UN SOVRANO FRA LE STELLE (LA CERIMONIA DEL PUGNALE

                                        LA CERIMONIA DEL PUGNALE

La costa frastagliata dell’ultimo regno, emerse dalla
nebbiolina azzurra che la avvolgeva, la sabbia bianchissima, e le verdi colline
scendevano verso il mare, formando un incantevole panorama. Hagor lo stava
ammirando, e nonostante tutto che fosse la prima volta che lo vedeva aveva la
sensazione di averlo già visto in passato, e di aver trascorso molto tempo su
quella grande isola. Anche Karnak stava guardando la costa, e nella sua mente i
ricordi si affollavano: su quella terra aveva imparato ad amare sua moglie, e a
rispettare il suocero come se fosse un altro padre, pensò che se il tempo
glielo avrebbe permesso avrebbe rivisitato i luoghi a lui più cari. Karnak e
Hagor erano uno accanto a altro e sospirarono all’idea di trovarsi nel regno di
Scharon. Entrambi si girano uno verso l’altro sorridendo, poi Hagor chiese.

<<Nonno, questo è l’ultimo regno che
visiteremo?>>.

<<Sì, poi torneremo a casa>>.

<<E quanto tempo conti di fermarti>>.

<<Non so, possiedi nostalgia di casa?>>.

<<Un po’, te lo chiedo perché vorrei controllare lo
scafo della nave>>.

<<Temi che qualche mangi legno sia riuscito a
penetrare nel legno dello scafo?>>.

<<Sì, so che è un po’ da matto, soprattutto perché
la nave è appena uscita dai cantieri navali di Semiramide, ma…>>.

<<Ma è meglio essere sicuri>>.

<<Sì nonno>>.

Hagor però cambiò discorso, chiedendo a suo nonno cosa
pensasse di Aset Rasut, Karnak gli rispose di essere molto perplesso, nessuno
non aveva mai visto questo fantomatico signore, e che i suoi ordini erano
eseguiti attraverso dei generali, ma che nessuno sapeva bene chi fossero e come
agivano. Hagor allora raccontò a Karnak delle sue indagini, affermandogli che
però non avevano portato a nulla, Axsterio e Wiliam si unirono alla discussione
ma Wiliam minimizzava dicendo che il padre e i figli erano troppo severi nel
tirare le loro conclusioni, inoltre non si spiegava perché il padre prendesse
in considerazioni ciò che i due nipoti gli dicevano. Certo uno si stava
dimostrando un buon comandante, ma presto si sarebbe stancato di quel gioco.

Hagor si scusò e diede il cambio al timoniere, Axsterio
gli si mise accanto, Hagor virò di pochi gradi e l’apertura del canale naturale
si aprì danti a loro. Il canale era formato da due faraglioni, la loro
larghezza e altezza era di seicento metri. Hagor fece passare la nave nel
centro esatto, sapeva che se fosse passato troppo vicino a uno dei due colossi
di roccia, la sua nave avrebbe rischiato di essere trascinata da una delle
forti correnti che scorrevano nelle vicinanze dei faraglioni. Appena la nave
oltrepassò le due rocce Hagor ordinò di ammainare le vele. Il pericolo era
passato e Hagor si rilassò perché ormai la nave era entrata nelle acque chete
di una laguna, dove un piccolo scoglio emergeva. La nave sembrò quasi fermarsi
accanto allo scoglio, Axsterio notò due fanciulle e sorridendo disse al
fratello.

<<Guarda fratellino ci sono due sirene sullo
scoglio>>.

Hagor guardò nella direzione che Axsterio gli indicava, e
vide le due fanciulle, erano molto graziose e ricambiarono il suo sorriso, poi
lui e il fratello le salutarono mentre ordinava di portare i motori della nave a
impulso tre, la nave sobbalzò in avanti superando lo scoglio, pochi minuti dopo
il veliero attraccò nel porto di Scharon e Hagor e i suoi ricevettero il
benvenuto da signore del luogo.

 

Yasmina e Asia stavano percorrendo il lungo corridoio che
portava alla sala del trono, e le loro risate riempivano il palazzo. Yasmina
era la figlia più piccola del principe Nadir Dragi. Asia invece era la figlia
del suo consigliere e amico d’infanzia, Malyk Kandal. Le due bambine erano nate
lo stesso giorno, alla stessa ora emettendo il loro primo vagito nello stesso
momento: questo aveva fatto sì che i due genitori decidessero di farle crescere
come sorelle. Le due ragazzine si compensavano: Yasmina era la più sfacciata e
la più birichina e trascinava sempre Asia nelle sue marachelle; Asia invece era
timida assennata ed equilibrata.

