DON BENZI

Furfante con te stesso
a credere all'utopia
che in miracolo ti riuscì
e noi leggemmo la gioia
nei tuoi occhi
incorniciati dal paffuto volto
bambino

Nero fantasma antiquato
ti aggiravi per le coscienze buie
con grimaldelli di rosario
a scardinare catenacci
di prigionia vegliata

Ramo ribelle a pelo d'acqua
a riva d'impetuoso fiume
affamato di disastri
ti ponesti a naufraghi
e molti afferrarono incrduli
l'ultimo appiglio

L'agir tuo non fu in mira
di premio celeste
nè gara al festival d'applausi
ma umiltà di cuore
in notti tetre,
cometa al dolore
di chi ha solo scelta
in oceano inquieto
del tentacolo di piovra

Col calore del tuo sorriso ingenuo
hai sciolto il piombo
alle ali per un sogno degli ultimi

I Santi che non sanno d'esser tali
lasciano sempre
nel deserto delle anime
un giardino fiorito
da annaffiare
anche se
a goccia a goccia
con lacrime dolci
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Da:Pensieri Alternativi
www.santhers.com

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