oleandri

  Oleandri

Il vivaio era aperto anche di domenica mattina
Lì il titolare sedeva, su una vecchia seggiola
All'ombra
Caldissimo quel giorno di fine luglio
Leggeva seduto un quotidiano di tre giorni prima
Con l'avidità di chi sta scoprendo
L'ultima notizia
E alla nostra sorpresa ci spiegava
Che era lì
Perché la moglie, brontolona
Lo aveva infastidito
E quindi era meglio
Aprire il vivaio e leggere il giornale di tre giorni prima
Tanto il mondo non sarebbe cambiato

Ci chiese cosa ci occorreva
E ci servivano tre oleandri
Bene, disse
Prese la carriola e li portò alla vettura
Con la quale giungemmo poco prima
Non senza averci spiegato
Come stavamo acquistando la più regale delle piante
Che mille fiori fa
Con poca acqua e quella che le serve
Se la sarebbe cercata da solo

Il  viaggio è stato lungo
Ma non sono stanco
Pochi attrezzi e li pianto qui
Di fronte a quella stessa casa
Che avevo visto costruire
E nella quale ti avevo vista affacciata
Insieme ad una  piccola che correva verso di me

Ha smesso da poco di piovere
Due rivoli di acqua si allargano di fronte a me
E dietro di me si ricongiungono
Fino ad arrivare ad unico punto di immersione nel vicino prato

Ecco mi chiedo perché tutta la vita dell'uomo si svolga al contrario di quanto in natura accade
Perché tutta la natura è un tornare alle origini, al primo punto di riordino
Al caos iniziale
Ma la vita dell'uomo no
È una folle corsa verso chissà cosa, verso la ricerca di chissà quale regola
Per arrivare a nulla poi se non a capire
Che tutto si muove al contrario
Di quella stessa acqua che dietro di me si è riunita
Prima di tornare al mare

Hai mai camminato per le strade di  un paese a mezzo inverno
Di domenica
A metà pomeriggio
Quando è già buio
Quando l'odore dei camini invade le strade
Quando l'uno con l'altro già non ci troviamo più
Già divisi dalla nebbia
Quando pochi residui abitanti
Siedono ancora un attimo sui gradini delle case
Prima di sedersi di nuovo davanti al fuoco
Quando approfitti dell'ultimo panificio aperto
Per comprare due, dico,  due biscotti
Da inzuppare dopo cena
E capire che amarsi lì
A cercare pochi soldi spicci per pagare i biscotti insieme a te
È l'unica cosa che da sempre ho cercato
E tu non lo hai mai capito
Perché tutta la mia anima per te  è tutta lì
In quella piccola busta di dolcetti appena fatti
E che il panettiere non sperava di vendere a me
L'ultimo dei camminatori per le strade di quel paese
Che anche lui avrebbe salutato
Prima o poi


Ha fatto caldo oggi, troppo
Il sole è tramontato
Mi chiedi di annaffiare le piante
Quanto tempo che non venivo qui
Mi sembra tutto così strano ed estraneo
Non riesco a trovare una sola immagine che possa placare il mio dolore

Prendo il tubo dell'acqua e cerco di distribuirla uniformemente alle piante
La tua voce da dentro la casa mi interrompe
Mi chiede di sbrigarmi
Due amici , per me sconosciuti e ai quali non posso e non debbo affezionarmi
Stanno venendo per la cena

Debbo finire in fretta
Ritiro il tubo e guardo per un istante
Gli oleandri che sono qui da poco più di un anno
Il prato intorno sembra uguale
Poca la gente
Ancora calda l'aria
Cammino ancora male

Quello al centro mi sembra un po' più alto


.... non c'è fermo immagine che possa placare il mio dolore


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