UN SOVRANO FRA LE STELLE (GRAZIE AURORA

GRAZIE AURORA

Angelica aveva organizzato una cena, prenotando
nel locale preferito dalla famiglia, desiderava che la sera prima della
partenza dei suoi cari fosse speciale, con suo sommo piacere avevano accettato
tutti, inoltre aveva invitato anche una sua nuova amica di nome Aurora. Era
l’unica figlia di una conoscente di sua madre, e nonostante che la ragazza
fosse più grande di lei, Angelica aveva legato subito, quando le fece l’invito,
la giovane aveva subito accettato. La carrozza si fermò accanto alla passerella
del Falco, Karnak, Sandor Angelica e Aurora salirono a bordo, ma sulla nave
regnava il silenzio, se l’equipaggio non fosse stato riunito sul ponte, la nave
sembrava deserta, tutti stavano guardando su verso la cima dell’albero di
maestra, Karnak guardò su, ma non riconobbe i due che si stavano arrampicando,
si guardò attorno e avvicinandosi all’uomo che sembrava essere un ufficiale,
gli domandò.

<<Mi scusi sto cercando il comandante è a
bordo?>>.  

Neb girò il capo verso di lui e lo guardò
perplesso, poi lentamente capì che aveva davanti sussurrando rispose.

<<Si vostra maestà>>.

<<Immagino che sia nella sua
cabina>>, Karnak s’incamminò verso la cabina di Hagor ma Neb lo fermò
dicendogli:

<<No, non è nella sua cabina>>.

<<E allora dov’è>>.

Neb stava per rispondere quando Angelica
disperata si attaccò al suo braccio e gli disse.

<<Nonno, fallo scendere, io ho
paura>>.

Karnak alzò gli occhi e finalmente riconobbe il
nipote, sbiancò quando lo vide camminare sulla trave, Neb gli impedì di
chiamarlo suggerì a Sandor d’impedire ad Angelica di gridare, a un tratto
l’uomo che si trovava sulla trave opposta a quella di Hagor perse l’equilibrio
e urlando cadde in acqua, il ragazzo tornò in dietro e percorse la trave
dell’altro uomo e si tuffò riemergendo poco dopo con l’uomo che respirava a
fatica. Gli altri marinai accorsero e aiutarono Hagor a issare l’uomo sul molo,
anche Angelica corse e tutta trafelata domandò al fratello.

<<Hagor stai bene?>>.

<<Certo sorellina>>.

<<Hagor, che ti è saltato in mente di
salire la su?>>, domandò Karnak.

Hagor comprese che se avesse dichiarato la
verità, suo nonno si sarebbe arrabbiato molto, così gli rispose che doveva
controllare una cosa importante. Angelica lo squadrò e gli chiese se fosse
proprio necessario che salisse lui la su, Hagor stava per rispondere quando
Sandor s’intromise per dargli una mano, affermando che qualche volta un
comandante deve agire di persona, e Hagor confermò la sua affermazione,
Angelica e Karnak dovettero accettare la spiegazione dei due giovani, poi Hagor
si ritirò nella sua cabina per cambiarsi.

Hagor quando si diresse verso la sua cabina per
poco non andò a sbattere contro Aurora, in quell’istante sentì il suo corpo
reagire, non credeva che un giorno riavrebbe potuto desiderare di nuovo una
donna, n’era così sorpreso che non provò nemmeno a respingere quelle straordinarie
sensazioni.

Aurora era rimasta affascinata dalla gara che si
stava svolgendo, il giovane che stava gareggiando l’aveva intrigata dal primo
momento, come tutti provò un lungo brivido quando lui si tuffò per salvare
l’uomo che era caduto in acqua. Aveva seguito Angelica, stentò a seguire la
conversazione dei due, ma quando fu abbastanza vicino al ragazzo, riconobbe il
fratello minore d’Angelica, e quando Hagor si girò, verso di lei provò una
forte emozione, ma senza rendersene conto lei aveva esaminato il corpo di
Hagor. Forte muscoloso ben proporzionato, arrossì all’idea di poter stare fra
le sue braccia, e desiderò che la baciasse, persino di fare l’amore con lui,
quei pensieri la sconvolsero era la prima volta che desiderava fare l’amore con
qualcuno, possibile che quello che Angelica le aveva detto fosse vero? Si
domandò mentre seguiva con lo sguardo Hagor, quanto avrebbe voluto essere con
lui.

