UN SOVRANO FRA LE STELLE (LA DECISIONE

                                                          
LA DECISIONE

Hagor e Axsterio passarono delle giornate indimenticabili
in compagnia di Yasmina e Asia, le due ragazzine, come folletti sapevano sempre
ciò che i due giovani avessero in mente. Yasmina però avvolte faceva esasperare
Hagor, con il suo comportamento esuberante, mentre Asia con la sua dolcezza
mandava in confusione Axsterio.

Il soggiorno a Scharon durò quasi un mese, Hagor fece
controllare la nave, Karnak dopo i primi giorni di colloqui con Nadir e i suoi
dignitari si recò nei luoghi, dove aveva, imparto ad amare la sua Elisabhet,
l’unico che non provava piacere a restare in quei luoghi era Wiliam, Karnak
cercò di coinvolgerlo nelle sue passeggiate, ma al figlio non interessava conoscere
i luoghi dove i suoi genitori si erano innamorati. Wiliam chiese al padre
quando sarebbero ripartiti, ma Karnak gli rispose che aspettava notizie dallo
zio di Nadir, Aziz Dragi, forse uno dei principi più importanti delle terre del
sud. Nel frattempo Hagor e Axsterio insieme hai fratelli delle due ragazzine,
impararono a conoscere anche la parte più nera dell’isola, ma ciò nonostante le
informazioni che i due giovani cercavano, continuavano a sfuggirgli.

Karnak alla fine si spazientì e decise di ripartire,
anche perché la sua presenza era richiesta a Semiramide, quindi andò dal nipote
e gli disse.

<<Hagor, ho deciso di tornare a casa>>.

<<Senza aspettare Aziz? Mi sembrava che ci tenessi
molto a incontrarlo?>>.

<<Sì, ci tenevo molto, ma forse non è riuscito a
venire, oh forse essendo l’uomo più influente che queste terre, Rasut cerca di
catturarlo o altro. In ogni modo dobbiamo tornare a casa il consiglio a bisogno
di me>>.

<<Va bene, e quando vorresti partire?>>.

<<Facciamo fra tre giorni, così diamo ancora un po’
di tempo ad Aziz>>.

<<D’accordo, così anch’io ho il tempo di
organizzare la partenza>>.

Hagor informò i suoi ufficiali dell’eminente partenza,
dando disposizione per il rifornimento della nave; aveva appena congedato i tre
ufficiali quando entro nella sua cabina Axsterio, Hagor compreso subito che il
fratello era agitato per qualcosa, gli domandò:

<<Axsterio, si può sapere che cosa ti è
successo?>>.

Axsterio gli raccontò ciò che quella mattina, era
accaduto con Asia: a quanto pareva Asia aveva condotto Axsterio in una parte
dell’isola poco frequentata dalla sua gente, una volta sul luogo Axsterio aveva
scoperto che vi era una piccola laguna, e poiché faceva molto caldo, Asia, lo
aveva invitato a fare il bagno, e senza aspettare la sua risposta si era
spogliata; Axsterio sentito crollare tutte le certezze che aveva sul suo amore
per Silvia. Disse al fratello che dopo d’averla fatta rivestire era tornato
alla nave per parlarne con lui. Hagor sospiro affermando che anche Yasmina
aveva fatto lo stesso con lui, una volta giunti nella baia di Transet, e anche
lui dopo d’averla rimproverata si era sentito confuso e sorpreso per i
sentimenti che Yasmina gli aveva fatto nascere nel cuore. I due fratelli
rimasero in silenzio per un po’, poi Axsterio domando a Hagor.

<<Se per caso scegliessi Asia invece di Silvia, tu
mi riaccompagneresti qui per chiedere la sua mano?>>.

<<Certo che lo farei, anche perché credo che il
nostro destino, in parte, sia legato a queste terre e alle sue genti>>.

<<Tu credi? Oh ti stai lasciando influenzare da
questa gente?>>.

<<Axsterio, lo sai benissimo che io non mi lascio
influenzare da nessuno>>, gli rispose Hagor un po’ risentito, poi
aggiunse: <<Se mi chiedi come lo so, non saprei come rispondere, ma ti
garantisco che saremo noi a riportare la pace in queste terre>>.

