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tra il falso e il vero
outsider
Pubblicata su Athena Millennium il 23/04/2008

 

fortunati i precari

sperimentano l'incertezza dell'esistenza

nei buchi reconditi del tessuto sociale

a pelle riconoscono l'ansia del sopravvivere

condita da reclamata bellezza ricchezza e fama

come camaleonti a produrre una corazza che

possa proteggerli dalla grandine dell'ingordigia

non corrono il rischio di salire su di un piedistallo

in un delirio d'onnipotenza

le loro case hanno fragili mattoni come le sensazioni del vivere, nell'incertezza di forme e colori

saturi dell'incuria di un Dio incompreso 

 

23/04/2008 - rudjada
a me è piaciuta molto, conosco la ondizione dei precari. Vivendo nel mondo della scuola ne conosco tutte le sfumature.Purtroppo sono il risultato di una gestione malgovernata, distratta ai problemi dela gente e quel che è più grave non vedo vie d'uscita se non ancora una marea di parole poggiate su sabbie mobili come oggi lo è tutta la condizione umana a tutti i livelli . L'incertezza ormai impera ormai su tutto e su tutti. Eppure ... dal caos... nasce l'ordine!
23/04/2008 - Antonio Citro
ogni condizione ha i pro e i contro, in effetti i precari sanno che la vita può essere come un castello di sabbia...poesia che condivido molto.
23/04/2008 - outsider
che dramma essere precari! non viene bene nemmeno scrivere ...in ordine! è che le parole si confondevano con l'immagine, e poi la prima stesura non è stata accettata dalla nuova procedura "non sei autorizzato" e poi nello spazio destinato alla digitazione del testo non c'è un "giustifica testo"...insomma...ci vuole pazienza....
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