Giunte davanti alla porta della stanza del trono si
fermarono per darsi un po’ di contegno, poi Yasmina fece cenno ai due uomini di
guardia di aprire la porta per farle passare, quando furono davanti ai due
genitori, congiunsero le mani e dissero.

<<Cari padri ci hanno forse chiamato?>>.

Nadir rispose per entrambi spiegandoli motivo della loro
convocazione. Nadir mostrò alle due ragazzine un pugnale di bellezza
straordinaria, l’impugnatura e il fodero erano d’oro, con piccoli rubini
incastonati qua e là, la lama era doppia e di un acciaio finissimo. Nadir
spiegò che il pugnale era stato consegnato a suo padre dal nobile Transet, col
compito di custodirlo finché non fosse tornato a prenderlo. Naturalmente Nadir
aggiunse che il padre in seguito gli aveva lasciato il compito di custodirlo
fino al ritorno di Transet, e ora il momento era giunto, spiegò che insieme al
loro amato re viaggiava un giovane che nell’aspetto assomigliava a Transet,
quindi se il giovane fosse stato davvero il nobile Transet, avrebbe richiesto
il pugnale. Asia a quel punto domandò a Nadir.

<<Nobile zio, perché avete scelto noi per
restituire quest’oggetto prezioso?>>.

<<Vedi mia cara Asia, solo mani pure possono
toccare questo pugnale, e dimmi mia cara, chi meglio di due vergini può farlo?
Voi siete pure nel corpo e nei pensieri, quindi più che adatte. Ora basta
parlare dovete esercitarvi per quando lo consegnerete al giovane
Transet>>.

Cosi Yasmina e Asia cominciarono a esercitarsi cercando
di imparare tutto il cerimoniale, alla fine del terzo giorno Nadir decise che
erano pronte.

Il gran giorno era arrivato, e Yasmina e Asia erano molto
eccitate, i loro padri per l’occasione avevano fatto confezionare due abiti da
cerimonia. Yasmina quel giorno decise che voleva vedere la nave che trasportava
il re e, la sua famiglia, così convinse Asia andare allo scoglio; si preparano
legando i capelli in una lunga treccia, piegarono i due vestiti e li misero in
una borsa, andarono allo scoglio. Giunte allo scoglio misero al sicuro la borsa
si tolsero i vestiti e salirono sul masso e si misero nell’attesa della nave.
All’improvviso la nave apparve nell’imboccatura del canale naturale, passando
tra i due faraglioni sembrava così minuscola, ma appena la nave fu accanto allo
scoglio, alle due ragazzine sembrò gigantesca e strana, completamente diversa
dalle navi che conoscevano. Yasmina era molto emozionata, una voce portata dal
vento le aveva fatto vibrare il cuore, guardò Asia, ma la sua amica stava
ancora guardando la nave come rapita. Per un attimo la nave sembrò fermarsi
davanti allo scoglio, le due ragazzine esaminarono affondo i volti
dell’equipaggio, ma alla fine si fermarono sul volto del timoniere e del
ragazzo che era in piedi accanto a lui. A un tratto il giovane in piedi si
piegò verso quello al timone e gli sussurrò qualcosa, il ragazzo si girò verso
di loro e sorrise, ancora una volta Yasmina senti il cuore a sobbalzare; poi i
due giovani le salutarono e loro risposero raggianti, il ragazzo al timone
invitò ad accendere i motori e la nave scatto in avanti. Yasmina e Asia si
guardarono, i loro occhi brillavano e alla fine in coro dissero.

<<Hai visto com’è bello?>>, si misero a
ridere, poi Asia disse: <<Hai visto i suoi occhi verdi? Non sembrano due
smeraldi?>>.

<<Sì è vero>>, disse Yasmina ben felice che
la sua amica parlasse del ragazzo in piedi, poi aggiunse: <<Mentre
l’altro ha le profondità marine negli occhi, e la sua voce è
bellissima>>.

<<Già, ma adesso è meglio andare>> rispose
Asia ben felice di sapere che Yasmina parlava del ragazzo al timone.

