avanti con il ragazzo che amava, ed
era arrabbiato perché un uomo cui aveva concesso fiducia lo aveva tradito.
Prese il bicchiere che aveva davanti e lo mandò giù tutto in un fiato,
raggiunse il nipote e se lo fece riempire di nuovo, mentre Hagor gli riempiva
il bicchiere, pensò che dovesse dirgli qualcosa, ma non ci riusciva, aveva
mille parole nella mente ma nessuna veniva alle labbra, lo seguì con lo sguardo
mentre il giovane tornava a sedersi. Hagor, poiché suo nonno rimaneva in
silenzio, pensò di incoraggiarlo dicendo.

<<Grazie d’avermi
ascoltato, mi sembra d’essermi tolto un peso enorme>>, era vero, si
sentiva più leggero, anche se il dolore era ben radicato dentro di lui, perché
Karnak restava ostinatamente chiuso nel suo silenzio, aggiunse: <<Devo
parlare con i miei fratelli, certo non credo d’aver il coraggio di ripetere ciò
che ho raccontato a te, ma spero che mi posso capire e perdonare>>.

<<Cosa gli dirai?>>,
si decise finalmente Karnak.

<<Ancora non lo so, spero
che mi possano perdonare, specialmente Gorion, mi sento così in colpa nei suoi
riguardi>>.

<<Mh, cosa farai con il
padre della ragazza?>>.

<<Nulla, sai io mantengo
sempre le promesse che faccio>>, mentre lo diceva Hagor sorrise, ma
Karnak sapeva che quel sorriso era amaro, cambiò discorso chiedendogli.

<<Dove si trova il corpo
d?Astra?>>.

<<Ancora a casa sua, ero
così preso dalla mia rabbia che>>, Hagor non finì la frase e fece un
gesto così espressivo, si alzò per uscire, ma suo nonno lo fermò e suonò il
campanello per chiamare il segretario e mentre lo aspettavano Karnak, gli
disse.

<<Tu hai promesso, io no,
convocherò il duca e sua moglie, stai certo che non la passerà liscia>>.

<<Nonno, io non ti ho
raccontato ciò che è accaduto per questo, io volevo solo sfogarmi, io, nonno
non so cosa vuoi fare, ma non fare del male alla duchessa, credo che abbia già
sofferto abbastanza per colpa del marito>>.

Karnak guardò negli occhi del
nipote e vi lesse certo dolore, ma in fondo al suo sguardo c’era stato uno
scintillio come se fosse soddisfatto della reazione del nonno, e in quel
momento Karnak ebbe il dubbio che invece il nipote lo avesse fatto di proposito
a raccontargli tutto, in fondo poteva sempre rivolgersi al fratello maggiore.
Scosse il capo dicendosi che si sbagliava, no, non poteva averlo fatto di
proposito in un momento così doloroso per lui, perché se fosse stato vero, che
cosa ci si poteva aspettare da lui, fu distratto dai suoi pensieri dal leggero
bussare alla porta, poco dopo entrò il suo segretario.

Il segretario di Karnak era un
ometto piccolo con gli occhiali sul naso e vestito di nero. Karnak e Hagor
diedero disposizioni all’uomo perché andasse a prendere il corpo di Astra e sul
luogo dove doveva portarla, Karnak disse al suo segretario di dire al duca che
desiderava vederlo con urgenza, l’uomo uscì per eseguire i suoi ordini, poi
anche Hagor si congedò da suo nonno, lasciandolo con il dubbio d’essere stato
usato da lui, ma ancora una volta Karnak si rifiutò d’ammetterlo.

 

Hagor si fermò sulla soglia del
salottino della sua camera, nel centro c’era Angelica che si era piegata per
raccogliere delle carte, quando si alzò, le depose sulla scrivania sussurrando
un rimprovero verso Hagor. Hagor la guardò pensando che il nero non le si addicesse
molto, stava per avvicinarsi quando lei si portò le mani sulle orecchie come se
sentisse qualcosa di spaventoso, in effetti, ad Angelica, pareva di sentire
ancora il grido di disperazione del fratello. Lo chiamò e lui si materializzò
al suo fianco, cercò di consolarla, ma quando lei gli domandò cosa avesse
spinto Astra a uccidersi lui non riuscì a rispondere, come non riuscì a
rispondere alle domande degli altri, cercò di spiegare il motivo per il quale
non vi riusciva, e con molta umiltà chiese il loro perdono, affermando che mai
più avrebbe alzato un solo dito contro di loro, mentre parlava con gli occhi,
aveva supplicato Gorion di perdonarlo. Gorion sentiva che nelle parole e nello
sguardo di Hagor cera sincerità e l’abbraccio per fargli capire che lo aveva
perdonato, a quell’abbraccio si unirono anche gli altri. Hagor annunciò poi che
stava per andare a villa Canturi, Angelica gli disse subito che andava con lui,
mentre gli altri lo avrebbero raggiunto nella serata.