Axsterio riflette sulle parole del fratello poi gli
chiese:

<<E se il nonno lo impedisce, cosa faremo?>>.

<<Il nonno non può impedirci d’andare incontro al
nostro destino. Lo sa lui, come lo sappiamo noi>>, Axsterio si limitò da
annuire, a quel punto Hagor cambiò discorso. Informò il fratello che quella
sera sarebbe andato in un locale del porto, per cercare le informazioni che
tanto cercavano, aggiunse che però voleva andarci senza i fratelli delle loro
graziose amiche, gli dichiarò che voleva andarci con abiti usati, e soprattutto
sembrare un marinaio del luogo, per incutere più fiducia nella gente. Axsterio
approvò ciò che aveva in mente, ma quando Hagor lo invitò a unirsi a lui e agli
ufficiali della nave, rifiutò l’invito perché voleva schiarirsi le idee, Hagor
non insistette, ma gli affermò che se avesse cambiato idea sarebbe stato il
benvenuto.

 

Axsterio non cambiò idea e Hagor andò al locale solo con
i suoi uomini. Giunto davanti al locale pensò che fosse una vera topaia, ma
ormai era lì e doveva entrarci. Neb, Dev e Maxs lo guardarono pensando che
sarebbe tornato indietro, invece Hagor dopo un sospiro appoggiò la mano sulla
maniglia e aprì la porta; un’ondata di fumo e alcol lo investì, mentre si
guardava attorno. A un tratto una ragazzetta dal seno prosperoso e dall’abito
succinto, gli si avvicinò ammiccando e gli chiese se voleva un tavolo, Hagor
annuì e in più gli chiese di dargli il tavolo di fronte alla porta. La ragazza
pulì il tavolo con uno straccio e fece accomodare Hagor e i suoi uomini, e
ordinò per lui e i suoi uomini. Hagor decise di lasciare il locale verso l’una
di notte, rassegnato di non avere le informazioni che tanto desiderava, ma
proprio nel momento in cui faceva cenno alla cameriera di portargli il conto,
entrarono tre uomini, si capiva che erano marinai da poco sbarcati, desiderosi
di bere e divertirsi con qualche ragazza dal facile costume, ma il bere e la
compagnia li rese anche loquaci. Hagor si concentro su quello che dicevano, e
tra una risata e l’altra comprese che parlavano di lui e della sua nave: i tre
sapevano che due giorni dopo sarebbe ripartito per raggiungere le terre del
nord, il loro comandante aveva ricevuto l’ordine di catturare la nave e il suo
comandante e uccidere tutto l’equipaggio e i membri maschili della famiglia
reale. Hagor li lasciò bere da soli, poi quando li vide su di giri, offrì, loro
dell’altra birra, che i tre gradirono, lo invitarono al loro tavolo; quando
Hagor lasciò il locale, era già giorno, ma benché fosse stanco, era soddisfatto
di ciò che aveva ottenuto dai tre marinai. I pensieri di Hagor su come
comunicare al nonno e agli altri, che nel viaggio di ritorno sarebbero stati
attaccati dagli uomini di Rasut, certo ora sapeva come uomini in gamba si
lasciavano ingannare dal nemico, e lo avrebbe spiegato a suo nonno. Ma suo
nonno avrebbe accettato la sua idea di contro attaccare. Con questi pensieri
arrivò alla nave, mandò a dormire i suoi uomini, stava per fare altre tanto
quando suo padre gli sbarrò la strada. Wiliam dimentico che davanti a lui vi
era un giovane uomo, e trattò il figlio come un bambino disubbidiente, lo
tempestò di domande, e lo accusò d’essere ubriaco, di puzzare come un barbone,
poiché i suoi abiti erano sporchi e logori, che doveva ricordarsi in ogni
momento che lui era un principe reale. Hagor avrebbe anche sopportato il resto,
in fondo suo padre poteva essere anche preoccupato per lui, ma come il suo
bisnonno non sopportava quell’aria di sufficienza accompagnata alla parola
“principe”; quindi lo guardò negli occhi e gli rispose, che quante volte
salisse e scendesse dalla sua nave, erano affari suoi. E anche se sembrava, uno
straccione ubriaco non lo era, e con molta probabilità il fatto di essere
vestito in quel modo avrebbe salvato la vita a tutti loro, poi rivolgendosi a
Karnak lo invitò a raggiungerlo nella sua cabina due ore dopo.

