Chiodi

  Chiodi

Di Massimo Cirilli

I paesaggi da appendere alle pareti possono dividersi in tre tipi

Un primo gruppo di quadri rappresenta un anonimo paese di montagna

Un secondo gruppo rappresenta un posto di mare

Un terso raffigura degli interni di una cucina di campagna
Ora un forno
Ora un vecchio frantoio

L'autore si firma disegnando il proprio nome al contrario

Costruiamo insieme le cornici e presto li appendiamo al muro

Servono tanti chiodi
Ma servono e sono per quella che è la nostra casa

Ecco che si generano tre angoli
Tanti quanti i gruppi di quadri , come tre ambienti distinti

E ogni parete ora ha un tema e la casa è bella così, completa

Te ne sei andata
Non hai nemmeno raccolto  i cocci di quello che avevi rotto

Hai spezzato   sogni, promesse, abbracci, certezze, tenerezze
Hai rasato al  suolo tutto l'amore che il mondo tramite me ti ha potuto dare
Te ne sei andata fingendo  ogni tanto di lanciare una parola come se questo fosse il massimo limite umano da poterti riconoscere

Ricordo momenti bellissimi  , il  tuo aiuto, il  tuo conforto, la  tua generosità, la tua allegria
E porto con me, nel cuore
tutto quello che hai fatto per me e con me

Devo partire e questo ti appare naturale

Ancora per questa maledetta estate
Che si consuma secondo la solita assurda regola
Dell'andare verso cosa non si sa e per cosa poi nemmeno

Devo partire
Per rimanere con l'anima qui
Sulla mia terrazza,
vicino al mare
aspettando la mia notte per scrivere
ora che posso
ora che   ho tante notti

Devo partire senza sapere come , dove, quando ritrovarti
Tra quali sguardi
In quale idea

sono stato male
e non sai quanto
e non potrai mai né capirlo né saperlo

vorrei acquistare il tempo
e capire che la più grande forma di conoscenza non è la somma algebrica delle nozioni incamerabili
ma è l'avvicinarsi al novanatanovesimo nome dell'onnipotente
colui il quale non ha più bisogno del tempo
e quindi è onnipotente perché può essere paziente

Vorrei trovarti ancora
Così come eri un tempo
Sicura del tuo amore

Vorrei trovarti ancora
Da sola , Tra quelle taverne di mezza sera
In  quel caldo strano
Poca gente per le strade
Ma troppa forse per me e per noi
Io che di tutto questo assurdo via vai non ne ho più voglia
Io che non mi affeziono più a niente
Io che vago come un vampiro assetato d'amore
Si di assurdo amore per te
Senza nessun riferimento

Passo una domenica a togliere i quadri
A incartare le tue cose

Lascio i chiodi lì,
dove erano appese le immagini che mi avevi regalato
e che insieme, per me
per la stessa casa avevi incorniciato

Forse ad Agosto, tra chissà quali sguardi
E chissà in quale idea

I quadri sono in cantina
I chiodi potrebbero servire ancora a qualcosa

....non c'è fermo immagine che possa placare il mio dolore

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