 

Aurora era venuta a trovare sua madre, ma si era
stabilita nella casa di suo marito; l’uomo benché fosse d’aspetto giovanile,
era più vecchio di lei di venti anni. Nessuno certo l’aveva obbligata, ma in un
certo senso era stata influenzata da sua madre, che fin da piccola le ripeteva,
che per una donna era molto meglio sposare un uomo più vecchio: inoltre sua
madre le aveva ripetuto così tante volte che l’amore non esisteva, che il
desiderio dei sensi e tutte le emozioni che la gente affermava di provare erano
solo delle belle invenzioni da giornaletti rosa, che alla fine lei vi aveva
creduto. Quando l’amico del padre, le chiese di sposarlo, lei aveva accettato;
l’uomo naturalmente si era innamorato di lei a prima vista, ma per Aurora non
era stato così, lei seguiva solo ciò che l’era stato inculcato. Per Aurora la
prima notte di nozze era stata un po’ come una pratica d’accantonare,
nonostante che fosse la prima volta che stava con un uomo, non provò nulla di
straordinario, in seguito non si era mai sottratta ai suoi doveri matrimoniali,
ma non mostrava mai passione in quei momenti. Il marito perplesso, cominciò a
pensare che fosse frigida, e pensò che forse sarebbe stato meglio per lei
allontanarsi un po’ da lui, anche perché in quel periodo lui aveva bisogno di
allontanarsi dal pianeta per alcuni affari importanti, e non poteva portala con
lui, così l’aveva mandata nella loro casa a Semiramide. Una volta arrivata a
Semiramide, sua madre l’aveva introdotta a corte, poiché, la madre d’Aurora era
un’amica della principessa Mirian, una volta giunta a palazzo la giovane aveva
conosciuto Angelica ed erano diventate amiche. Andavano d’accordo su molti
argomenti: come letteratura, arte, scienza, ma quando parlavano dell’amore, le
cose non andavano molto bene, Angelica parlava dell’amore con un’espressione
sognate, mentre lei affermava che la giovane amica s’illudeva di prova ciò che
diceva. Angelica dopo d’aver ripetuto le sue idee, decise, per dimostrarle che
aveva ragione di invitarla alla cena di commiato per la partenza dei membri
maschili della famiglia, Aurora aveva accettato volentieri, per non passare
l’ennesima sera da sola. Aurora una volta giunta alla nave e salita a bordo
aveva seguito lo sguardo dei marinai, e rimase affascinata dalla gara che vi
stava svolgendo. Esaminò i due avversari, e nell’osservare il giovane che si
arrampicava, provò un lungo brivido; quando l’avversario del giovane cadde,
urlò spaventata, ma subito dopo provò ammirazione per l’audacia del giovane che
si era tuffato per salvare l’uomo, quando il giovane riemerso trascinandosi
dietro l’uomo caduto in mare lei e Angelica lo raggiunsero, in quel momento lo
riconobbe, Hagor, il fratello minore d’Angelica. Aurora provò delle emozioni
mai provate, senti il cuore sobbalzare e un lungo brivido le trapassò l’anima,
e la riempì di calore, non sapeva che cosa era né perché provasse quella
sensazione, ma ne assaporò ogni istante, e quando Hagor le passò accanto per
tornare a bordo avrebbe voluto seguirlo, non ne capiva il motivo, ma lo avrebbe
fatto molto volentieri.

 

Hagor aveva lanciato uno sguardo veloce nella
direzione d’Aurora, e in lui in quell’istante si risvegliarono sensazioni, che
credeva non gli appartenessero più, dopo la morte d’Astra. Ora invece, mentre
era sotto la doccia, pensava alla ragazza in compagnia della sorella, si
sentiva felice e colpevole allo stesso tempo, l’amore per Astra era ancora ben
presente in lui, ma il suo corpo sembrava volerlo ignorare, ogni fibra del suo
corpo desiderava poter toccare il corpo di quella ragazza; fu in quel preciso
momento che comprese d’essere ancora vivo, e che era veramente pronto per incontrare
forse di nuovo l’amore. Hagor quando raggiunse gli altri si sentiva più sereno,
porse il braccio ad Aurora e cominciò a chiacchierare con lei. Vedendo che la
ragazza non si tirava indietro, cominciò a corteggiarla, naturalmente non
trascuro i suoi famigliari, e poiché il locale scelto d’Angelica aveva una
pista da ballo, invitò a ballare tutte le donne presenti al tavolo, ma tenne
per ultima Aurora. Quando arrivarono al centro della pista da ballo Hagor,
afferrò Aurora per la vita e la fece aderire al suo corpo, Aurora gli ristrinse
contro facendo aderire la sua guancia contro quella di lui; Hagor posò le sue
labbra contro il suo orecchio, le socchiuse e il suo respiro caldo le sfiorò
l’orecchio. Aurora provò un lungo brivido: il fremito continuò anche quando le
labbra di Hagor, quasi sfiorarono le sue, desiderò che la baciasse, ma il bacio
da lei desiderato non venne, la musica cambiò e Hagor con voce rauca le disse.