Axsterio e Karnak avevano assistito alla scena, il primo
pensò bene di allontanarsi, il secondo decise che forse era giunto il momento
di parlare con Wiliam del suo atteggiamento lontano e distaccato nei riguardi
dei figli e fargli capire che non aveva più dei bambini, al meno i primi tre
non lo erano più, quindi cercando di rimanere calmo, cercò di attirare
l’attenzione del figlio ma Wiliam si girò verso di lui e arrabbiato gli disse.

<<Contento? Hai visto cosa hai ottenuto dandogli il
comando di una nave? Si crede già adulto, e invece e solo un bambino che gioca
a fare il comandante. La gente di qui poi, come degli idioti hanno solo
peggiorato le cose>>, Axsterio, anche se si era allontanato, stava
osservando la scena e si accorse subito che suo nonno si stava arrabbiando, a
Karnak, infatti, aveva cominciato a tremare la gamba destra, l’unico che non se
n’era accorto era Wiliam. Cercando di rimanere calmo Karnak gli disse:

<<Tuo figlio non gioca a fare il comandante: tuo
figlio è il comandante. Io non ho fatto proprio niente, se Hagor è al comando
della nave, è solo perché era il migliore del suo corso; e inoltre ti do un
consiglio, non trattare mai più Hagor in quel modo davanti ai suoi uomini: tuo
figlio non ha fatto una marachella da bambino disubbidiente, e se è stato fuori
tutta la notte e si è vestito a quel modo avrà avuto le sue buone ragioni. E
temo che le scopriremo molto presto>>.

Wiliam non badò all’ultima frase pronunciata dal padre, e
urlando di nuovo gli disse:

<<Stammi a sentire, io sono suo padre e lo tratto
come mi pare, tu sei solo il nonno e dovresti occuparti di viziare lui e gli
altri nipoti, e dovresti lasciare il compito di educarli a me e alla loro
madre>>.

Karnak strinse gli occhi: Wiliam questa volta aveva
veramente esagerato, come si permetteva di affermare che lui doveva solo
viziare i nipoti, che per quasi vent’anni lo aveva sostituito completamente; no
questa volta non sarebbe stato zitto, avrebbe detto al figlio ciò che pensava
da qualche tempo sul suo comportamento, quindi gli disse:

<<Ma come osi dirmi di non occuparmi della loro
educazione, quando sono vent’anni che lo faccio. Tu dici di essere il padre, e
dimmi quando lo avresti capito? Stanotte forse? Credi che appellarsi a padre
sia solo preoccuparsi se per una notte uno dei tuoi figli non rientra a
dormire, quando ormai sono degli adulti fatti. No caro mio essere padre
significa seguirli fin da quando sono in fasce, ma tu questo non lo sai, perché
hai sempre lasciato a me questo compito. Tu non ci sei mai quando hanno bisogno
di te, tu ti sei perso ogni gioia e ogni dolore che li ha colpiti. Wiliam c’è
un’altra cosa che devo dirti è ora che cresci e diventi un uomo>>, finì
Karnak furente.

Wiliam era rimasto talmente sorpreso per la reazione del
padre che per un momento non riuscì a parlare poi, sussurrò:

<<Padre stai dicendo forse che non amo i miei
figli?>>.

Il tono quieto di Wiliam fece calmare in parte Karnak che
rispose.

<<No, so benissimo che li ami, ma li ami senza
dimostrarlo non serve, un figlio ha bisogno del calore del genitore, ha bisogno
di essere consolato se soffre, ha bisogno di sapere che gioisce con lui se è
felice, e ha bisogno di sapere che suo padre sia dalla sua parte, anche se
crede che sbagli, ma tu hai i tuoi figli non lo hai dimostrato; io vorrei tanto
sapere cosa ti tiene lontano da loro?>>.