 

Nadir guardava avvicinarsi la nave che trasportava i suoi
ospiti illustri, ma di sua figlia e di Asia non c’era traccia, borbottò
qualcosa e Malyk gli disse di calmarsi che presto le due birbantelle si
sarebbero unite a loro. Non aveva ancora finito la frase che Asia e Yasmina
comparvero, Nadir le avvicino e con fare minaccioso domandò, dove fossero
state; Yasmina preferì dichiarare la verità al padre, perché sapeva, la
punizione sarebbe stata severa se avesse mentito, così gli disse che erano andate
allo scoglio per vedere la nave del re, poiché sull’isola non accadeva mai
niente d’interessante. Nadir accettò la spiegazione della figlia e le disse che
avrebbe perdonato lei e Asia se non avessero fatto errori nella consegna del
pugnale, le due ragazzine annuirono, ma non ci fu più tempo per altro, la nave
del re approdò.

Yasmina e Asia erano dietro alla fila delle loro
famiglie, per vedere cosa accadeva davanti a loro ogni tanto si piegavano di
lato: Yasmina sentì il cuore battergli forte quando vide il giovane dagli occhi
blu dare il comando d’abbassare la passerella, accanto a lui c’era l’altro
giovane e davanti c’erano due persone, uno sembrava molto vecchio, l’altro
invece aveva l’età di suo padre.

Hagor e Axsterio dalla loro posizione potevano vedere
oltre lo schieramento delle famiglie di Nadir e dei suoi dignitari, quindi
videro le due ragazzine che si piegavano di lato per vedere ciò che accadeva,
Hagor sussurrò al fratello sorridendo.

<<Hai visto ci sono le nostre sirene la
giù?>>.

<<Già, sono proprio carine, non trovi
fratellino?>>.

<<Si lo sono>>, rispose Hagor.

Nadir cominciò a parlare con Karnak, e il saluto che i
due si scambiarono, fu lungo ed elaborato, poi ognuno presentò la propria
famiglia, Nadir presentò il suo consigliere più fidato e anche gli altri
dignitari, in fine ci fu lo scambio dei doni; tutti pensavano ormai che il
cerimoniale di benvenuto fosse finito ma Nadir congiunse le mani e guardando
Hagor disse a Karnak.

<<Mio nobile sovrano, permettimi di eseguire un
ultimo ordine di mio padre>>.

<<Esegui pure mio nobile amico, ma prima che tu
proceda, posso chiederti quale fu l’ordine ricevuto dal tuo nobile
padre?>>.

<<Mio nobile sovrano, quando tu venisti in questo
regno per la prima volta, eri accompagnato dal nobile Transet, egli lasciò in
custodia a mio padre un oggetto molto prezioso, dichiarando inoltre che sarebbe
tornato a prenderlo quando il popolo di queste terre sarebbe stato in pericolo.
Ora queste terre lo sono, e anche se sappiamo che l’uomo che ti accompagnava
allora è morto, noi abbiamo la certezza che il suo spirito si trova nel giovane
che ti accompagna e che si trova alle tue spalle. Mio nobile sovrano, com’è
possibile ciò?>>.

<<Mio nobile amico, il giovane che è alle mie
spalle non solo è mio nipote, ma anche il pronipote del nobile Transet. Tu
ricorderai che con me e Transet, viaggiava una giovane donna, ebbene quella
donna era la figlia del nobile Transet, poco tempo dopo al nostro rientro a
casa ci siamo sposati, la nostra vita fu poi completata dalla nascita di mio
figlio, che ti ho presentato poco fa, inseguito divenuto adulto anch’egli, si è
sposato e avuto dei figli, e come avrai capito uno di loro e il giovane alle
mie spalle>>.

<<Comprendo mio nobile sovrano. Ora permettimi di
poter parlare con lui direttamente>>.

<<E sia Nadir>>.

Hagor sospirò quando Nadir fece la sua richiesta a
Karnak, era convinto di ricevere l’ennesimo omaggio, quindi si preparo al rito
di ringraziamento, ma questa volta si sorprese del modo in cui gli fu offerto,
e dovette anche concentrarsi su ciò che diceva Nadir.

<<Ben tornato mio signore, questa terra ti
aspettava per renderti di nuovo omaggio, la tua gente ti onora per aver
risposto alle sue preghiere>>.

<<Io ti ringrazio mio nobile Nadir, ma per me non è
ancora giunto il momento di rispondere alle preghiere di queste genti, e tu sai
il perché>>, rispose Hagor sorprendendosi di ciò che diceva.