<<Andiamocene?>>. Lei annui, tornati
al tavolo e recuperato lo scialle e la borsa, s’inventarono una scusa,
affermando che Aurora non si sentiva bene, Hagor disse agli altri che l’avrebbe
accompagnata, e che si sarebbero rivisti l’indomani sulla nave. Usciti dal
locale Hagor fermo una carrozza e una volta che furono l’uno accanto all’altra,
sussurro: <<Sì?>>, lei gli rispose con un altro sì, non cerano
bisogno d’altre parole. Hagor la attirò verso di lui e fece aderire le sue
labbra a quelle d’Aurora, il bacio fu così voluttuoso che non si accorsero
d’essersi fermati finché il conducente non bussò allo sportello della carrozza,
scesero in fretta ed entrarono in casa Aurora fra un bacio e l’atro portò Hagor
verso la sua camera, una volta entrati e richiusa la porta, Aurora perse, la
nozione del tempo e della realtà. Aurora in quel momento stava conoscendo il
delirio dei sensi, e le emozioni di cui la madre negava l’esistenza; quando il
delirio finì e la realtà riprese il suo equilibrio, respirava con affanno,
mentre la sua mente aveva un unico pensiero: ciò che aveva appena vissuto era
incredibile, ripensò alle parole d’Angelica e comprese che la giovane amica
aveva regione. Hagor in quel momento era combattuto tra sentirsi colpevole
d’aver tradito Astra e la gioia di sentirsi di nuovo vivo. Astra era stata, il
suo primo amore, e quando lei era morta, aveva pensato che non avrebbe mai
desiderato un’altra donna, perché quella parte era morta con lei, ma ora si
accorgeva che era solo rimasta assopita, pronta a risvegliarsi con una forza
irresistibile. Inoltre si accorse che pensare ad’Astra non era più doloroso,
comprese che il dolore era stato sostituito da una dolce malinconia, causata
dai ricordi, la rabbia, però era ancora lì, ben rinchiusa nella sua mente e nel
cuore. I pensieri di Hagor furono interrotti da un movimento d’Aurora, la
osservò un istante, era così diversa d’Astra, i capelli erano castani chiari,
gli occhi grigio perla, e il viso leggermente appuntito; Aurora si girò verso
di lui e sorrise, lui ricambiò il sorriso e infine le chiese.

<<Va tutto bene Aurora?>>.

<<Sì, e tu stai bene?>>.

<<Sì, va tutto bene>>.

<<Hagor, chissà cosa pensi ora di
me?>>, domandò con un sussurro lei.

<<Non penso nulla>>.

<<Davvero?>>, lui annuì, <<Ne
sono contenta, sai è la prima volta che mi comporto in questo modo, voglio
dire>>, ma non finì la frase.

<<Aurora, non giustificarti, non con me al
meno>>, le disse lui.

<<Chissà a quante donne lo hai già detto,
oltre a me?>>.

<<Ti sbagli, tu sei la prima cui lo
dico>>. Hagor fece una pausa poi aggiunse: <<Dopo la morte della
mia ragazza, tu sei la prima donna che>>, ma non finì la frase.

Aurora comprese di dover cambiare discorso,
parlarono ancora un po’ poi il desiderio li prese di nuovo e si unirono. La
luce del sole entrò dalla finestra illuminando la stanza, l’aria profumava di
nuovo, e Aurora assaporò quel profumo, sentendosi felice. Anche se pensava che
la notte appena trascorsa era stata solo un sogno, ma il corpo cui era
abbracciata emanava un calore e un profumo da inebriarla, come aveva fatto per
tutta la notte, aprì gli occhi, il suo sguardo percorse il corpo dell’uomo che
le stava accanto procurandole un lungo brivido che la scosse tutta. Si alzò per
chiudere le tende, pensando a quanto era felice, ma proprio nel momento in cui
stava per chiudere, ricordò che il suo compagno avrebbe dovuto prendere il mare
quella mattina, e che con molta probabilità avrebbe dovuto essere sulla nave,
lo chiamò mentre tornava verso il letto; Hagor non gli rispose, lei torno a
chiamarlo e a scuoterlo dicendogli:

<<Hagor, tesoro, svegliati è
tardi>>, Aurora rimase un attimo, sorpresa, lo aveva chiamato tesoro, l’era
venuto naturale, sentì il cuore batterle forte, era dunque questo l’amore?
Un’emozione così forte da lasciare senza respiro? Guardò ancora un istante
Hagor felice e allo stesso tempo triste, perché lo aveva avuto e perso nello
stesso istante, sospirò chiamandolo ancora, <<Dai Hagor devi svegliarti,
su è tardi>>.