<< Non so come spiegarlo, quando Mirian mi ha detto
di aspettare un bambino ero felice, lo sono stato per tutte le quattro volte,
quando è nato Axsterio e Miriam mi ha detto di prenderlo in braccio avrei
voluto farlo ma quando stavo per farlo lo visto cosi piccolo e indifeso che ho
avuto paura di toccarlo, è stato così anche per gli altri tre. Pensa padre ho
invidiato i miei figli perché hanno avuto il coraggio di prendere Maria fra le
braccia appena nata, in seguito ho avuto paura di sbagliare, nessuno mi ha
spiegato cosa dovevo fare>>.

Karnak comprese quanto poco conoscesse il figlio, si
chiese in cosa avesse sbagliato con lui, eppure gli sembrava di averlo amato e
educato allo stesso modo dei nipoti, sospirò e disse.

<<Credi che a me lo abbiano insegnato? Wiliam non è
una cosa che s’insegna, ma si comprende sul campo, e sbagliare fa parte della
vita, ma tu puoi ancora avere l’occasione di provarci ancora, Maria è piccola e
sono sicuro che con un po’ d’impegno da parte tua possa ancora conquistare il
suo cuore, per quanto riguarda gli altri puoi provare a capire che uomini e che
danna sono diventati>>.

<<Tu credi che sia ancora possibile padre?>>.

<<Sì, con un po’ d’impegno da parte tua>>.

<<Padre parlami di loro, vuoi?>>.

<<D’accordo, ma andiamo nella mia cabina>>.

Wiliam segui il padre, quando lo lasciò comprese quante cose,
si era perso in quegli anni, si diresse verso la cabina di Hagor e una volta
entrato lo trovò profondamente addormento. Hagor si era gettato sul letto senza
vestiti dopo la doccia e Wiliam ammirò le fattezze del corpo del figlio
pensando che il padre aveva ragione nel dire che era ormai un uomo. Il giovane
si agitò nel sonno mormorando qualcosa, ma Wiliam non comprese cosa diceva, nel
guardarlo sentì l’impulso di accarezzarlo e dentro di se pensò: (Ti voglio bene
bambino mio, e mi dispiace di non saperlo dimostrare come vorrei o come
vorresti tu). Wiliam, poi prese una coperta e copri il figlio, lasciandolo
dormire, per andare a parlare con il figlio maggiore.

 

Hagor si sveglio in preda agli incubi: la nave data alle
fiamme, il suo equipaggio sterminato e i suoi cari giacevano morti ai suoi
piedi, mentre lui era trascinato via per essere torturato e ucciso. Smarrito,
si guardò attorno, poi realizzò d’essere ancora nella sua cabina, sulla sua
nave, ricordò d’aver detto a Karnak di raggiungerlo dopo paio d’ore dal suo
rientro e ricordò anche la discussione con il padre, fece una smorfia, guardò
l’orologio sul comodino, segnava l’ora di pranzo, si alzò di scatto era sicuro
d’averla puntata per le dieci. Improvvisamente si rese conto che nella stanza
vi era stato qualcuno, si chiese chi e perché non si fosse svegliato, la
risposta che si diede fu: che con molta probabilità l’uomo che era entrato per
lui non era un pericolo. Sospirò una volta vestito raggiunse la stanza
principale della cabina, prese l’uva dalla fruttiera e cominciò a mangiare e a
pensare come annunciare a suo nonno e agli altri come Rasut attaccava le navi e
soprattutto convincerli ad attaccare la nave mandata per distruggerli per
primi. Sentì a bussare e pensò che fosse suo nonno ma era il padre, pensò di
non avere alcuna voglia di discutere, ma a sorpresa suo padre si scusò per il
comportamento della mattina, affermandogli che a parlare era stata solo la
preoccupazione, Hagor era così sorpreso che per un istante non seppe che dire,
poi gli affermò che forse avevano esagerato entrambi, uno per la preoccupazione
e l’altro per la stanchezza, quindi era molto meglio finire lì la discussione.
Il padre fu d’accordo e in quel momento furono raggiunti da Axsterio e da
Karnak.

