UN SOVRANO FRA LE STELLE (DI NUOVO INSIEME

DI NUOVO INSIEME

Mirian e Angelica stavano passeggiando in giardino, con
loro c’era anche Maria. Mirian ammirava la tenacia della sua piccola Maria,
nonostante che camminasse ancora faticosamente s’impegnava molto per
migliorare, Mirian pensava che già la piccola dimostrava d’aver un carattere
forte come i suoi fratelli, e che se la sua vita fosse stata turbata, da
qualcosa di poco piacevole l’avrebbe affrontata con coraggio. Giunsero al
gazebo, Mirian e Angelica si fermarono e Maria le guardò perplessa, ma quando
fu invitata a mangiare qualcosa, e bere qualcosa di fresco ne fu felice. Mirian
e la figlia maggiore avevano fatto un patto, di non parlare della battaglia che
i quattro componenti maschili avrebbero, o avevano affrontato: naturalmente
n’erano molto preoccupate ma dovevano credere che presto i loro cari le
avrebbero chiamate, informandole che era andato tutto per il meglio. Una volta
entrate nel gazzebo si sedettero e dopo d’aver versato da bere a Maria si
misero a parlare della riunione del giorno prima, non badando più alla bambina,
poiché sapevano che non si sarebbe mai allontanata da sola.

Maria prese un dolcetto alla fragola e con delicatezza
gli diede un morso, pensando quanto le sarebbe piaciuto che lì con lei ci fosse
il suo papà, perché era stato lui a darle il suo primo dolcetto alla fragola,
finì il pasticcino e ne prese un altro, ma proprio nel momento in cui lo
addentava le sembrò di sentire dei passi, passi che lei conosceva bene, guardo
le due donne che continuavano a parlare senza notare ai rumori in soliti,
allora la piccola si concentro escludendo il chiacchiericcio della madre e
della sorella, ora i passi erano più forti e lei non ebbe più incertezze e
piano esclamò:

<<Papà!>>. Senza più indugiare scivolo dal
sedile del gazebo e si diresse verso l’uscita, s’incammino verso i passi che
stavano avanzando dicendo fra se: <<C’è papà, c’è papà Ago>>.

Mirian e Angelica si accorsero dell’assenza di Maria
pochi istanti dopo che la piccola si era allontanata, si guardarono sorprese,
uscirono dal gazebo di corsa, chiedendosi cosa avesse spinto la bambina ad
allontanarsi senza di loro, Mirian vide la bambina che aumentava la sua
andatura e che il suo equilibrio diventava sempre più precario, si mosse per
raggiungerla e impedirle di cadere, e per un attimo la vide gia distesa a terra
disperata perché si era fatta male, ma proprio nel momento in cui Maria stava
per cadere un uomo alto dai capelli nero corvino l’afferrava e la portava sopra
alla sua testa, dando alla bimba un’espressione di felicità. Mirian era già
pronta a protestare quando dietro all’uomo n’apparvero altri tre, fra i quali
c’era anche suo marito che l’abbraccio subito, Mirian si sentì colmare di
felicità finalmente era di nuovo tutti insieme.

Mirian ascoltava il resoconto della battaglia e la
cattura del comandante Giafar, avrebbe voluto gridare che avevano agito da
incoscienti, ma allo stesso tempo era molto fiera di loro. Angelica fece alcune
domande su cosa il prigioniero avesse detto, ma Hagor e Axsterio dissero che il
nonno aveva preferito farlo interrogare dai generali e dagli ammiragli del
regno, Angelica comprese che l’idea del nonno non era piaciuta ai due fratelli.
Continuarono parlare ancora un po’ poi Mirian, Wiliam e Karnak lasciarono i
quattro fratelli da soli, a quel punto Angelica domando perché non avessero
protestato quando il nonno aveva deciso di escluderli dall’interrogatorio di
Giafar, e Hagor le rispose;

<<Perché tanto presto il nonno ci darà il consenso,
poiché i generali e gli ammiragli non otterranno alcun risultato>>.

<<Ma ne sei sicuro?>>.

<<Come del fatto che sono qui con te Angelica, ma
ora cambiamo discorso: Gorion si è trasferito a casa mia o è rimasto a palazzo?>>.

<<È ancora a palazzo, inoltre lui e Sandor sono
diventati comandanti>>.

<<Ne sono felice, e Virgia con te come si
comporta?>>, le domandò Hagor.

Angelica rimase sorpresa, come faceva Hagor a sapere che
Virgia un tempo la trattava male, gli spiegò che da quando erano partiti, la
donna aveva cambiato atteggiamento, e che ora stava molto attenta a come
parlava e a come si comportava perché Mirian l’aveva minacciata di allontanarla
dal palazzo. Hagor sembrò soddisfatto del risultato ottenuto dalla madre;
continuarono a parlare ancora un po’ poi Hagor passò la sorellina,
addormentata, ad Angelica, salutò i fratelli maggiori si diresse alle scuderie
e andò a casa.