Mirian era sconvolta, ma soprattutto
arrabbiata con se stessa, per non aver saputo aiutare il figlio, per non
essersi accorta della sua relazione con la figlia della sua amica Caterina.
Aveva cercato di sapere cosa era veramente successo quella maledetta mattina,
ma nessuno le aveva risposto, aveva provato a chiedere delle spiegazioni a
Karnak, ma quando era giunta davanti all’ufficio del suocero, questi stava
urlando contro il duca di Rosembergher, in seguito scoprì che Karnak aveva
bandito dalla galassia l’uomo, e se avesse per caso scoperto che l’uomo si
trovava su uno dei tanti pianeti che ne facevano parte, lo avrebbe sbattuto in
prigione. La carrozza che la stava portando alla villa del figlio si fermò
proprio davanti al grande portone. Mirian scese dalla carrozza rimanendo
nuovamente incantata davanti alla maestosità della villa; ricordava ancora la
prima volta che Wiliam l’aveva portata lì per farle conoscere suo nonno Thomas,
l’uomo l’aveva colta con gentilezza e cordialità e lei era rimasta affascinata
sia dalla casa e sia dal proprietario, e dopo il matrimonio vi tornava spesso a
trovarlo, ricordava anche quanto fosse stato contento quando lei gli permise di
prendere in braccio Axsterio e Angelica quando erano nati. I suoi ricordi
furono bruscamente interrotti dalla comparsa di Caterina, allora sentì la
rabbia crescere nuovamente, si avvicinò e le domandò.

<<Che cosa fai qui? Dov’è
mio figlio?>>.

<<Su alla cappella con
Angelica, ho preferito lasciarli soli con Astra>>.

Mirian si rese conto d’aver usato
un tono molto duro nei confronti della donna, quindi cambiò tono e le disse.

<<Caterina, mi rendo conto
che stai vivendo un momento molto, duro, ma io devo sapere cosa è accaduto ai
nostri figli>>.

<<Non lo sai?>>.

<<Nessuno vuole spiegarmi
nulla>>.

<<Allora te lo spiegherò
io, ma entriamo>>.

<<Sì, forse è
meglio>>.

Raggiunsero uno dei tanti salotti
della casa, e Caterina raccontò ciò che era accaduto e finì dicendo.

<<Avevi ragione, quando mi
consigliasti di non sposarlo perché era un bruto>>.

<<Vorrei avere torto,
soprattutto per i nostri figli>>, la donna annuì, e lei continuò:
<<Dimmi cosa farai ora Caterina?>>.

<< Dopo il funerale tornerò
a casa da mia madre, non voglio più niente a che fare con quel bastardo, né con
la casa dove ho visto morire mia figlia>>.

<<Ti capisco, mio suocero
ha bandito dalla galassia tuo...>>, ma Mirian preferì non finire la frase
si limitò aggiungere: <<Mi devi scusare ma ora devo raggiungere mio
figlio>>. Mirian aveva bisogno d’aria, seguì il sentiero che l’avrebbe
porta alla cappella, la ghiaia scricchiolava sotto i suoi piedi mentre le rose
che lo fiancheggiavano profumavano l’aria. Avrebbe voluto trovare le parole
giuste da dire per consolare Hagor, ma una volta raggiunto lo strinse a se,
come quando era bambino. Il giorno seguente ci fu il funerale e sul volto di
Hagor c’era un’espressione di ghiaccio, fu cortese con chi lo andava a salutare,
ma non si lasciò andare, solo con Lisa, che saputa la notizia aveva lasciato
Oberon per stare con i suoi amici, fu se stesso; lasciò che tutti dessero
l’addio ad Astra, fu l’ultimo a lasciare la cripta. Hagor guardò allungo il
volto d’Astra, in quel momento sembrava così serena, aveva fatto anche
preparare una lapide, dove aveva fatto incidere: “Questa era Astra Caterina
Rosembergher in Flyd. Il marito la ringrazia per l’anno d’amore, e per averlo
reso un uomo; per quest’egli non la dimenticherà mai. Hagor Saud Flyd”. Hagor fece una carezza
leggera al cristallo del sarcofago, dove era rinchiuso il corpo della ragazza
che amava e la ringraziò di nuovo, poi girò le spalle e risalì le scale che
conducevano su nella cappella, ma Hagor sapeva che girando le spalle al corpo
d’Astra aveva girato la schiena anche alla sua adolescenza, perché in lui ormai
era nato un nuovo spirito.

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