QUELLA FINESTRA

C’èra un affaccio nel cuore
a volte finto a volte vero
nel sorteggio l’emozione
e il clima faceva l’arbitro
la maniglia consumata,l’orologio

Ridevano i vetri al gioco di riflessi
a restituire l’immagine
rifiutata dal pensiero
dall’anima cauta consolato

Tremanti al vento,i vetri
sospendevano respiri
e in lunghe attese
marmoreo il volto
poi una nuvola,dorso di specchio
restituiva la solitudine

Un giorno Lei partì
e il tempo murò l’affaccio
e sopra un necrologio,
oggi è venuta a mancare
..l’illusione

Quella finestra 
nido di due occhi 
caduti sul selciato
scanso di passi
specchio di gambe
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Da:Sorrisi Pignorati
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