Hagor prese il cuscino e lo mise in testa
dicendole:

<<Lasciami dormire ancora un po’, non me
lo merito forse?>>.

Aurora s’indignò e rimproverandolo gli disse.

<<Mascalzone alzati immediatamente, e
smettila di fare il bambino, altrimenti vedi che cosa ti faccio>>.

Hagor la afferrò e facendola roteare su se
stessa le disse.

<< Sentiamo cosa vorresti farmi? Baciarmi
forse?>>.

Hagor non le diede modo di rispondere perché si
chinò su di lei e la baciò; quando il bacio finì lei, sussurro:

<<Oh Hagor vorrei che tu rimanga ancora
con me, ma devi andare>>.

<<Hai ragione, è tardi, ma non volevo
andarmene prima d’averti ringraziato>>.

<<Perché mi ringrazi? Io non capisco>>.

<<Per avermi ricordato di essere ancora
vivo>>, terminò Hagor baciandola di nuovo.

Aurora ora era sola, piangeva silenziosamente,
com’era stato crudele il destino, le aveva concesso d’incontrare l’amore, ma
allo stesso tempo glielo aveva portato via: nel momento stesso che Hagor le
aveva detto grazie, lei aveva capito che lui non l’avrebbe mai amata come lei
lo amava. Lasciò che le lacrime si esaurissero poi si alzò per andare da lui a
dargli l’ultimo saluto.

 

Aurora aveva ragione, era veramente tardi, pensò
Hagor mentre la carrozza si fermava davanti alla passerella della sua nave, tra
poco il nonno e gli altri sarebbero arrivati e lui era ancora in abito da sera.
Scambiò qualche parola con uno dei marinai poi si diresse verso la sua cabina,
in quel momento la figura massiccia di Dev Norton gli si parò davanti; Hagor si
era dimenticato di lui, ma fu pronto a chiedergli:

<<Come sta signor Norton?>>.

<<Bene signore, grazie a lei>>.

<<Mi fa piacere>>.

<<Comandante volevo informarla che gli
armamenti sono in piena efficienza>>.

<<La ringrazio, devo dedurre che lei parte
con noi signor Norton?>>.

<<Sì, sempre che lei sia d’accordo,
signore?>>.

<<Non vedo alcun motivo per non esserlo,
signor Norton>>.

<<Allora siamo d’accordo, e comandante mi
chiami semplicemente Dev, la prego>>.

<<Siamo d’accordo Dev>>.

Hagor strinse la mano all’uomo, ebbe appena il
tempo di cambiarsi d’abito e di bere una tazza di caffè, che gli fu annunciato
l’arrivo dei passeggeri. Con Karnak, Wiliam e Axsterio, naturalmente c’erano
anche il resto della famiglia, e gli amici. Maria appena lo vide fece di tutto
per farsi prendere in braccio, Hagor non si fece di certo pregare, poi si mise
a parlare con sua madre, la loro conversazione durò parecchio; Hagor voleva
risolvere il problema di Gorion e di Sandor, causato da Virgia, non che il
problema che la donna causava a sua sorella Angelica. Miriam rimase sorpresa
dalle rivelazioni di Hagor, ma sapeva che il figlio non le stava raccontando
delle bugie, e alla fine gli promise che avrebbe chiarito tutto con Virgia.
Hagor fu soddisfatto e lasciò la madre in compagnia del padre, salutò Sandor e
Gorion, senza però accennare il fatto d’aver parlato di loro con la madre,
salutò la sorella e in fine salutò Aurora, stava ancora parlando con lei quando
suo nonno avvicinatosi, gli disse.

<<Hagor, non ti sembra ora di
salpare?>>.

<<Sì nonno, hai ragione>>.

Hagor invitò i visitatori a scendere, Maria fece
qualche capriccio perché non voleva lasciarlo, ma alla fine Hagor con l’aiuto
di Sandor riuscì a convincerla ad andare con Mirian. Una volta scesi tutti, la
voce di Hagor cambiò tono diventando autoritaria nell’ordinare d’accendere i
motori e di mandarli indietro tutta, lentamente la nave presa, il largo
puntando verso sud.

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