Ancora alle mie orchidee

Alzo gli occhi al cielo e guardo "le vaghe stelle" delle due orse mi perdo per un attimo, solo un attimo, nel chiarore parassita di una luna puttana ed esclamo in silenzio a voce spenta: che uomo fortunato sono! Poi accarezzo, gli occhi pieni di luce, i vostri volti i vostri cervelli sopraffini sprofondati nella rem di un sonno giusto e mi ripeto: che uomo fortunato sono! E ripenso alla notte in cui spuntaste alla vita, piccole orchidee spontanee di un piccolo parco misconosciuto. Ora i miei arcobaleni diversi il coacervo di colori del mio essere che si perpetua, il mio spicchio di eternit? guadagnato con lo "spirto guerrier ch?entro mi rugge" e la vostra estrema dolce dolcezza. Mie piccole orchidee VOLUTE insieme di razze e colori, di pregi e difetti, di odio e amore sintesi di me della mia lucida follia della mia voglia di farcela della mia voglia di vivere strana fuori dai codici e dalle convenzioni. Della mia voglia di vivere no di morire e giuro, mie piccole orchidee VOLUTE, che baratter?, ove dovesse accadere, la raggiunta eternit? per un attimo di VITA ancora al vostro fianco.

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