La terrazza sul prato

Non era il migliore questo inizio di primavera Fredda l?aria Il sole nascosto da nubi minacciose Il prato pettinato da un vento gelido La casa in cosrtuzione sembrava un gigantesco cassetto Inserito in un armadio ancora pi? grande Grande come il sogno che mi sembrava ora pi? vero La terrazza sul prato Consentiva a noi di abbracciare con lo sguardo Ogni lato dello spazio I campi si perdevano alla vista dell?occhio Un trattore lasciato in lontananza Dava maggior ordine al regolare disegno Delle coltivazioni Quel prato sarebbe diventato un giardino Toccava a me, il pi? piccolo della classe Procurarmi un mangianastri per la festa di sabato Mio padre conosceva un piccolo negozio, in una piazza quasi nascosta All?entrata un uomo dai capelli lunghi Simile al maestro di cui ti dissi Ci salut? confidenzialmente e ci mostr? gli apparecchi Tutti posti su lunghi scaffali di legno Ne scelsi uno e gi? sapevo come fare Io che correvo avanti a mio padre che mi gridava dietro scherzando su questo ultimo acquisto Io che dovevo arrivare per primo alla festa Perch? da quella festa sarebbe cominciato tutto E? quasi sera C?? ancora luce per le strade Da una finestra posta da basso Quasi ad altezza di uomo, proprio sulla strada musica e suoni mi invitano ad entrare mi fermo a vedere cosa accade due ragazzi mi chiedono se voglia salire ma non posso fermarmi perch? ? vero che sul far della sera dopo aver corso tanto quando ogni arsura possibile sembra sostituire la vita fprse quelle bevande servite li potrebbero ristorarmi ma l?effimero non mi appartiene n? appartiene a te a te che sai estinguere la sete dentro di me per sempre Nel giardino adornato con lampioni e panchine Un uomo legge il giornale alla domenica La casa ? ultimata e sembra vivere ora L?unica chiesa, quasi un avamposto di una missione Manda da lontano il richiamo ai fedeli Il vicino di casa scarica alcune ceste di acqua dalla sua vettura Il trattore ? sempre l?, come uguale ? il disegno dei campi Una bimba, dai capelli scuri e a caschetto si avvicina all?uomo Assorto nella lettura del giornale e gli indica il tuo balcone Tu sei su quella finesta mentre, quasi di intesa con quella piccola Questa ultima ricorda all?uomo che il profumo che esce dalla tua casa ? quello del pranzo della festa La stessa per la quale mille anni fa lo stesso uomo ora assorto nella lettura Comprava apparecchi per sentire la prima musica E perch? per ogni sera senza di te Per ogni messaggio che non arriva Per ogni isola fotografata da sfondo Per ogni voce affannata al termine di ogni giorno Per le grida di ogni bimbo Per ogni giostra costruita Per ogni tuo racconto di quando mi narri Con la tenerezza di sempre di come un padre parla alla figlia Per quella conserva fatta insieme cercando di imitare il pi? antico dei sapori Io comprendo, quasi come l?ultima delle magie e delle verit? rivelate Che di fronte al tuo sorriso che usi per nascondere l?imbarazzo Io non so parlar d?amore

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