Sul test anti-droga per il personale sanitario

Il primo posto dove questo test va fatto è il Parlamento, poi seguono le forze dell'ordine e la Magistratura. Infine tutti coloro che, se si stravolgessero, metterebbero a rischio l'incolumità del prossimo. È ovvio che tra questi test debba rientrare anche quello dell'alcool, del tabacco e di tutti i medicinali che hanno un'azione disturbatrice sulla sfera psichica. Però mi chiedo: ma se si applicasse una così rigida regolamentazione, non sarebbe il caso di farla subito seguire da altre normative, altrettanto severe perché salvaguardano vite, sullo svolgimento delle relazioni sociali in tutti gli ambienti di lavoro? Per esempio dove una moltitudine di individui rubano e approfittano della scarsa tutela giuridica delle persone deboli o svantaggiate? Occorre stare molto attenti alla rigidità nell'applicazione di norme che, come nel caso dei finanzieri alle frontiere, quando sono applicate rigorosamente... alla dogana si crea un intasamento tale che ne blocca le funzioni, a salvaguardia delle quali quelle stesse regole sono state pensate.

Io non mi farei certo operare da un chirurgo strafatto di qualche droga, legale oppure no, né starei seduto tranquillo su un autobus guidato da un ubriaco, e allora non vedo perché dovrei stare calmo e obbedire a leggi promulgate dai cocainomani, ladri e puttanieri, seduti in parlamento.

Ma ecco che la soluzione liberatoria si affaccia alla mia superba coscienza: un chirurgo sarà libero di drogarsi soltanto mentre opera un politico il quale, dopo quella operazione, sarà costretto ad andare a farsi rioperare all'estero, con un aereoplano guidato da un pilota che si potrà drogare solo quando trasporterà un politico al quale è andata male un'operazione chirurgica.

Sono un genio!

Salta subito all'occhio che lo sono perché mi sono drogato da bestia...

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