Karnak al mattino seguente convocò i sei ragazzi e
comunicò loro che da quel momento sarebbero entrati a far parte del consiglio
dei ministri, Sandor fece notare che lui, Gorion e Fransuas non essendo del
regno, non avevano diritto a partecipare alle riunioni del consiglio ma Karnak
gli rispose che il problema era suo e ai ministri ci avrebbe pensato lui; come
previsto qualche ministro cercò di opporsi alla loro presenza ma Karnak lo
zittì. Hagor e gli altri cercarono d’essere discreti e di non intervenire, ma
Karnak non era di quell’avviso chiedendo sempre il loro parere. C’era un
argomento che però non era mai menzionato, il prigioniero Giafar, soltanto una
volta il primo ministro menzionò l’argomento ma Karnak cambiò argomento così
velocemente che l’uomo non capì cosa era accaduto, quando la riunione fini, il
primo ministro chiese delle spiegazioni, Karnak rispose semplicemente che non
era ancora il momento di parlarne, voleva avere notizie più concrete da chi
interrogava il prigioniero, l’uomo non insistette

 

Il tempo passava, ma chi interrogava Giafar non
comunicava le notizie confortanti che Karnak si aspettava, anzi gli fu persino
detto che con molta probabilità, il prigioniero, non sapesse nulla, ma Karnak
con il passare degli anni aveva imparato che nessun uomo non sa nulla davvero.
L’ennesima riunione era finita, e Karnak stava osservando i sei ragazzi che
sembravano impegnati in una discussione importante, poi vide Angelica
sorridere, forse la discussione non era poi così importante, guardò Hagor che
stava sorridendo anche lui, e sentì una morsa al cuore, sapeva che presto il
destino del giovane avrebbe bussato alla sua porta, ed egli non avrebbe potuto
fermare quello che il destino preparava per Hagor, era così concentrato su quei
pensieri che non si accorse del primo ministro finché questi sentendolo
sospirare gli domandò:

<<Tutto bene maestà?>>.

<<Sì, ancora nulla dal generale Darsen?

<<No, maestà, temo che il prigioniero davvero non
sappia nulla>>.

<<Non lo credo affatto, mio caro Ciars>>.

Ciars Medison, ricopriva il ruolo di primo ministro da
quando Karnak era salito al trono, la loro amicizia era nata all’accademia
militare ed era proseguita fino a quando Karnak divenne re, a quel punto la
loro amicizia si modificò a causa dei nuovi ruoli assunti dai due, ma nessuno
dei due non l’aveva mai tradita, perplesso Medison domandò a Karnak:

<<Maestà, sta forse insinuando che il generale non
sappia più esercitare il suo mestiere?>>.

<<No, conosco bene le doti del generale, affermo
che forse avremmo bisogno di un uomo che non vada troppo per il
sottile>>.

<<Capisco, un uomo come l’ammiraglio Canturi,
immagino che si riferisca a lui?>>.

<<Già>>.

<<Con molta probabilità lei ha ragione maestà, il
problema è che noi non conosciamo nessuno con la tempra
dell’ammiraglio>>.

<<Lo crede, io sono convinto del contrario>>,
rispose Karnak continuando a guardare nella direzione del nipote.

<<Maestà, non starà pensando al principe Hagor?; è
solo un ragazzo>>.

<<Sì è solo un ragazzo, ma ha già dimostrato
d’avere le grandi capacità di mio suocero, e forse non le ha solo lui>>.

<<Maestà!>>, Medison stava per aggiungere
qualcosa, ma Karnak lo fermo dicendo:

<<Non intendo ancora coinvolgere nessuno dei miei
nipoti, finche non avrò assistito di persona ad uno degli interrogatori del
prigioniero, perciò avverta il generale che questo pomeriggio assisterò di
persona all’interrogatorio>>.

<<Come desidera maestà>>, dicendo ciò Medison
si ritirò.

Karnak prima di assistere all’interrogatorio di Giafar
invitò Hagor a cavalcare con lui, il giovane accetto, non parlarono finche
giunsero al bivio del sentiero che portava verso l’abitazione del giovane,
Hagor stava per salutarlo quando Karnak gli domandò:

<<Non sei curioso di sapere come vanno gli
interrogatori di Giafar?>>.

In realtà Hagor sapeva già come procedevano gli
interrogatori, e non perché qualcuno glieli aveva riferito, ma perché sapeva
che uomini come Giafar riconoscevano solo la legge del più forte, e i metodi
del generale Darsen non incutevano né paura e ne forza, perciò Giafar si
sentiva come in un albergo di lusso, dove poteva mangiare, dormire, passeggiare
quando gli era concesso di stare all’aria aperta, doveva solo sopportare quelle
tre o quattro ore di domande consecutive, alle quali rispondeva con “Non lo
so”. Hagor decise di assecondare suo nonno e laconicamente domando.

<<E come vanno?>>.

<<Non vanno, siamo ancora al punto di partenza, gli
uomini che lo interrogano affermano che non sa nulla, che è solo un
esecutore>>.

<<Balle!>>, esclamò Hagor, poi aggiunse,
<<Forse non sa tutto, ma ti assicuro che sa>>.

<<Hagor stai affermando che Darsen non sa
esercitare il suo mestiere?>>, buffo solo pochi minuti prima avevano
fatto a lui, la stessa domanda, ma se lui era stato più comprensivo nei
riguardi del generale, Hagor non ebbe troppi problemi ad affermare:

<<Precisamente nonno>>, aggiunse poi,
<<Nonno tu sai che alla fine dovrai affidarlo a me, perché ti ostini a
negarlo a te stesso?>. Karnak lo guardò senza rispondergli. Karnak sapeva
che se gli avesse affidato l’interrogatorio di Giafar lo avrebbe perso perché
il destino del giovane sarebbe iniziato, no avrebbe aspettato fino all’ultimo
istante prima di dirgli addio per sempre. Hagor fece girare Antares su se
stesso poi gli disse: <<E va bene nonno, pensaci un altro po’, adesso ti
saluto ci vediamo alla festa di questa sera, ciao>>.

Hagor si allontano, Karnak rimase allungo a fissare il
punto in cui il nipote era scomparso, sapendo che il giovane aveva ragione, ma
si affermò che aveva ancora un po’ di tempo prendere una decisione finale.

               

Altre opere di questo autore