Ecco..

Ecco, arriva, dal fondo della strada vento che screpola la faccia. Affonda su forme immobili nei segmenti di pioggia e luce: riverberi nel respiro dei lampioni, vapori come fiato di bocche ansiose, nell'aria che impalpabile vive. Ecco, ora, il vento e' cessato: non piu' fiori, tanti ne sono caduti. La polvere stessa ne porta il profumo. Ecco, la sera, troppo stanco per riposare. Labbra, sedute sulla sponda del letto, labbra che sputano un sorriso: filo di seta a lungo mordicchiato. Fantasie nella stanza chiusa, spazi del buio nel profumo di donna. Ecco, le cose sono li': e un uomo non e' piu'. Vorrei parlare, ma le lacrime precedono le mie parole.

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