Pensionati

Occhi appannati dei vecchi nel mondo in bianco e nero in fila per una squallida pensione dietro sportelli tecnologici tra lo spavento dei riflessi di rughe che non entrano negli occhiali di impiegate col cuore perso nei miti addormentati Poi tornano a casa con le ascelle sudate nelle fatiche di un braccio coperchio di miserie da trasportare in un portafoglio agenda con foto di morti col filo del richiamo Ripongono al riparo i biglietti per il cibo nella morta periferia impugnano una zappa per pettinare insalate riconoscenti con radici avvinghiate a raggrinziti profilattici doni sprecati a un progresso di anime dietro teschi colorati Si fa sera giorno aggiunto alla speranza uno in meno per l'abisso in compagnia di una fumante ciotola offerta agli Dei ---------------------- dal volume:silenzi che hanno parlato al vento

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