Scocca l/ora

E' quasi l'ora del riposo antico della luce. Ho pianto un volto che non c'era, lacerato il tessuto del ritorno nel mondo delle cose che non sono luci a intermittenza su strade troppo corte, inamovibili e brevi. Giorni che scalfiscono l'attesa remota dei silenzi nei meriggi che nutrono steli di ginestre, ripiegati e illusi a definire il vuoto tra il dolore e il nulla mendici a ritroso nel tempo che non vede. C'? una musica lenta, ora che sollevi polvere e rabbia, scagliata di nuovo sugli scogli nel buio che muove prossimit? di veglie, strappando lacrime all'illusione di oblio o rinascita. Scocca l'ora che ubriaca il tempo dei ricordi, a decifrare un calice concluso; accovacciato nel tempo delle ore quando la virt? ci giunge,incerta tra vigilia e sonno, e l'angoscia lascia nubi nella mente, nell'onda senza pace. Dio della gente che non ha dio, ci sar? mai perdono per questa nostra solitudine? Outrage

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