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Scolpiscimi come sai tu
Nando Taccogna
Pubblicata su Athena Millennium il 25/11/2010

Perché quando hai preso

martello e scalpello per modellarti un po’

avevi spigoli dappertutto

ed ora che perfeziono le tue forme,

abbellisco i particolari

che uccidono le apparenze

non sei contenta più?

 

Ad ogni colpo un tuo sussulto

che pervade il corpo di sabbia

sei così cruda che ti mangerei a morsi,

 

chiudi pure tutte le tue ansie

soffoca sotto le mie mani adesso

che è bello plasmarti così.

 

Un fondoschiena sodo

come una mela acerba

da cogliere e deglutire a pezzi,

accarezzarti così

è un immenso piacere

punirti per vederti rintanare

e sfuggire ai miei rimproveri

sapessi come amarti non lo farei,

 

eppure costruirti questi due seni

è una fatica, non puoi uscire bella

ovunque, non sei una dea, nemmeno

una sfinge, sei un’anatema

e ti sotterro qui sotto questa croce,

 

occhi non ne hai, due labbra per baciare

potrebbero bastare eppure sorridi,                           ,

sorridi beffarda

ed io ti scolpisco affinché tu pianga

per chi ti prenderà per i fianchi,

 

così non soffrirai per questo eterno

peregrinare da una sponda all’altra

dell’oceano aperto come la tua gola

dove tutto si perde, ora

 

non sei più tu, sei un’altra persona

e non riesco a dirtelo mai

lontana come sei sempre

dagli occhi miei.

Per questo ti scolpisco

come sai tu.

 

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