Per ogni stagione

 
C'era ancora la neve

Sulle cime dei monti

L'ho  vista questa mattina, imboccando la strada

Che paradossalmente portava a te ma non vicino a te.


La neve,

l'anima di questo inverno che non vuole lasciarmi

è come se ogni stagione avesse una sua vita, un suo spirito

una sua emozione

come se comprendesse che per ogni stagione

esiste per ogni vivente un ricordo

un emozione, un ambiente

qualcosa che deve rimanere e che non deve più andare via.


La neve sui monti

L'anima di questo inverno che non vuole lasciarmi

E che vuole  ricordarmi che solo sotto il suo sole

Io ho vissuto  per sempre

E che nessun altro tempo

Mi darà la vita che tu mi hai dato.


Mi accorgo  che la neve mi lascerà e ne prendo coscienza

Mano a mano che destituisco gli abiti più pesanti

E quello strano sudore tra la pelle e la maglia

Non si asciuga mai e rende il mio passo più pesante



La primavera è il tempo di un sortilegio

In un giorno che dura quanto una notte.


L'estate dura un solo giorno

Tutto il tempo che serve

Per stare sulla riva , di fronte al mare

Apprezzare appena il sole sulle spalle

Mandarlo via quasi che disturbasse

E rimanere rapiti da quella insolita linea sottile che divide il cielo dalla terra

Pensare che tutto il tempo che mi ha preceduto, che esiste ora e che verrà

È sulla sottile linea che aspira al cielo

E che io guardo poiché il collasso del tempo

Coincide con lo stesso che tu mi hai donato,


Pensarti per sempre, unirmi  a te in ogni preghiera

Aspettarti all'infinito

Percorrere  la tua dimensione

Fare camminare la tua figura

Con un leggero passo di danza in ogni mio sguardo sul mondo.


È tutto lì,

Sulla sottile linea che aspira al cielo

Mentre tutto il mondo restante non ha nulla

E tutto ha perso perché il mio mondo non ha te.

Pensarti sino a che manca il respiro

Fino a far finire le mie forze, proprio quando il cielo diventa più stellato

E capire che  per ogni stella cadente nessun desiderio si avvera.


Guardare la insolita linea sottile che divide il cielo dalla terra

E accennare al vento un sorriso

Lo stesso con il quale conservo il tuo ricordo.


Mando un bacio dalla parte del mare dove orientativamente dovresti essere

Sicuramente lo riceverai

Senza accorgerti  di quanto amore hai e quanto ce ne è lontano.

Ecco la lunghezza dell'estate

Un giorno , dal mattino al tramonto

Per fare tutto questo.


L'estate è  quella che temo di più.


Mi chiedo a che serva capire lo scorrere delle stagioni

Cercare l'intimo significato dei loro cicli

Se per ogni strada che si muove verso di te

Torno a vedere la neve sulle cime  .


Dentro  di me tu  non muori mai e non morirai mai più.

Vivi forse trasformata, diversa, idealizzata, sognata,

Sapere , capire, accettare che  anche questo sogno è tramontato come quel sole,

che va giù per forza di cose , prima di essersi riempito di mille e mille  sensazioni

di parole eterne

della perfetta filosofia.


Temo l'estate, perché porta con se il sapore dell'ultimo inverno

il dolce e l'amaro

il buio e la luce

la danza e il sonno,


il tempo che si è fermato

e quello che hai voluto per forza di cosa far tornare a scorrere senza di te


Si è eclissato anche questo ultimo sogno

E con esso il suo amore

immenso come il mare che non vorrei guardare mai

e che non vorrei mai smettere di guardare

profondo come i suoi abissi

abitati da quelle strane creature

alle quali vorrei narrare qualcosa di me .


L'autunno non esiste

Non potendo esistere ciò che da fine a qualcosa che non è mai nato


Eppure alla prima aria fresca torno a chiedermi dove sei

In cosa ho sbagliato

E quale amore perfetto io non ti abbia dato

E perché tu lo hai mandato via da te

Lasciandomi solo a camminare su queste strade, su questa terra

Permettendo che ogni luogo  di te mi parlasse.


In cosa ho sbagliato io, che per per te posso diventare ogni cosa e ogni essere

E tu puoi o potevi prenderne tutti, uno, nessuno:

un amante, un fratello, un indovino, un cartomante, un confessore.

E tu semplicemente li potevi prendere tutto l'amore che volevi ;

tutto insieme o a piccole dosi, perché reciprocamente ci salvasse senza bruciare

l'intima strada che unisce il cuore al respiro.


Sono daccapo ora

Io di fronte  a te  ogni giorno, come il primo giorno che ti ho vista

Bella come il sole e fresca come la primavera della vita

con l'impossibilità di sperare nel primo bacio

nella certezza di non poter mai sentire quel  respiro nel mio.


Ogni giorno sempre uguale a se stesso

Ogni  luogo senza significato

E a dogni uomo sul cammino chiedere se per caso ti ha visto, incontrato

O più semplicemente se ha mai sentito una storia assurda quanto quella che sto li per raccontare


Mi chiedo a che serva capire lo scorrere delle stagioni

Cercare l'intimo significato dei loro cicli

Se per ogni strada che si muove verso di te

Diventi ogni giorno il centro del mio insopportabile dolore.


Altre opere di questo autore