IL SUICIDA

Ansioso come vecchio a fine corsa,
non può sprecare tempo supplementare
quando il vento pastore sulle colline
raduna anni verso impaziente mannaia

-In labirinti di chiodi al cervello
i pensieri tornano a retromarcia
e ventose appendono fotogrammi monocolore
a finestre sporche dell'anima pignorata

Tra ieri lontano e domani legato a stesso
nere radiche amare di denti spezzati
a masticare spergiuri d'ilariche calunnie,
una mano con miliardi d'additi silenziati d'orgoglio
a molla saluta sconfitte,si piega a grilletto
mira una croce di vetro appesa all'ignoto

Poche righe d'anemia sorda
a rendere marmorea intenzione
fermare discolpe
schernire pietà
addormentare rimorsi

Labbra zoppe d'attritico biascichi
provano canzoni strampalate
sottofondo a requiem placebo
intento a tacitare qualche memoria
e complotti dubbi d'estremo nefasto finale
per riportare vuoti a Dio gli implori

Vene in secca e globuli annaspano
e sfiato d'organetto,allegrie non riuscite
il respiro dietro battiti al petto
salta fossi d'anima,trivellata
a ricerca d'un senso al proseguo

-La rabbia veleno di nervi,divora il dolore
si dilania in idifferenza gommosa
prostituta a cordogli
intenzionati a chiudere libro mai letto
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Da.Destini E Presagi
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