Le intenzioni disattese di un viaggio e del suo temporale
Nando Taccogna
Nando Taccogna
Pubblicata su Athena Millennium il 02/06/2008
Se sapessi come dirtelo
non cercherei di scriverlo in versi
abbiamo strane abitudini
come quelle di chiudere la porta
e sparire sopra un treno senza avvisare
lasciando il frigo con gli occhi aperti
uccidendo la notte nell'alba successiva,
la televisione a parlare da sola
e piombarti in mezzo alle gambe
in maglietta e bermuda blu
ma non sei così cattiva e nemmeno alternativa
perché prima di darmela
hai ubriacato i nostri cervelli
ed allora se vuoi scopare ancora
almeno dillo senza portarmi a pedalare
a mozzafiato per le colline
con la scusa di comprare un modem
per connetterti col tuo mondo d'illusioni
e dire mille fesserie e smancerie
però non castigarmi, ti giuro
quando sono sceso il gatto era già scappato
e non ho fatto altro che bagnarmi i piedi scalzi
allora non pensarci più
perché se sapessi come dirmelo anche tu
non cercheresti di scriverlo in versi...
com'è diverso il mondo da quassù
sotto le lenzuola profumate
e questo caffé nero come gli occhi tuoi
avrei da dirti mille cose
ma continui a disegnare il tuo nudo sulla parete
vorrei restare a farti compagnia ancora
e quello che è stato mio ed ho dato a te
non è la mia fantasia ma semplicemente
la realtà mentre saluto con un bacio
le tue labbra alla stazione e scappi via.
***
http://poesienando.splinder.com/
Se sapessi come dirtelo
non cercherei di scriverlo in versi
abbiamo strane abitudini
come quelle di chiudere la porta
e sparire sopra un treno senza avvisare
lasciando il frigo con gli occhi aperti
uccidendo la notte nell'alba successiva,
la televisione a parlare da sola
e piombarti in mezzo alle gambe
in maglietta e bermuda blu
ma non sei così cattiva e nemmeno alternativa
perché prima di darmela
hai ubriacato i nostri cervelli
ed allora se vuoi scopare ancora
almeno dillo senza portarmi a pedalare
a mozzafiato per le colline
con la scusa di comprare un modem
per connetterti col tuo mondo d'illusioni
e dire mille fesserie e smancerie
però non castigarmi, ti giuro
quando sono sceso il gatto era già scappato
e non ho fatto altro che bagnarmi i piedi scalzi
allora non pensarci più
perché se sapessi come dirmelo anche tu
non cercheresti di scriverlo in versi...
com'è diverso il mondo da quassù
sotto le lenzuola profumate
e questo caffé nero come gli occhi tuoi
avrei da dirti mille cose
ma continui a disegnare il tuo nudo sulla parete
vorrei restare a farti compagnia ancora
e quello che è stato mio ed ho dato a te
non è la mia fantasia ma semplicemente
la realtà mentre saluto con un bacio
le tue labbra alla stazione e scappi via.
***
http://poesienando.splinder.com/
1 Commenti
04/06/2008 - Rosella Rapa
Amore Amaro.
Ma bella Poesia.
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