Hagor li fece accomodare ed esordì

<<Ho scoperto in che modo Rasut attaccato le navi
che hai mandato in aiuto ai vari principati>>, calò il silenzio poi
Karnak gli chiese:

<<Davvero? E come lo hai scoperto?>>.

<<Questa notte è attraccata una nave in porto, e
alcuni dei suoi marinai sono entrati nel locale, dove mi ero recato; poiché io
e i miei ufficiali indossavamo abiti locali, ci hanno scambiato per marinai
dell’isola, per un po’ li ho lasciati bere da soli, in modo che abbassassero la
guardia. A quel punto ho offerto loro da bere: e loro gentilmente mi hanno
invitato al loro tavolo, io gli ho lasciato credere che fossi dalla parte di
Rasut, e poiché la birra li aveva resi, loquaci mi hanno raccontato ogni
cosa>>.

<< Avanti dici come fanno ad attaccare le nostre
navi>>, l’invito a proseguire Karnak.

<<D’accordo, usano la tribù dei Badin>>,
Hagor spiegò che la parola “Badin” significava bambino; la tribù era chiamata
così perché gli adulti non superavano mai il metro e cinquanta d’altezza. I
Badin erano, una delle tribù più bellicose della zona, si poteva affermare con
tranquillità che erano molto spietati con i loro nemici. Gli uomini di Rasut,
li convincevano a combattere per loro con la promessa, che una volta salito
definitivamente al potere Rasut li avrebbe resi i signori di tutte le terre
confinanti la loro, ma la promessa che più allettava i Badin era la possibilità
di uccidere impunemente chi volevano. Naturalmente Hagor spiegò che i
comandanti, una volta fatti salire sulle loro navi li facevano vestire come se
fossero dei bambini, e una volta avvistata la nave nemica, chiamavano il
comandante affermando che avevano abbordo dei bambini ammalati, e di aver
finito le medicine, a quel punto il comandante impietosito lasciava avvicinare
la nave. Hagor concluse dicendo: <<Il resto lo capite anche da
soli>>.

<<È spaventoso>>, sussurrò Wiliam.

<<Sì papà lo è, ma c’è un’altra cosa che devo
dirvi>>.

<<Immagino che non ci piacerà ciò che devi dirci,
non è così ragazzo mio>>.

<<Sì nonno è così>>.

<<Lo immaginavo. Su Hagor non tenerci sulle
spine>>, finì Karnak.

<<Il comandante della nave attraccata questa notte
in porto ha l’ordine di attaccarci quando saremo in alto mare>>. Calò il
silenzio, Wiliam stava già pensando di chiamare la capitale e farsi venire a
prendere con il resto della famiglia ma Hagor non aveva finito con le sorprese,
dopo d’aver confermato che sulla nave ci sarebbero stati i Badin, disse;
<<Sentite, ora sappiamo come agiscono, e potremmo sfruttarlo a nostro
vantaggio>>.

<<In che modo?>>, chiese Axsterio.

<<Attaccando noi per primi>>, rispose Hagor.

<<Spiegati meglio>>, l’invitò Axsterio.

<<Nel momento in cui il comandante della nave
comincerà a parlare per impietosirmi, io lo prenderò a cannonate>>,
rispose Hagor sorridendo.

Axsterio guardò il fratello negli occhi, capì che egli
aveva già preso la sua decisione e che l’avrebbe messa in atto, anche se loro
non erano d’accordo, si alzò e cominciò ad andare avanti e indietro; pensò
quanto era cambiato il fratello negli ultimi mesi, sicuro di se e soprattutto

prendeva decisioni senza farsi consigliare da Karnak, insomma era diventato un
uomo. Axsterio sapeva che era giunto il momento di prendere una decisione da
uomo o forse da futuro re, anche se prima di lui sarebbe salito al trono suo
padre, si fermò e guardando il fratello minore gli disse:

<<Va bene attacchiamo prima noi>>

Karnak girò la testa verso di lui, sorpreso di sentirlo
parlare in quel modo, certo non era rimasto sorpreso di sentirlo proporlo da
Hagor, ma che Axsterio fosse d’accordo con il fratello lo aveva sorpreso non
poco, li guardò entrambi e vi lesse la determinazione di portare a termine il
piano di Hagor. S’infuse coraggio e chiese.