<<Hai ragione mio signore; ma tu non me lo hai
ancora chiesto ufficialmente, mio signore>>, rispose Nadir.

<<Ebbene mio nobile amico, te lo chiedo ora,
restituiscimi ciò che lasciai in custodia a tuo padre>>.

<<Perdona la mia sfacciataggine mio signore, ma tu
ricordi com’era l’oggetto che lasciasti a mio padre?>>.

Nadir voleva essere certo di chi aveva davanti, per un
momento l’aria si fece tesa; tutti erano in ansia per la risposta che avrebbe
dato Hagor ma, Hagor rispose:

<<Mio nobile Nadir, lasciai a tuo padre un pugnale
dalla lama doppia, con l’impugnatura e il fodero d’oro e rubini>>.

Nadir non disse nulla si limitò a sorridere, fece un leggero
inchino e chiamo le due fanciulle; Axsterio guardò il fratello, avrebbe voluto
chiedergli come sapesse del pugnale, ma non ebbe il tempo perché Nadir disse a
Hagor:

<<Mio nobile signore, lascia che le mani di queste
due fanciulle, pure nel corpo e nei pensieri, ti porgono l’oggetto da te
richiesto>>.

<<Che le loro mani pure mi porgono
l’oggetto>>. Hagor era confuso e si chiedeva come sapesse del pugnale,
cercò di non pensarci e si concentro sui movimenti delle due fanciulle. Asia e
Yasmina avanzarono verso Hagor, che le ammirò nel loro abito tradizionale.
L’abito era formato dai pantaloni bianchi ricamati in oro sui lati, da una
tunica lunga e bianca, ricamata come i pantaloni, tenuta stretta alla vita da
una fascia, che poi attraversava il petto delle due giovani e passava in
un’asola per poi ricadere dietro alla schiena, la lunga treccia di capelli
fermata in cima da dei pettini con dei fiori bianchi, scendeva lungo la schiena
e dava l’unico tocco di colore scuro all’abito. Asia arrivata a pochi passi da
Hagor alzò il cuscino, Yasmina al suo fianco prese il pugnale e il fodero e
tenendo le mani in alto, in modo che tutti vedessero cosa stesse per fare;
Yasmina mise il pugnale nel fodero, poi lo sdraio sul palmo delle sue mani,
alzandole verso Hagor. Hagor non aveva mai visto un’arma così bella, forse solo
la sua spada “L’Occhio del Diavolo” poteva essere paragonata al pugnale, che
quelle mani delicate gli offrivano, ma non fece trapelare nessun’emozione,
lentamente alzò una mano per brandire il pugnale dalle mani delicate della
ragazzina. Yasmina con la coda dell’occhio cercava di guardarlo, sentì le dita
del giovane sfiorarle il palmo delle mani, alzò gli occhi verso di lui e il
loro sguardo s’incrociò, Hagor le sorrise, e lei sentì il cuore batterle forte
nel petto, e un intenso calore le pervase il viso, abbassò di nuovo lo sguardo,
e appena ebbe le mani libere le congiunse cominciò a indietreggiare insieme
Asia portandosi a pochi passi più indietro di Nadir. Hagor alzò il pugnale
sopra la testa, lo sfoderò e la lama lampeggio al sole, poi lo rifodero dicendo
a voce alta in modo che tutti sentissero:

<<Ora la “Zanna del Diavolo” e tornata nelle mie
mani come sua sorella “Occhio del Diavolo”>>. Hagor dopo d’aver detto ciò
si mise il pugnale sul fianco, nello stesso momento, la folla gridò di gioia
sventolando fazzoletti bianchi e migliaia di palloncini spiccavano il volo
verso il cielo.

Axsterio e Wiliam chiesero a Hagor come facesse a saper
come si chiamava il pugnale e com’era, Hagor ripose che non lo sapeva, sapeva
solo che nel momento in cui Nadir era cominciato a parlare, tutto l’era tornato
alla mente; l’unico che non sembrava preoccupato per le sue risposte era Karnak
ma Hagor sapeva il perché.

Yasmina e Asia aspettarono che Hagor e Axsterio finissero
di parlare, poi si misero al loro fianco e Yasmina prendendo la mano di Hagor
disse:

<<Vieni mio principe, la mia amica ed io vogliamo
mostrare a te e a tuo fratello il palazzo e la terra dove viviamo>>, e
così dicendo s’incamminarono per le strade di Scharon.

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