Carnefice mia

Avresti potuto mentire, un giorno, una notte dagli occhi il sangue invertire la rotta poi la lama dolcemente dentro fino al cuore rovistarmi le viscere scrutando l?anima distruggendomi, eludendo l?alba strapparmi i lobi e la lama accarezzarmi la lingua sfiorarmi la gola muta come un filo spinato stringermi il collo ed inchiodarmi a te cara, non lo hai fatto sei stata dolce, tenera con me non hai sudato carnefice, non hai portato via la mia anima? solo la mia pelle.

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