Ci sono parole

Ci sono parole che scorrono veloci, fiumi in piena e parole che rimangono sospese, come foglie accarezzate dal vento, ferme su un albero. Ci sono parole che tagliano dentro, come lame, e parole che accarezzano l'anima, dolci e sussurrate. Ci sono parole dure, come roccia e parole lievi, come piume. Ci sono parole non dette, frasi in sospeso e parole urlate, che urtano e fanno male. Ci sono parole che si perdono, tra gli sguardi. Parole che non è necessario dire, che non servono o forse - semplicemente - non bastano. Poi ci sono queste parole. Parole studiate, cercate, dimenticate. Parole che volevo dire e che non posso dire, parole che non vogliono dire niente e contemporaneamente dire tutto. Di cosa possono parlare queste mie parole? Non di passato, perché non lo conosciamo, non oggi. O forse perché abbiamo deciso di dimenticarlo. Ed è per questo che queste parole non escono, non da me. Io ho sempre saputo parlare solo di passato. Ero bravo con le parole una volta, sai? Ero preparato. Attento. Sottile. Tagliente. Dolce. Ma ero una persona diversa che tu non hai mai conosciuto. Oggi le parole non escono. E dire che ho scritto mezza pagina. Cosa ho detto? Cosa stavo dicendo? Cosa volevo dire? Come lo devo dire? Vedi, le domande le conosco. Tutte. Sono le risposte che mancano. E non sei tu a doverle dare. Davanti a questo foglio ci sono solo io e la mia coscienza. I miei principi. I miei valori. Dall'altra parte ci sei tu. Tu che hai annebbiato tutto questo. Tu che hai confuso le acque. Ti ho scritto parole per ogni occasione. Oggi devo smettere di scriverti, per lasciarti andare. E allora oggi ci sono solo queste parole. Parole che vogliono solo essere un augurio. Dovunque vorrai andare, qualunque sia la tua strada, e il tuo futuro, qualunque cosa sceglierai, con chiunque sarai…. ti auguro di essere felice. E mi auguro che possa esserci -una sera- ancora una bottiglia di vino da aprire, e un pezzo di vita, ancora da raccontare.

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