Colori sbocciati indifferenti uguali

 

Colori sbocciati indifferenti uguali

 

 

Il rosa il verde e l’azzurro riasciugati e sfumati

Si abbracciano come sospesi involontariamente

Limpidi e chiari si proiettano dolci docilmente

In uno sfondo giallo vivo a terra, docilmente

Come tiepidi e annoiati ti siedono vicino

Insieme insonnoliti e nuovi pallidamente solitari

In quell’armonia di pace apparente e naturale.

 

Saltella di gioia una bambina contenta con un mazzo di fiori

Colti nella mano  mi viene incontro e mi saluta

Ciao, come son belli li hai raccolti tu quei fiori

Me li ha raccolti la mamma, perché io da sola non ci riesco

L’avrei presa in braccio dondolata giocata effervescente

La sua gioia dagli occhi la sua vocetta il sorriso colorata

 

Tutto il resto rimane indifferente

Sordo o allucinato in una calma apparente e sorvegliata

Ognuno nei suoi pensieri pare assorto preso o indaffarato

Eppure tutto langue ed è languente tace e taciturno

Come si scusasse o difendesse sorride impalpabile

In qualche voce disegnata conforme ai fatti suoi comuni e propri

In luce nel cammino lento dei colori che appaiono

Tenui pacati, piegati e già confusi di vita nata o nuova

Come assorti e già vecchi in una placidissima polverosa aiuola.

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