Donne in bici

 

Un muro di cinta è un divisorio innalzato

Racchiude tempi infiniti parziali oscurati

Nasconde visioni nessuno vi entra privati i cancelli

Vite stagnando comuni quali sorti segnano tempi

Sconosciuti alle bisce che strisciano attorno

Calori freddi dei vuoti imparziali ristagnano

I giorni riardono fredde pulsioni rimbalzano suoni

Attutiti le insonni materie sgretolano pezzi

Camminano spettri canzoni sono morti

Inesistenti le onde i flussi abbandoni soli

Girano dentro gli specchi luce dipinge scritture

Imprime i pensieri dei fossili risaltano processi

Scava nell’intelletto la storia evacua dirada vicini

Cantano muti scordati disaccordi virtuali fantasmi

Saltano luci interne alle connessioni parole

Descrivere muri isolati realtà giovani reintegrano

Solo finzioni della muraglia della terra deserta

I muri rifatti costruiti sui balconi su cui finestre spente

Appaiono un gioco crudele l’uomo come ogni cosa

Efficiente sono il suo possidente sono il suo vanto

La donna rispondeva muta ne faceva strillo oppure eco.

 

La donna si riavvenne dopo e riandava in bicicletta

A frotte con le sottane al vento scandendo nuova primavera.

 

 

 

Omaggio a Giorgio Bassani ai suoi capolavori e alla città di Ferrara.

 

 

 

 

 

Altre opere di questo autore