Notte di febbraio

Notte di febbraio

 

Invernale notte di stanchezza leggi negli occhi rossi della gente

Sera frettolosa volge a notte dove tutto s’acquieta d’ empatia

E risonanza muta ma nel pensiero che si magnetizza , le stelle c’erano vivide e lucenti

In alto lassù nel cielo che sfolgora di città in città gelida e fredda.

 

Lady luna non ho visto nemmeno se essa c’era forse vestita di quel suo dark side

Forse nascosta e oscura mostrava la sua metà quando nulla di essa si vedeva

Con quel suo pudore, dall’altra parte si volgeva, presente e assente forse

Lo spazio dilungato restava contrito ma nei pensieri si dilatava il suo silenzio.

Da ore tutto è muto e rispetto delle ore che con levità si sentono

Trascorrere a distanza solo un pendolo da sopra che volge loro un suono dolce appena.

Lo spazio è interiore e leviga alti e bassi mitiga nel sonno che avvolgerà

Anche stremati  , i pensieri hanno svolto tutti i loro processi e procedimenti

Non vi sono allarmi in giro, richiusi nelle abitazioni riscaldate, volgono

Ora alla notte pura spaziale, ritornata pura, ogni conflitto si arresta, la notte è quieta

E gira lenta ma veloce silenziosa ruota del sonno , immaginario di spazio aperto

I cori della gente e i rammenti loro sono e si fanno dolci e solatii e interiori. la visione

D’ogni cosa è compressa, compresa nella notte dello spazio proprio mentale, si riposa.

 

Domani è giovedì grasso, e la festa delle mascherine piccole di gioia

Ci aspetta,  nel giorno bello che la sera, poi la notte, riporterà ancora a galla

E ripercuote. spaziale tornerà e di allegorie e di risa e di occhi stanchi ancora

E rossi dell’inverno faticoso e dei lavori e dei padri e madri e dei bambini

Che si divertiranno nel gioco delle maschere e colori carnevali dei bambini colorati

La festa sarà domani per loro una gioia, poi la sera e notte manderà nuovo

il suo sorriso di responso,

Ora che già livella ogni fatica, ed è così pacata e silenziosa, induce a quel desiderato

Giusto di avere svolto il dovere di ogni giorno, di aver partecipato, e la fatica si leggeva

Quando ognuno comprensivamente , dava e diceva accomodante quello che poteva,

Non vedo e non mi curo ora della luna , non so se pende se si mostra o se è oscura

penso a domani e forse domani guarderò nell’ alto ancora e guarderò bene se c'era ,

mi colpirà il freddo vivido e lucente delle ore e delle stelle, ma gli occhi della gente

sono arrossati

di fatica e di lavoro a sera e a notte posano e riposano e io nel fondo dei miei,  rossi

come i loro.

Chissà domani sera e notte , lo spazio come spero , gaio e ridente , quieto e appagato

più ridente e gaio sarà allora.

Già ci si alzerà tra le poche ore, fredda lucente, ancora nella notte smarrita di nuovo

nascosta e come sperduta , un dolce afflato di silenzio, inverno decoroso tra la più

comune  gente. che mi ritrovo ad osservare misurando spazi e con loro ridere e

scherzare delle idee le più innocenti  e quando anche gli occhi rossi e pieni di

stanchezza , a notte volgeranno tepidi e silenti,

li sentirò di nuovo muoversi dietro a quella pagina di ogni giorno viva e ancora luce più

radente .

Il mio sonno ora sarà quieto, tranquillo, ne più ne meno come il loro.

 

The dark side of the moon.

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