GRANDINE

Occhi vitrei al cielo 
e il vecchio avaro disse pioverà 
tastando la sua ernia 
palla di bigliardo fuori uso 
-Il sole sogghignante salutò 
tra un vuoto veloce dei vapori 
di anime nere scudi a ravvedi
mentre un lampo tracciò la rotta 
per un riparo sotto una gonna 
a un cane impaurito
-I gabbiani sommarono le loro croci 
in abbozzo di processione 
e corsero a un rudere 
lieto nella parte d'approdo 
-Il tempo, stanco
di tante scorpacciate di orologi 
saturo d'insulti 
sposò nuvole e offese
e sulle macchine suonarono confetti 
di ghiaccio quanto un pugno 
-Tra le fruste dei rami 
che licenziarono le foglie 
e il boomerang delle tegole 
si levò una preghiera 
e un'ammissione di colpa 
-Io al riparo sicuro pensai 
al superlavoro dei carrozzieri 
e alle bozze arabesche 
sulle lamiere delle auto 
e alla mente m'apparvero 
i ditini dei bimbi sorridenti 
in libera matematica di conta 
tra un incavo e l'altro 
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Da:Pensieri Alternativi 
www.santhers.com

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