<<D’accordo ammette pure che attacchiamo prima noi,
ma attacchiamo solo per distruggere la nave nemica? Inoltre ci vorrà un
piano>>.

<<Nonno, pensi davvero che ti proporrei di attaccare
per primi senza un piano?>>.

<<Un momento, state davvero pensando di attaccare
prima noi?>>, domandò Wiliam sconvolto.

<<Sì papà, è ora che i sovrani di questa galassia,
mostrino a tutti chi sono>>, rispose Axsterio.

<<Ma potremmo farci venire a prendere, e comunicare
l’informazione a qualche ammiraglio>>, suggerì Wiliam.

Hagor accavallò le gambe facendo una smorfia, mentre
Axsterio gli rispose.

<<No, quest’informazione l’abbiamo cercata da
quando siamo partiti e ora che l’abbiamo, la sfrutteremo noi. Inoltre se
facciamo come dici il popolo, penserà che chi li governi sono solo dei
vigliacchi, che non li sanno proteggere. No papà, saremo noi a sfruttare ciò
che sappiamo>>.

<<I ragazzi hanno ragione Wiliam, non possiamo
aspettare, Hagor esponi il tuo piano>>.

Hagor invitò i tre a seguirlo vicino al tavolo
tipografico, mostrò loro, dove la nave nemica avrebbe incrociato la sua rotta
con la loro. Karnak gli domandò come mai si sarebbero incontrati solo cinque
giorni più tardi dalla loro partenza da Scharon, Hagor rispose che prima il
comandante doveva andare a prendere i Badin, quindi loro avevano tutto il tempo
di prepararsi per contrastarli; Wiliam non tentò più di persuadere i suoi
famigliari e si lasciò trascinare dal piano. Hagor sapeva che suo padre non era
un combattente da corpo a corpo, quindi gli domandò se tirava ancora con il
fucile a raggio, Wiliam rispose che qualche volta lo faceva ancora, ma che la
sua media non era più a cento per cento, Hagor gli domandò quanti bersagli in
movimento prendesse su dieci, una volta ascoltata la risposta, gli disse che da
quel momento si sarebbe esercitato per raggiungere il massimo, poiché ne
sbagliava molto pochi. Ora che la decisione era stata presa Axsterio informò il
fratello che aveva iscritto entrambi alla gara del pettinino, che si sarebbe svolto
il giorno dopo, Hagor stava per protestare ma Axsterio lo fece tacere sul
nascere, dicendogli:

<<La gara di domani per Asia e Yasmina è molto
importante, potranno mettere impaglio i loro pettinino, quello che portavano il
giorno della festa, Asia vuole che sia io ad averlo, mentre Yasmina…>>.

<<Vuole che lo abbia io>>, concluse Hagor.

<<Già, ma tu dovrai vincere, perché il pettinino di
Yasmina, sarà messo sul pennone più alto, essendo la figlia del principe, e so
per certo che il fratello maggiore di Asia lo vuole per se>>.

<<Ho capito Axsterio>>, disse Hagor
pensieroso, poi sorridendo aggiunse, <<Ma sì, divertiamoci finché non
ripartiamo>>.

<<Sapevo che saresti stato d’accordo
fratellino>>.

Karnak sorrise, sapendo che la prova del giorno dopo
aveva un significato assai più importante di un semplice divertimento, sapeva
che i due giovani lo sapevano, ma chissà come l’avrebbero presa i padri delle
due ragazzine. Guardò Axsterio che stava finendo di spiegare il regolamento al
fratello e fu orgoglioso di sapere che Axsterio era già in grado di prendere
decisioni importati per il bene del popolo, e per la prima volta pensò di
nominarlo suo diretto successore, al posto del padre.

Altre opere di questo autore