La tempesta

Un refolo di vento,
che rinforza,
dalla sabbia cancella
le impronte dei gabbiani.
Il mare increspa,
e quello sciabordio
dolce e tranquillo
della risacca
diventa
rantolo, ruggito,
rombo.
Tempesta
che ulula vendetta
porta le voci dei
mille e mille e mille
marinai
che in acque scure
e profonde dormono.
Furie,
dalle bianche criniere
si scagliano
su rocce e anfratti
a spezzare la terra,
a sgretolarla, a penetrarla
a ifrangerla.
Cupi muggiti
schianti, boati
il cielo si confonde
con il mare
E tu
con la tua voglia di fuggire
rimani ad aspettare
non riuscendo a capire
più il confine
tra la salsedine
che ti ricopre il viso
e quell'oceano che dagli occhi
scivola verso il mare.

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