Una giovane estate

Nudo, davanti a me stesso, nessun occhio per vedermi, nulla da dare in pegno, solo la magia toccata molto da vicino. Sospinto dalla luce appena accesa, gi? in fondo in quelle acque concitate, tutta la stanchezza da lungo tempo a galla, l'impertinente agile corsa, l'arrampicarsi della rosa sul graticcio. Un giorno di pioggia sul confine, dal vetro trasparente un velo d'umida gioia, mattoni rossocarne, accoglienti, nascosta la cucina dal giardino. L'arte del possibile, tormento della seduzione, morbido al tatto il desiderio agli occhi, sinuosit? dei fiori nobili la sostanza sperata sfogliando brani di memoria, sottraendo ombre al tempo del silenzio, strizzando con le labbra l'umida pioggia. Non sono solo corpi i nostri corpi, quelle vite lanciate in aria sospendendo il respiro, lo stupore che cinge i fianchi dei fiori a primavera; l'interagire degli strati usurpando i corpi che occupiamo. Scoppia ancora, nel sacchetto di carta, la segreta spasmodica vita e tu mi stringi dentro, l'apprensione della pelle sfregiata; quel che resta di quel fuoco che consuma i ricordi nell'ora in cui si crede a una giovane estate. Outrage

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